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Una gestione efficiente del TFR può diventare una risorsa in più per quanti desiderino raggiungere obiettivi finanziari primari

Pianificazione finanziaria ed agevolazioni fiscali: il TFR è lo strumento previdenziale giusto

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C’è un asset fondamentale per una sana e corretta pianificazione finanziaria, costituente di per sé una grande opportunità dal punto di vista della previdenza: il TFR, altrimenti noto come liquidazione. Una risorsa perlopiù sottovalutata dai lavoratori, che corrono spesso il rischio di disperderla in piccoli bonus tra un cambio di lavoro e l’altro. Ma questo discorso vale anche per i lavoratori che continuano la loro attività quotidiana nel tempo: in questo caso la liquidazione viene parcheggiata, senza poter dunque sfruttare i suoi benefici. Una gestione efficiente del TFR può diventare una risorsa in più per quanti desiderino raggiungere obiettivi finanziari primari, come una casa, la protezione della propria salute e la pensione. In un periodo mediamente lungo, come spiega il Centro Study Moneyfarm, la scelta migliore per il TFR è un investimento sulla previdenza complementare, una soluzione ottimale per benefici fiscali. 
Ogni dipendente ha un dilemma: il TFR fuori o dentro l’azienda? All’interno di un sistema aziendale, i rendimenti del TFR sono fissati all’1,5% con aggiunta del 75% dell’inflazione. Selezionando uno strumento di previdenza che investe sui principali mercati mondiali, si lega la redditività della pensione alla crescita stessa dei mercati su un orizzonte temporale abbastanza lungo. In questo caso è buono non vincolare in alcun modo il risparmio ad un solo paese, come nel caso dell’Italia, laddove si è già legati economicamente e lavorativamente. Da un punto di vista fiscale i vantaggi sono molto chiari: la tassazione finale può scendere fino al 9%, contro il 23% minimo di TFR aziendale. Lasciare il TFR in azienda dà effettivamente più flessibilità nell’utilizzo delle proprie risorse? Nient’affatto. Se si risparmia e si investe con obiettivi di lungo termine, l’obiettivo previdenziale con il TFR permette di liberare più risorse accantonate a strumenti più flessibili con obiettivi di medio-breve periodo. Ancora: i soldi del TFR non sono bloccati, poiché dopo otto anni di contributi si possono riscattare per spese importanti, come può essere l’acquisto di una casa. Il TFR in azienda, invece, è strettamente connesso alla permanenza sul posto di lavoro: questo, come tutti i fattori umani, è difficilmente pianificabile.


venerdì 26 giugno 2020


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