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Il luogo di culto è lì dove ci troviamo a vivere in austerità e in isolamento

Mons.Accolla:le famiglie sono esperienza di Chiesa domestica

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In una cattedrale vuota di fedeli a seguito delle indicazioni fornite per il contenimento del Coronavirus, e senza la tradizionale benedizione delle palme e dei ramoscelli di ulivo, questa mattina Mons. Giovanni Accolla, Arcivescovo di Messina- Lipari – S. Lucia del Mela ha celebrato in streaming la messa della Domenica delle Palme che ci conduce alla Settimana Santa che precede la Pasqua. 
Quest’anno la Settimana Santa viene celebrata segnata dal dolore e dalle preoccupazioni per la pandemia del Coronavirus che tocca tutte le nazioni. Una particolare settimana santa che in maniera più profonda ci mette in comunione con il Signore Gesù, sofferente e consolatore. Crediamo che in questo momento della storia attraversato dalla pandemia il Signore Gesù ci libererà da ogni schiavitù. Quest’anno il luogo di culto è lì dove ci troviamo a vivere in austerità e in isolamento: gli ospedali, le carceri, i luoghi della pubblica amministrazione da dove si provvede per affrontare, proporre e sollevare le sofferenze di molti e ancora le nostre case dove le famiglie riunite in preghiera hanno l’opportunità di fare esperienza di piccola Chiesa domestica”. 
Sono questi alcuni dei passaggi più significativi dell'omelia della Messa delle Palme, che ricorda l’ingresso di Gesù a Gerusalemme.
Le nostre case, gli ospedali, le carceri, - continua Mons. Accolla - diventano luoghi della contemplazione del mistero di Cristo sofferente e redentore”. 
Fare, dunque della propria casa uno spazio di preghiera e di celebrazione. Vivere questo momento in famiglia quale “luogo primario di culto gradito a Dio” come ricordava Madre Teresa di Calcutta. La CEI attraverso l'Ufficio Liturgico ha diffuso un sussidio che presenta uno schema di preghiera per ogni momento della Settimana Santa. Una sfida che ci ricorda come sia possibile trasformare una situazione di difficoltà e disagio in una occasione di crescita.  
E in un momento così difficile, l’arcivescovo ha rivolto un particolare ringraziamento “a tutti gli operatori che sono all’opera per leviare il dolore di tanti che vivono in sofferenza. Siete l’immagine più autentica di Gesù che entra in Gerusalemme e vi siamo grati per il dono di consolazione che offrite. Voi non fate semplicemente un servizio professionale voi siete professionisti con il cuore d’oro che trasmettete ogni giorno il seme della speranza”.
domenica 5 aprile 2020

Cristina D'Arrigo

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