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«Messina unica città metropolitana, insieme a Reggio Calabria, esclusa dai contributi a fondo perduto per le attività economiche e commerciali ricadenti nei centri storici»

Decreto sostegni, Cipolla: “Messina e Reggio escluse dai contributi per le attività in centro storico”

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 «Messina unica città metropolitana, insieme a Reggio Calabria, esclusa dai contributi a fondo perduto per le attività economiche e commerciali ricadenti nei centri storici». A darne notizia, dopo una attenta lettura del recente decreto legge Sostegni, è il consigliere comunale Ciccio Cipolla che, ora, esorta i parlamentari eletti nel territorio a porre dei correttivi in sede di riconversione in legge. «Il provvedimento adottato dal governo Draghi per aiutare le imprese in difficoltà – spiega l’esponente del gruppo misto – restringe la platea dei comuni beneficiari, di cui all’articolo 59 comma 1, lettera a del decreto legge 104 del 14 agosto 2020. La nuova norma pone alcuni paletti, prevedendo che siano destinatari dei contributi i comuni con popolazione superiore a 10mila abitanti ove sono situati santuari religiosi, che in base all’ultima rilevazione resa disponibile dalle amministrazioni pubbliche competenti per la raccolta e l’elaborazione dei dati statistici abbiano registrato presenze turistiche di cittadini residenti all’estero almeno tre volte superiori alla popolazione residente, e i capoluoghi di città metropolitana dove le presenze di turisti stranieri siano state pari o superiori al numero dei residenti. Il risultato è che Messina è, insieme a Reggio Calabria, l’unica città metropolitana esclusa». Inevitabile lo sconcerto di Cipolla: «Ancora una volta, invece che essere aiutate, le città del profondo Sud vengono ingiustamente discriminate. Proprio dove ci sarebbe più bisogno di una mano, lo Stato nega il proprio sostegno. è una situazione paradossale che aggrava la drammaticità del momento e che invito tutti i parlamentari messinesi a correggere con un emendamento in sede di riconversione del decreto legge. Chi rappresenta Messina in Parlamento faccia sistema e ponga fine all’ennesima stortura ai danni di una terra già troppo sofferente».
lunedì 29 marzo 2021


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