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La lotta contro il nemico Covid19 continua

Un infinito diario degli errori

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L’ardua battaglia contro l’oscuro nemico, Covid19, continua. Uno scontro iniziato nell’ormai lontano Marzo scorso, quando tutta l’Italia fu segnata dall’esperienza del lockdown. Saracinesche abbassate, strade deserte, un silenzio sovraumano a far da padrone in ogni luogo. A Maggio i primi segnali di rinascita, nei mesi estivi un progressivo ritorno alla vita, a quel cammino bruscamente interrotto. Un cammino che subisce, oggi, un’altra prima battuta d’arresto a causa dei “dardi” di un nemico che non perdona, che ci è ancora sconosciuto e che, forse abbiamo molto sottovalutato. Ecco che la seconda fase di questa battaglia sembra essere un vero e proprio diario degli errori. 
Nei mesi estivi, mentre si autorizzava una provvisoria “ripartenza” della vita sociale, il governo nazionale si impegnava a definire i caratteri della vera “ripartenza”, di quel ritorno al passato che avrebbe dovuto celebrarsi nel mese di Settembre. E il “ritorno al passato” c’è stato, ma è durato molto poco e oggi, con grande consapevolezza, possiamo affermare che qualcosa, indubbiamente, non ha funzionato. Ogni ambito, ogni settore della vita sociale sembra invitare, a gran voce, chi ci governa a chinare il capo e ad ammettere i propri errori, a rendersi conto che non abbiamo e non stiamo celebrando alcuna vittoria sul nostro nemico.  
Il primo settore che invita a riflettere sulle scelte fatte è, senza dubbio, quello scolastico. Una macchina, quella della scuola, che nel mese di Settembre è ripartita tra distanziamento, mascherine e banchi monoposto. Per mesi si è difesa l’importanza della didattica in presenza, ma oggi, si torna a lavorare a distanza. Cosa non ha funzionato? Forse si è dissertato troppo a lungo su banchi e misure di distanziamento varie, senza curarsi mai di come i ragazzi dovessero raggiungere le proprie scuole. Tram, autobus stracolmi annullano ogni labile idea di prevenzione dal contagio. Primo errore di valutazione, prima sconfitta. Eppure, bastava usare la ratio, senza inneggiare alla vittoria ante tempus
La didattica a distanza è solo una delle misure restrittive dell’ultimo Dpcm Conte, che cerca di porre un argine alla diffusione dilagante del virus. Tra le altre la chiusura di palestre, piscine, bar e ristoranti alle ore 18:00, cinema e teatri. Lo sport si ferma e così anche la ristorazione e la cultura. Settori, volti della nostra economia che si trovano oggi a subire l’ennesima battuta d’arresto. Eppure, hanno adeguato i loro spazi, adottato tutte le misure di distanziamento necessarie. Spese che si sono rivelate superflue, inadeguate per il governo che ha decretato la chiusura di queste attività. Ripartiranno? Un interrogativo che gli operatori di questi settori in ginocchio si pongono costantemente. Un interrogativo a cui solo il governo nazionale potrà rispondere con misure concrete, con incentivi che possano permettere a queste attività di non affogare. 
Rabbia, delusione, paura, timore: stati d’animo contrastanti che convivono, in questo momento, nell’animo di ciascuno di noi. E mentre sembra sempre più vicino lo scenario di un nuovo lockdown, le piazze di parecchie città di Italia si riempiono di ristoratori, di gestori di palestre, scuole di danza, di attori che sperano ancora di poter avere un domani e non vogliono rassegnarsi a credere che tutto possa finire così. Una speranza per alcune di queste categorie di lavoratori arriva in queste ultime ore dal disegno di legge del governatore della Sicilia, Musumeci che chiede una deroga al Dpcm nazionale per quanto concerne le attività di bar e ristoranti, perché possano tenere alzate le loro saracinesche fino alle 22:00 o alle 23:00. Il testo richiama l'art.17 dello Statuto speciale, che disciplina la potestà normativa della Regione. Dopo l’approvazione della Giunta, il ddl sarà trasmesso all’Assemblea Siciliana. Avrà l’ok? Lo sapremo nelle prossime ore. Sarà forse uno dei pochi interrogativi che avranno una risposta immediata, per il resto attendiamo gli eventi con la speranza, però, almeno di non dover continuare a scrivere pagine di questo infinito diario degli errori. Che la ratio possa guidare un po’ più le scelte di chi ci governa e che passo dopo passo si possa arrivare, davvero, a celebrare una grande vittoria contro quel nemico che ha rubato già troppo tempo alle nostre vite e continua a mostrarci il suo volto peggiore.


mercoledì 28 ottobre 2020

Alessia Vanaria

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