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Francesco ha presieduto la solenne celebrazione nella Notte Santa all’altare della Cattedra

Il Papa: la vita ricomincia con Gesù che apre vie nuove

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Papa Francesco ha presieduto la solenne celebrazione nella Notte Santa all’altare della Cattedra, con una limitata partecipazione di fedeli. La Veglia si è aperta con la benedizione del fuoco e con la graduale illuminazione della Basilica di San Pietro. “Oltre tutte le sconfitte, il male e la violenza, oltre ogni sofferenza e oltre la morte - ha detto il Pontefice - il Risorto vive e conduce la storia”<">La luce e la preghiera si riverberano da Roma in tutto il mondo, ferito da guerre, povertà e pandemia, per rivivere la Pasqua del Signore e per volgere lo sguardo verso Gesù che passa dalla morte alla vita. All’inizio della celebrazione, sono il buio e la penombra a riempire gli spazi della Basilica di San Pietro. Nella liturgia della Veglia di Pasqua l'oscurità è spezzata dal fuoco benedetto davanti all'altare e dal cero acceso dal Papa che ricorda la vera luce: quella di Cristo  che risorge e disperde le tenebre. La processione verso l’altare, con  il diacono che porta il cero elevato, è scandita dal canto “Lumen Christi”. Il buio si dirada fino al momento in cui  si accendono le luci della Basilica. Il diacono incensa il libro e il cero pasquale. I fedeli ascoltano in piedi, con una candela accesa, il canto del preconio pasquale, con cui si proclama la vittoria della luce sulle tenebre. Nella Basilica risuonano poi le tre Letture tratte dal libro della Genesi, da quello dell'Esodo e dal libro del profeta Ezechiele. Dopo il suono delle campane e il canto del "Gloria", si propagano le parole dalla lettera di San Paolo apostolo ai Romani "come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova". Il diacono si avvicina al Santo Padre e intona l'Alleluia. Il canto precede il Vangelo di Marco con le frasi rivolte da un giovane alle tre donne che si erano recate “al sepolcro al levare del sole”: “Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. è risorto, non è qui”. Quel giovane, “vestito d’una veste bianca”, aggiunge: “Dite ai suoi discepoli e a Pietro: Egli vi precede in Galilea”. Nell’omelia Papa Francesco ricorda che “le donne pensavano di trovare la salma da ungere”. “Invece hanno trovato una tomba vuota”. Il Pontefice esorta anche ad accogliere l’invito ad andare “in Galilea dove il Signore Risorto ci precede”. Ma cosa significa - chiede il Santo Padre - “andare in Galilea”? “Significa anzitutto ricominciare”, spiega il Pontefice. Per i discepoli è ritornare “nel luogo dove per la prima volta il Signore li ha cercati e li ha chiamati a seguirlo”, “è il luogo del primo incontro e del primo amore”. "Eppure, pur stando sempre con Lui, non lo hanno compreso fino in fondo, spesso hanno frainteso le sue parole e davanti alla croce sono scappati, lasciandolo solo. Malgrado questo fallimento, il Signore Risorto si presenta come Colui che, ancora una volta, li precede in Galilea; li precede, cioè sta davanti a loro. Li chiama e li richiama a seguirlo, senza mai stancarsi. Il Risorto sta dicendo loro: “Ripartiamo da dove abbiamo iniziato. Ricominciamo. Vi voglio nuovamente con me, nonostante e oltre tutti i fallimenti”. In questa Galilea impariamo lo stupore dell’amore infinito del Signore, che traccia sentieri nuovi dentro le strade delle nostre sconfitte. E così è il Signore: traccia sentieri nuovi dentro le strade delle nostre sconfitte. Lui è così e ci invita in Galilea per fare questo". (Fonte: Vatican News)
domenica 4 aprile 2021


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