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Il consigliere di palazzo Zanca interviene sulla querelle in atto

TaoArte. Cipolla: «Il solo personale costa mezzo milione di euro, perché non puntare sul brand Messina?»

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«Oltre mezzo milione di euro l’anno per il solo personale. Questa una delle principali voci di spesa di TaoArte, stando ai dati contenuti nell’ultimo bilancio». A riferirlo è Ciccio Cipolla, consigliere comunale del gruppo misto, dopo un’attenta analisi dei numeri.
 Il consigliere di palazzo Zanca interviene sulla querelle in atto, relativa all’opportunità o meno del Comune di Messina di uscire dalla fondazione, invitando tutti a un’analisi oggettiva, che parta esclusivamente dai dati concreti. 
«Stando al bilancio, chiuso al 31 dicembre 2019 – riferisce Cipolla – queste sono le voci di spesa più significative: salari e stipendi 511.509 euro; oneri sociali 164.008 euro; trattamento di fine rapporto 43.565 euro;costi per servizi 1.776.479 euro. Sempre in base alle notizie diffuse dalla stessa fondazione, l’organico comprende un commissario straordinario, tre componenti del collegio dei revisori dei conti e 14 dipendenti. La perdita di esercizio ammonta a 35.476 euro». Alla luce delle suddette informazioni, il consigliere del gruppo misto invita tutti a una serena e attenta valutazione sull’opportunità di continuare a puntare su TaoArte o di concentrare, eventualmente, le risorse economiche del Comune «sul brand Messina. Una scelta – conclude – che non andrebbe contro ma, proprio perché mirata e calibrata, a favore della cultura e della sua valorizzazione ulteriore».
sabato 11 luglio 2020


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