il Cittadino di Messina - quotidiano e settimanale on-line: l'informazione gratuita e onesta

Non s'intende mettere in discussione i progetti di risanamento che l’Amministrazione e queste Organizzazioni Sindacali

ATM, Rivendicazioni sindacali del “ Salva Messina“ e proposte programmatiche

Stampa
A seguire le rivendicazioni sindacali del " Salva Messina" (Fit-Cisl, Faisa-Cisal, Ugl- trasporti e Or.S.A) e proposte programmatiche sull'ATM:
PREMESSA In premessa si precisa che la protesta sindacale in atto è rivolta unicamente alla gestione di ATM S.p.A. e non intende mettere in discussione i progetti di risanamento che l’Amministrazione Comunale e queste Organizzazioni Sindacali hanno condiviso nella trattativa del piano di riequilibrio “Salva Messina”, per fronteggiare i drammi economici della città che le precedenti amministrazioni hanno consegnato in conclamato dissesto. E’ bene fare chiarezza, anche per doverosa informazione dei lavoratori oggi presenti, disorientati dalle fake news dei pochi detrattori rimasti in attività che attribuiscono al Salva Messina la fase di disorganizzazione e l’inattesa contrapposizione fra la Direzione aziendale e i dipendenti che ha viziato la fase di avvio di ATM SpA. Questi sindacati firmerebbero il Salva Messina altre cento volte, i risultati del generale riassetto economico sono palpabili, la città è fuori dal dissesto e si organizza per il rilancio, solo chi ha interesse politico a mantenere posizioni di opposizione aprioristica, tenta goffamente di negarne gli evidenti effetti positivi. La vecchia ATM non è stata liquidata per lo sfizio autolesionista di chi ha sottoscritto il Salva Messina o del Consiglio Comunale che l’ha democraticamente approvato, di fatto era fallita da tempo. Al contrario di quanto asserisce la disinformazione tattica, anche un’azienda speciale può fallire se oberata da un debito insanabile e versa in conclamata fase di insolvenza. La richiesta di Liquidazione Coatta Amministrativa, che rientra a pieno titolo nella Legge Fallimentare Italiana, dimostra che la vecchia ATM poteva fallire ed è fallita di fatto, a causa di un debito abnorme certificato dall’Amministrazione Comunale che nessuno, al netto della propaganda mediatica, è riuscito a smentire con atti ufficiali. In tema di Trasporto Pubblico Locale questo fronte sindacale firmerebbe altre 100 volte il Salva Messina perché:
  Grazie al Piano di riequilibrio il TPL oggi è gestito da un’azienda senza debiti con un capitale sociale di 4 milioni di euro. 
2  ATM S.p.A. oggi può contare su una sovvenzione Comunale annua pari a 17 milioni di euro in luogo dei 9 milioni stabiliti nel contratto di servizio della precedente Amministrazione. 
 In ATM S.p.A. oggi si fanno assunzioni dirette con selezioni pubbliche trasparenti e conseguente pubblicazione delle graduatorie, eliminando di fatto la bruttura del lavoro somministrato, senza garanzie per i lavoratori.  In ATM S.p.A., oggi, si applica l’orario di lavoro full-time a tutto il personale, come stabilito nel Salva Messina, in risposta alle annose promesse non mantenute dalle precedenti gestioni. 
MOTIVI DELLA PROTESTA SINDACALE 
Sulla scorta delle premesse, l’avvio di ATM S.p.A. avrebbe dovuto inaugurare una stagione di intesa fra Azienda e Lavoratori, un cambio di passo condiviso rispetto alle stagioni dell’improduttività, del debito istituzionalizzato, della cogestione politico/sindacale che ha prodotto disservizi a fronte di carriere privilegiate concesse secondo il colore della maglia. Ci si aspettava un confronto sistematico con le organizzazioni sindacali, per affrontare la delicata fase di start-up e condividere eventuali correttivi in corso d’opera. Purtroppo, siamo stati colti di sorpresa da una gestione aziendale che dal primo giorno ha voluto instaurare un’atmosfera di scontro con i lavoratori, ma anche con i sindacati che hanno scommesso sul nuovo corso. In buona sostanza, il confronto fra Azienda e Sindacato si sta esaurendo con le diatribe sulle sanzioni disciplinari distribuite a pioggia, e sul riconoscimento di diritti acquisiti che dovrebbero essere scontati: indennità domenicali, agio sulla vendita biglietti e similari. Dopo il confronto costruttivo del Salva Messina, a livello aziendale pensavamo di doverci confrontare sul sistema produttivo, sulle previsioni di bilancio, sul miglioramento e l’ammodernamento del servizio, invece il sindacato è arrivato a chiudere negativamente le procedure di raffreddamento perché pare che l’azienda abbia individuato nei lavoratori l’avversario diretto, prende iniziative autonome senza convocare le Organizzazioni Sindacali, anche nei casi in cui la trattativa