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I legali scrivono al Governo: “Violata la normativa ambientale e un'autorizzazione della Regione”

Il Comune di Messina “asfalta” Ri.Fo.Tras e il lavoro di 22 famiglie.Nota Uil

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Perdita del lavoro per 22 famiglie, violazione di un’autorizzazione regionale, interruzione di pubblico servizio, danno ambientale e probabile danno erariale, una strada “irrealizzabile”: sono alcune delle contestazioni che i legali della ditta Ri.Fo.Tras. evidenziano in una lettera aperta inviata stamane al Ministro dell'Interno Luciana Lamorgese e del Lavoro Nunzia Catalfo, al Prefetto di Messina Maria Carmela Librizzi, al governatore Nello Musumeci e per conoscenza al Sindaco della Città metropolitana Cateno De Luca e alla stampa, affinchè intervengano immediatamente e approfondiscano l’operato del Comune di Messina. Avantieri infatti l’amministrazione De Luca ha eseguito un decreto di esproprio nei confronti della Ri.Fo.Tras. in presenza di un ricorso pendente ed in palese violazione di un’autorizzazione rilasciata dalla Regione Siciliana, anche successivamente a tale decreto. Di fatto è stato “asfaltato” il lavoro di 22 famiglie, rappresentate dalla UIL e impiegate nella ditta, che peraltro è l’unica azienda nel messinese che si occupa del prelievo di veicoli e della relativa autodemolizione, un servizio assolutamente indispensabile per la comunità e considerato di pubblica utilità. Si profila anche un importante danno ambientale per il mancato smaltimento di centinaia di veicoli, previsto dalla legge e di rifiuti pericolosi e speciali, e persino un possibile danno erariale alle casse comunali in caso di risarcimento all’azienda per il nocumento arrecato. I legali della Ri.Fo.Tras. si sono rivolti alle Istituzioni per tutelare innanzitutto i lavoratori e al fine di fare chiarezza sulla vicenda e dare risposta alle complesse questioni sollevate nella missiva. 
Nota Uil 
 “Anche nella drammatica vicenda riguardante la Rifotras e i suoi 22 lavoratori, da qualche giorno disperati per l’improvvisa perdita del posto di lavoro, il sindaco De Luca ha evidenziato un cinismo ed un odio verso gli sfortunati lavoratori che non ha eguali” lo ha affermato Ivan Tripodi, Segretario generale UIL Messina. 
“La Rifotras, azienda fondata nel lontano 1969 che si occupa dello smaltimento dei rifiuti speciali e delle autodemolizioni, è stata forzatamente chiusa nei giorni scorsi. Si tratta di una “morte” annunciata e caparbiamente voluta dal sindaco da tempo immemore. Infatti, nel novembre del 2019, alla luce dei silenzi e delle preoccupazioni che avanzavano riguardo le prospettive aziendali, lanciammo pubblicamente l’allarme rispetto alla indispensabile e ineluttabile necessità di realizzare la Via Don Blasco, arteria fondamentale e irrinunciabile per la città di Messina, e, contestualmente, per consentire attraverso una delocalizzazione o una minima variante progettuale la sopravvivenza della Rifotras e dei suoi 22 posti di lavoro. Insieme alle maestranze e agli stessi titolari dell’azienda fummo protagonisti di un sit-in presso la Prefettura al termine del quale si tenne un incontro con il Viceprefetto finalizzato a trovare una soluzione. Purtroppo, a seguito di quella importante interlocuzione si comprese la incredibile ed ingiusta pervicacia del sindaco De Luca, il quale, senza alcuna remora, non ha inteso aprire neanche un doveroso confronto per salvare ben 22 posti di lavoro che, è bene ribadirlo, alle nostre latitudini nelle quali ci sforziamo quotidianamente di salvare anche un solo posto di lavoro, rappresentano una seria boccata d’ossigeno” ha proseguito Ivan Tripodi. “Ebbene, possiamo tragicamente affermare che il sindaco De Luca, in maniera oltremodo provocatoria, è il responsabile di questo nuova macelleria sociale. Noi non ci arrendiamo e ci appelliamo al sig. Prefetto poiché siamo fermamente convinti della necessità di realizzare la Via Don Blasco e dell’altrettanto indispensabilità di evitare di mandare nel lastrico ben 22 famiglie messinesi. Nessuno può voltarsi dall’altra parte e, specie in questo drammatico momento legato all’emergenza Covid, non si può assistere silenti a questa triste e drammatica vicenda” ha concluso Ivan Tripodi, Segretario generale UIL Messina.
venerdì 23 ottobre 2020


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