il Cittadino di Messina - quotidiano e settimanale on-line: l'informazione gratuita e onesta

Le riflessioni del direttore artistico del laboratorio teatrale sperimentale Sceluq 2.0

Lettera aperta sulla fondamentalitā del teatro di Sabrina Sciabā

Stampa
“Può il teatro esistere senza attori?... Può il teatro esistere senza spettatori?” Nelle risposte, ovviamente negative, a questi quesiti è racchiusa la logica del cosiddetto “teatro povero” del maestro Grotowski, visionario pedagogista e regista del XX secolo. Oggi, con i teatri chiusi, sembrerebbe che questo connubio tra attore e spettatore, perpetrato per via telematica, possa costituire un surrogato risolutivo e alternativo, dimenticando che l’essenza del teatro, ogni sua dimensione artistica (danza, prosa e musica), materializza una simbiosi personale e reale tra gli artisti e il loro pubblico. Come direttore artistico del laboratorio teatrale sperimentale Sceluq 2.0, che prende vita dall’esperienza di oltre un decennio dell’omonima associazione culturale, ho avallato in questi mesi di grave emergenza pandemica, l’iniziativa di lavorare a distanza, a titolo gratuito, con gli allievi, ponendoci come obiettivo òa realizzazione di brevi video, al fine di mantenere vivo lo spirito di gruppo e la tensione emotiva e creativa. Da questo lavoro è scaturito il messaggio di AnatolijVasiliev sulla necessità del teatro (https://www.youtube.com/watch?v=QQjePgKcO0Q), uno stralcio del celeberrimo monologo di Ficarra e Picone sulla “fierezza” di essere siciliani (https://www.youtube.com/watch?v=SWVuohUwZFE&t=9s ), e, in ultimo, lo studio sul personaggio dall’osservazione di un’immagine, interpretato sulla base del metodo Stanislavskij e rielaborato, mediante alcune tecniche sperimentali perseguite dal nostro actor coach (https://www.youtube.com/watch?v=wyasI-XwtEM&t=19s ). Il lavoro va avanti ma si percepisce in generale una sconsolata rassegnazione a queste nuove formae di performance che sono e rimangono un surrogato, Mi voglio augurare che il teatro, in tutte le sue forme, non anneghi nel qualunquismo dell’arrangiarsi perché “il momento è quello che è”, piuttosto sarebbe opportuno concentrarsi concretamente per far sì che si sviluppino soluzioni nell’immediato che restituiscano allo spettacolo dal vivo la dignità che merita. Voglio concludere il mio messaggio con una riflessione di Marco Baliani: “Quando assisto ad uno spettacolo teatrale in streaming, io vedo quello che operatori registi e montatori hanno deciso di farmi vedere, non posso mica dislocare lo sguardo altrove nello spazio scenico… senza odori, senza fremiti, senza corpi accanto al mio che mi trasmettano emozioni e sensazioni, senza possibilità di decidere da cosa voglio essere attratto…” E noi da cosa decidiamo di voler essere attratti?
lunedė 25 gennaio 2021


    Vai a pagina
    segui il meteo