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Sgomento per le mancate risposte delle istituzioni

CUB: Le ordinanze sindacali sarebbero incostituzionali

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A seguito delle ripetute lettere che non hanno trovato risposta, il sindacato di base CUB, manda ancora un altra lettera Al Presidente del Consiglio Prof. Giuseppe Conte; Al Ministro dell’Interno; Al Prefetto di Messina; Al Presidente Regione Sicilia. in cui denuncia, ancora una volta, l'incompatibilità fra le ordinanze sindacali e i Decreti regionali e i DPCM emanati. 
Di seguito il testo integrale della lettera:

Nell’evidenziare con la presente il nostro rammarico per il mancato riscontro da parte del presidente della Regione Sicilia e della Prefetta di Messina alle numerose lettere e richieste di chiarimento, che si allegano, inviate dagli scriventi in merito soprattutto alle ordinanzesindacali del Comune di Messina che a nostro avviso sono, su alcune prescrizioni, in palese contrasto con le ordinanze regionali e i DPCM, ci permettiamo di porre alla vostra attenzione quanto segue:
1) il presidente della Regione Siciliana ha dichiarato poche ore fa quanto segue: "Sono assolutamente contrario alla possibilità data dal governo nazionale delle passeggiate con i bambini", riferendosi alla circolare del Ministero dell’Interno del 31 marzo 2020 che ha dato una interpretazione estensiva alla prescrizione presente nel DPCM del 9 marzo u.s. relativamente allo svolgimento dell’attività motoria, disponendo che “per quanto riguarda gli spostamenti di persone fisiche, è da intendersi consentito, ad un solo genitore, camminare con i propri figli minori in quanto tale attività può essere ricondotta alle attività motorie all’aperto, purché in prossimità della propriaabitazione.”
2) la risposta positiva data dal Ministero alle tante richieste pervenute da psicologi e pediatri sull’importanza dell’attività motoria per i bambini non troverà dunque attuazione in Sicilia, anche perché purtroppo l’ordinanza regionale n. 6 del 20 marzo2020 all’art. 1 comma 2 recita “E’ vietata la pratica di ogni attività motoria e sportiva all’aperto, anche in forma individuale”.
3) Si richiede pertanto di fare rivedere tale prescrizione regionale in quanto è inutilmente restrittiva e non in linea con quanto previsto sia dal DPCM 9 marzo u.s. sia con la sopracitata circolare del Ministero dell’Interno, dando similare indicazione al sindaco di Messina;
4) Come già segnalato in precedente nostra nota, si ribadisce altresì che continua a persistere a Messina la paradossale situazione venutasi a creare a causa dell’entrata in vigore di ordinanze del sindaco di Messina Cateno De Luca che contrastano e si sovrappongono alle ordinanze regionali ed agli ultimi DPCM emessi. In particolare evidenziamo nuovamente che l’ordinanza sindacale n. 73 del 23 marzo u.s. prevede la chiusura anticipata dei negozi del settore alimentare alle ore 18.00 nei giorni feriali e l’apertura domenicale fino alle ore 13.00, in contrasto sia con il DPCM 11 marzo e 22 marzo (che prevedono l’ordinaria apertura dei negozi del settore alimentare nei giorni feriali e la domenica) sia con l’ordinanza regionale n.6 del 19.03.2020 che prevede invece all’articolo 3 comma 2 “la chiusura domenicale di tutti gli esercizi commerciali attualmente autorizzati, fatta eccezione per le farmacie di turno e le edicole”. L’applicazione contemporanea delle due ordinanze, regionale e sindacale, comporta una duplice penalizzazione per i messinesi per la previsione della riduzione dell’orario di apertura nei giorni feriali e per la chiusura domenicale del settorealimentare.
5) Riteniamo che per quanto al punto 4) sia quanto mai urgente e necessario adeguare l’ordinanza sindacale alle disposizioni regionali e nazionali, in quanto palesemente illegittima perché in contrasto con quanto disposto sia dall’art.3 comma 3 dell’ordinanza regionale n.6 : “I Sindaci, con propria Ordinanza, possono disporre riduzioni dell’orario di apertura al pubblico degli esercizi commerciali, ad eccezione di quelli autorizzati alla vendita di prodotti alimentari e delle farmacie”, sia con quanto disposto dal DL n.19 del 25 marzo 2020 che recita espressamente all’art. 3 comma 2 che “I Sindaci non possono adottare, a pena di inefficacia, ordinanze contingibili e urgenti dirette a fronteggiare l'emergenza in contrasto con le misure statali, né eccedendo i limiti di oggetto cui al comma 1”.
6) a salvaguardia sia dei cittadini che dei lavoratori del settore, sarebbe dunque necessario consentire l'apertura del settore alimentare nei giorni feriali secondo gli orari di apertura ordinaria (8-20/20.30) e con chiusura totale domenicale e festivi. Confidando che la certezza del diritto e l’osservanza delle norme non siano semplici e formali principi a cui debbano attenersi solo i cittadini mentre determinate istituzioni e loro rappresentanti, nello specifico il sindaco di Messina, possano fare quello che vogliono senza che intervenga chi di competenza per ristabilire i principi del nostro ordinamento, fiduciosi di potere avere questa volta riscontro alla presente, cordiali saluti,
venerdì 3 aprile 2020


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