con le parti sociali è contrattualmente obbligatoria. Denunciamo dall’inizio un’organizzazione del lavoro oppressiva, turni farraginosi comunicati di giorno in giorno ai lavoratori che hanno perso la possibilità di far convivere i tempi lavorativi con le esigenze familiari e aspettano la sera per sapere il turno dell’indomani. Servizi con orario spezzato anche dove non sarebbe necessario e certamente non migliorano la produzione. Siamo in presenza di una forzatura tesa a una inopportuna ostentazione di autoritarismo che non serve e non servirà per rendere efficiente l’azienda che oggi, nonostante la gestione muscolare, non soddisfa pienamente i bisogni dell’utenza. Il sistema dell’uomo forte al comando, non ha generato un’ATM efficiente, ha prodotto il disorientamento dei lavoratori e l’insoddisfazione di parte dell’utenza che giornalmente denuncia un servizio discontinuo, effettuato con mezzi generalmente poco funzionali e privi di ogni comfort. E’ di tutta evidenza che Il piano di esercizio non risponde alle aspettativa dei messinesi, la commissione tecnica dei lavoratori più volte ha cercato di suggerire modifiche migliorative, sistematicamente respinte dai vertici aziendali che, nonostante tutto insistono nelle loro decisioni. 3 Capitolo altrettanto problematico è l’organizzazione della IV area, dove i lavoratori hanno la “colpa” di aver ottenuto, dopo anni di promesse disattese, il sacrosanto diritto all’orario di lavoro full-time, concordato fra l’Amministrazione Comunale e i sindacati nella trattativa del Salva Messina. L’incertezza del futuro della ZTL, l’organizzazione farraginosa dei turni rimodulati su 39 ore settimanali e la contemporanea istituzione di alcune isole pedonali, rendono il servizio improduttivo, gestito con lavoratori costretti giornalmente a improvvisarsi in mille mansioni, in totale assenza di organizzazione, programmazione e formazione. Il capitolo delle assunzioni, finalmente dirette, senza l’anomalia delle agenzie interinali, si è inaugurato con l’inserimento di soggetti under 30 attraverso l’apprendistato professionalizzate. L’iniziativa è condivisibile solo se sarà seguita da altrettante assunzioni di autisti già professionalizzati, da utilizzare in pronto impiego per dare immediate risposte alla città, soprattutto in fase di emergenza sanitaria. Da quando si parla di assunzioni in ATM si è innescata una guerra fra poveri fra chi ambisce all’agognato posto di lavoro. In un territorio come il nostro, massacrato dalla disoccupazione, le assunzioni nel servizio pubblico hanno un significato che va oltre il sistema produttivo, è un fenomeno sociale che innesca legittime aspettative, è compito dell’azienda equilibrare gli eventuali bandi, conferire la sensazione di trasparenza e dare una possibilità a tutti. Visti i recenti interventi mediatici di qualche consigliere comunale, sia chiaro che il sindacato, come sempre ha fatto, vigilerà sulla legalità di eventuali concorsi, e sia ancora più chiaro che questo sindacato non rivendica corsie preferenziali per alcuno ma allo stesso tempo pretende che nessuno dei legittimi aspiranti sia criminalizzato, pregiudicato, additato, estromesso… per presunte appartenenze o per essere sceso in piazza rivendicando il sacrosanto diritto al lavoro. La lista dei motivi per cui i sindacati del Salva Messina oggi lanciano l’allarme e imboccano la via della protesta, sarebbe più corposa, ma riteniamo superfluo e distraente soffermarci oltre sui motivi del dissenso. L’assemblea di oggi deve individuare soluzioni volte a rasserenare l’ambiente lavorativo e renderlo efficiente per la tranquillità dei dipendenti e la funzionalità del servizio essenziale, come sostanzialmente accade nelle altre partecipate dopo il Salva Messina. La presenza del Sindaco, dell’Assessore al ramo e delle istituzioni competenti, assumono la valenza di garante di un programma di interventi correttivi che i sindacati maggiormente rappresentativi in azienda, oggi sottopongono alla condivisione della Direzione ATM, per superare la fase della protesta sindacale che arrecherebbe disagi alla cittadinanza nella delicata fase di emergenza sanitaria ma sarebbe inevitabile in presenza di ulteriori atteggiamenti che calpestano la dignità dei lavoratori e non rispondono alle esigenze dell’utenza. I dipendenti di ATM S.p.A. non sono il nemico da annichilire ma l’indispensabile patrimonio produttivo da coinvolgere nella scommessa del rilancio aziendale. Solo se riusciamo a condividere in premessa tale principio, si può immaginare un tavolo programmatico che individui correttivi e soluzioni.
domenica 13 settembre 2020


    Vai a pagina
    segui il meteo