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La musica come linguaggio di integrazione e coesione tra le culture

L’impatto sociale del metodo Abreu nella Giostra dei talenti

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Sensibilizzare le giovani generazioni alla promozione e alla valorizzazione di una società multiculturale, dimostrare che la convivenza tra mondi culturali diversi sia possibile e si possa realizzare a partire dal riconoscimento reciproco e rispettoso delle proprie radici culturali. Questi gli obiettivi dell’azione dialoghi interculturali inserita nell’ambito del progetto “Dalle parole ai fatti - Custodiamo luoghi, memorie, suoni e tradizioni”, ideato e realizzato dal Centro di Solidarietà F.A.R.O. di Messina, sostenuto dalla Fondazione CON IL SUD e dal Centro per il libro e la lettura

Sono 12 i giovani allievi, provenienti anche dalla comunità srilankese e da quella filippina, impegnati nei laboratori musicali iniziati lo scorso anno ma che, fra interruzioni e ripartenze, si continuano a svolgere negli ampi locali dell’Oratorio Salesiano sito nella Chiesa San Matteo a Messina, i quali garantiscono adeguate misure di prevenzione previste dall’emergenza sanitaria COVID-19. 

L’attività laboratoriale è stata soprannominata “Giostra dei talenti” per dare risalto al territorio target del progetto e si ispira al “sistema Abreu”, un modello didattico musicale ideato e promosso in Venezuela da José Antonio Abreu, musicista e ministro della cultura venezuelano.Il modello è riconosciuto come un programma musicale di azione sociale che si esplica attraverso l’accesso e la partecipazione libera alle attività, incluso il comodato d'uso gratuito di uno strumento musicale per ogni partecipante, e pone particolare attenzione al dialogo interculturale.
In questo modo, il modello educativo-innovativo, è capace di creare una nuova realtà sociale attraverso l’integrazione culturale partecipativa, contribuendo così alla formazione dell’individuo anche come cittadino, superandone gli svantaggi e migliorandone le condizioni di vita. 

“Grazie al progetto “Dalle parole ai fatti”, - afferma Antonello Sidoti, responsabile del progetto - ai volontari e ai formatori che con passione affiancano i ragazzi nelle attività laboratoriali, quello che inizialmente veniva considerato un’utopia, anche a Messina si è trasformato in realtà!”

L’importanza di tale metodo non è dunque solo artistica, ma tramite esso la musica assume un significato di via primaria per la promozione ed il riscatto sociale e intellettuale.La motivazione è che “suonare in un’orchestra, - spiegava il maestro Abreu -, è molto di più di studiare la musica. Significa entrare in una comunità, in un gruppo che si riconosce come interdipendente”

Valerio La Torre, Daniele Ruta, Miryam Minutoli e Samuele Sidoti, sono i quattro giovani musicisti che in piccole classi di strumento insegnano una volta a settimana rispettivamente violino, chitarra classica, canto e batteria.

Le attività dei laboratori musicali sono state affidate all’Associazione di promozione sociale “Wind of Change”, partner del progetto, nata nel 2013 con sede operativa all’interno della sede polifunzionale del Centro di Solidarietà F.A.R.O. dove, senza mai perdere di vista la dimensione aggregativa e ludica, offre spazi a compagnie teatrali, ragazzi e giovani per lo svolgimento delle proprie attività, con la finalità di generare dinamiche di rinnovamento del sistema artistico, educativo e sociale.
venerdì 9 aprile 2021


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