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Lasciamoci guidare dalla stella della grazia e della speranza

Gli auguri di Natale dell’Arcivescovo Mons. Accolla

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In questo tempo di pandemia, si sente forte il bisogno di una luce di speranza, un augurio denso di significato, quello che l’Arcivescovo Mons. Giovanni Accolla ha rivolto alla città questa mattina insieme al Vescovo ausiliare Mons. Cesare Di Pietro nella cappella dell’Arcivescovado di Messina in occasione del tradizionale incontro di scambio di auguri con la stampa. 
Un grido di speranza “Non temere la tua salvezza è vicina” lanciato nel messaggio augurale affinché nonostante tutto non ci lasciamo sopraffare dallo sconforto ma torniamo a sognare.
Siamo in cammino – si legge nel messaggio augurale – e spesso rischiamo di brancolare nel buio, cerchiamo in cielo una stella che orienti il nostro cammino, non ci fermiamo; lasciamoci guidare dalla “stella” della grazia, quella dell’apertura del cuore, dalla “stella della speranza, perché ci fidiamo della paternità di Dio, l’unica paternità che ci convoca ad essere tutti fratelli della carità”. 
Il Natale che ci apprestiamo a vivere deve rimetterci in gioco sul senso e sul valore della vita e della dignità di ogni persona, senza alcuna distinzione di razza, età, classe sociale, religione e razza. Accogliere l’altro abbandonando la cultura dello scarto e lasciando posto alla cultura al valore sociale della carità come sottolinea Papa Francesco nell’ultima enciclica “Fratelli Tutti”. Un pensiero per la notte di Natale dove la pandemia non riesce a bloccare la gioia della preghiera, anzi come ricorda Mons. Accolla “ci offre l’opportunità di essere in comunione di preghiera ognuno nelle nostre famiglie” per questo suggerisce ai tanti fedeli di “fermarsi a mezzanotte, per qualche minuto davanti al presepe allestito nella propria casa, di deporre il Bambino Gesù, di accendere una candela per dire che crediamo che Gesù è “Luce del mondo”, di pregare con la preghiera dell’Ave Maria, quella che contempla l’annunciazione, la comunione, l’umiltà, il perdono e che consolida, con l’affidamento a Maria, la gioia dell’incontro con il Padre”. 
Nello stesso tempo ha invitato tutti i parroci a far suonare le campane per “richiamare che se anche ognuno di noi si trova a casa, piccola Chiesa domestica, tutti siamo un’unica Chiesa diffusa”.
mercoledì 23 dicembre 2020

Cristina D'Arrigo

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