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In libreria con il suo ultimo romanzo “Disordini”

Metamorfosi del nostro tempo nel romanzo di Michele Ainis

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Il passato che si lega al presente. La metamorfosi che cambia il puro aspetto esteriore. Una storia assurda che diventa possibile. Un cambiamento, quale espressione del nostro tempo. 
“Disordini”, l’ultimo romanzo del costituzionalista messinese, Michele Ainis, arriva in libreria e fa del contagio la possibilità di essere diversi, senza drammi e senza attese.
Ospite di Daniela Bonanzinga per raccontare no la trama del libro ma tutto ciò che “il libro – come sottolinea Daniela - come un paniere contiene: momenti, emozioni, suoni”.
Al centro della narrazione, Oscar, professore associato di Giurisprudenza, che una mattina guarda l’immagine riflessa allo specchio del bagno e scopre d'essere diventato un altro. Un nuovo volto, un nuovo corpo. Sconvolto, torna a letto e si riaddormenta. Un brutto sogno che invece lascia spazio alla realtà. Torna all’università e colleghi e conoscenti non lo riconoscono, lo trattano da estraneo, sicché adesso dovrà imparare a convivere con le sue nuove sembianze. 
Un uomo a cui accade una mutazione – racconta l’autore - che lo porta a reagire in modo razionale. Ho iniziato a scrivere questo romanzo due anni fa, appunti che durante il periodo della pandemia in pieno lockdown hanno trovato il loro posto. Ricordo di avere letto un’intervista di Elisabetta Sgarbi, che tra l’altro è anche l’editrice del libro, che raccontava la voglia di trovare un romanzo che non raccontasse l’epidemia ma che restituisse l’atmosfera e le conseguenze nella nostra vita interiore ed esteriore. Ho pensato che “Disordini”, che descrive una malattia sociale presente ancor prima di quella biologica fosse un romanzo chiave”. 
Nelle pagine del libro emerge un tempo sospeso, in quel filo che unisce le nostre vite ad un passato che è presente. Oscar, infatti, decide di sfruttare questa improbabile occasione per iniziare una nuova vita: prende un treno e tornare nel paese di mare a Roseto degli Abruzzi in cui ha trascorso tante estati, cercando in questo spaventoso cambiamento un'opportunità per cominciare daccapo. 
Proprio lì, però, fa una scoperta sconvolgente: non è l’unico ad aver subito la metamorfosi, altri personaggi della storia cambiano faccia, alcuni ringiovaniscono e altri invecchiano. 
Una “pandemia” diffusa in maniera inarrestabile dove nessuno sa più qual è il suo nome, il suo destino, il suo posto nell’ordine sociale. Un gioco d’identità, dove quella sociale e personale si contrappone a quella facciale. Tutto lascia spazio alle forme dell’esteriorità ed evidenza il senso di vuoto che ha segnato la quotidianità. Si riscopre la leggerezza del vivere attraverso una nuova immagine che conferisce alle cose nuovo senso. 
sabato 6 marzo 2021

Cristina D'Arrigo

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