il Cittadino di Messina - quotidiano e settimanale on-line: l'informazione gratuita e onesta

La nota di pippo Previti indirizzata al Prof. Enzo Caruso Assessore comunale alla Cultura Comune di Messina

CittadinanzAttiva:salviamo il Gabinetto di Lettura

Stampa
CittadinanzAttiva. Salviamo il Gabinetto di Lettura. 
La nota di pippo Previti indirizzata al  Prof. Enzo Caruso Assessore comunale alla Cultura Comune di Messina
 Illustre Assessore, le chiedo, assumendo atti concreti, di salvare il nostro Gabinetto di Lettura e di darne pronta contezza alla città, sperando che non finisca come con la lapide che la massoneria costrinse a scrivere a Tommaso Cannizzaro e che un folto gruppo di messinesi le avevano chiesto di rimuovere, in quanto non corrispondente alla reale volontà dello scrittore. A lei che, peraltro, è uomo di buone letture, ma soprattutto ai messinesi tutti vorrei ricordare il ruolo svolto dal Gabinetto di Lettura nell’elezione di Mazzini a deputato di Messina, ed anche che negli scantinati della meritevole istituzione è conservata una ricchissima emeroteca. Alle elezioni per il parlamento nazionale del 1865 a Messina, nel collegio I°, Arcivescovato, il posto di Pancaldo, che si era dimesso, venne preso da Saverio Friscia, il quale, essendo stato eletto anche nel II° collegio di Palermo, optò per quest’ultimo. Resosi quindi libero il collegio di Messina, Friscia e Pancaldo, entrambi mazziniani,appoggiati incondizionatamente dai dirigenti e dai soci del Gabinetto di Lettura, proposero la candidatura di Mazzini che, il 25 febbraio 1866, veniva eletto con 476 voti su 874 votanti , ma la Camera dei deputati non convalidava l’elezione perché Mazzini era stato condannato a morte, nel 1858, per i fatti di Genova. Infatti nel 1857, Mazzini aveva tentato di organizzare una rivolta a Genova per catturare la fregata “Carlo Alberto”che nelle sue intenzioni, con armi e munizioni, doveva essere mandata in aiuto a Carlo Pisacane, impegnato nell’impresa di Sapri. L’insurrezione, che era stata fissata per la notte dal 29 al 30 giugno 1857, fallì per ladelazione di uno dei cospiratori. Mazzini riuscì a fuggire, ma venne condannato a morte in contumacia,nonostante avesse ammonito i giudici affermando “Badate che a giudici italiani, i quali nel 1858 pronunziasseroche gli italiani, che volevano morire o vivere con Pisacane per la libertà della Patria, meritano il patibolo e la galera, né Dio, né gli uomini perdoneranno”. Anche la rielezione, avvenuta il 6 maggio 1866, con 329 voti su 541 votanti, non venne ratificata. Infine, rieletto per la terza volta il 23 settembre, sempre del 1866, con 258voti, nonostante avesse contro il generale Medici, il vincitore della battaglia di Milazzo, il quale riuscì aracimolare solo 38 voti.Nonostante chequesta voltail Parlamento avesse ratificata l’elezione, fu Mazzini a non accettarla, per non essere obbligato a prestare giuramento di fedeltà alla monarchia. I dati elettorali sono stati tratti dal volume di. Angelo Sofia, Galluppi e Pancaldo, due patrioti dalla vecchia alla nuova Italia, EDAS, Messina, 1988, pag. 77 e segg, che cita Storia dei Collegi elettorali, Roma 1988, pag. 373. 
sabato 13 novembre 2021


    Vai a pagina
    segui il meteo