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Protagonista indiscusso del dibattito culturale nella città di Messina

Ricordo di Francesco Bonardelli a dieci anni dalla scomparsa

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Un omaggio per ricordare attraverso la testimonianza di scrittori, autori e giornalisti, Francesco Bonardelli, nel decimo anniversario della scomparsa. Critico letterario, dirigente scolastico e giornalista, Bonardelli ha espresso un’autentica anima letteraria, accompagnata da una sua tipica capacità di penetrare nello spirito della contemporaneità, cogliendone sfumature e futuri sviluppi. 
Il ricordo è stato affidato ai tanti amici e colleghi che nel tempo hanno avuto modo di conoscerlo, di lavorare insieme. Ricordi di un uomo umile e modesto, un giovane siciliano dai tratti lombardi che amava il suo lavoro. Protagonista indiscusso del dibattito culturale nella città di Messina, era anche un cultore attento e profondo della scrittura altrui, un vero ‘lettore di anime’, capace di andare oltre il testo per coglierne istanze letterarie nascoste e semi invisibili d’umanità.
Un appuntamento online sui canali di “Suggestioni Press” ideato dal figlio e giornalista Marco Bonardelli, a lui il compito di dare il benvenuto nel dolce ricordo che solo un figlio può riuscire a trasmettere, nel dolore che una mancanza come quella paterna può creare e del vuoto provato per una perdita prematura ancora piena di domande da evadere.
Con lui hanno partecipato gli scrittori Catena Fiorello, Domenico Cacopardo, Giuseppina Torregrossa e Ignazio Pandolfo, Alessandro Notarstefano, Salvo Trimarchi, Gustavo Ricevuto.
Era il 2006 – racconta Catena Fiorello – quando in occasione della presentazione di “Picciridda”, il mio primo romanzo, incontrai Francesco Bonardelli. L’ansia iniziale di dovermi confrontare con un uomo di altissima levatura intellettuale è svanita nel momento in cui mi sono trovata di fronte un uomo dalla grande apertura mentale e capace di accogliere”. 
Dei primi momenti trascorsi in redazione tra le pagine della “Gazzetta del Sud”, il direttore responsabile Alessandro Notarstefano, ha ricordato la grande passione per la scrittura e la lettura, la voglia di raccontare e narrare con grande semplicità. 
E infine l’attenzione rivolta al mondo della scuola, al lavoro svolto come dirigente scolastico e all’instancabile amore per i ragazzi e per l’istituzione che rappresentava.
giovedì 3 giugno 2021

Cristina D'Arrigo

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