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“Di bianchissimo marmo carrarese, la statua è alta metri 1,50 oltre lo zoccolo, che si eleva per 27 di Antonello Gagino

La Statua della Madonna col Bambino nella Chiesa Parrocchiale di Santa Maria di Gesù Sup. a Ritiro

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Nel 1934, su un terreno donato dal Barone Marullo di Condojanni, veniva inaugurata l’attuale chiesa parrocchiale di Santa Maria di Gesù Superiore a Ritiro. Una piccola parte del materiale lapideo, un tempo facente parte dell’antica chiesa e convento omonimo, situati nelle vicinanze, adiacente l’argine destro del torrente Giostra (senso di marcia valle-monte), fu recuperato e conservato nell’attuale Chiesa.Insieme all’antica campana, definita molto “sporca” (vecchia/antica) dagli esperti Marinelli delle note fonderie di Agnone, oggi pienamente in uso nel sito attuale, è stata trasferita la bella statua marmorea della Madonna con il Bambino. (foto) La statua è alta circa 1,53 cm, oltre il basamento alto quasi 27 cm, cosi come l’aveva descritta Gaetano La Corte Cailler (1)G. La Corte Cailler : La chiesa di Santa Maria di Gesù Superiore ed una Statua di Antonello Gagino – Me. Dalla Tipografia dell’epoca,1897.“Di bianchissimo marmo carrarese, la statua è alta metri 1,50 oltre lo zoccolo, che si eleva per 27 cm, ed i panneggi, la positura, il tocco della pelle, la calma del viso, dinotano chiaramente lo scalpello di perito ed illustre Artista. La Vergine, ha in capo un panno che pieghevolmente le scende sul collo, e la veste, lavorata con mille panneggi sebbene non finiti, si ferma al petto con una piega: in centro al seno, sta rilevata la testa d’un Angelo. (fg.2)Poco sostenuto della gamba, che vedesi con somma naturalezza inclinata, il Bambino è accolto dal braccio sinistro della Madre, e la mano destra di lei, squisita in tutte le sue minute parti, ne sfiora il piede, ma in una posa si bene ideata e condotta, da dar vita, nel suo insieme, a quel freddo, insensibile marmo. Splendida è però la testa, espressiva oltremodo, regolarissima nelle linee, viva e parlante: il collo manca di proporzione.Il Bambino, poi, nudo al completo, è la riproduzione del vero, si nei muscoli che nella spigliata naturalissima mossa; poca vita ha però nel viso, e nei suoi capelli, come in quelli della Madre, è da osservare qualche avanzo dei tocchi in oro scolorito però dalla lunga sepoltura; completamente scomparsa è la tinta in azzuolo, comune per le statue del XVI secolo, e sull’orlo della gonna appena se ne vede un brano, nel disegno ora ritoccato. Il capo della Vergine, si copre della sua antica corona d’argento, ritrovata dopo il 1863, e che ora le viene ridata. Il piedistallo, diviso in tre scompartimenti, ha nei due laterali scolpite le scritte seguenti: IN TE CON/FIDI MVS IN TE SPE/RAMVS - DVLCIS ET/GRATIOSA MATER NE/DESERAS. (fg.4)Quello al centro è lasciato in bianco, e dall’antica incisione dell’altare, si rileva che era ornato dal monogramma della Vergine, in argento:”La statua ritenuta persa nell’alluvione del 16 Novembre del 1863, fu rinvenuta il 2 Marzo del 1897, dopo 34 anni. Il suo ritrovamento fu salutato come evento miracoloso e riportato, con risalto, nelle cronache cittadine di allora.Nel libretto “Cenno dell’Istoria di Santa Maria di Gesù Superiore dedicata a Sua Santità Leone XIII” (2) viene descritto il prodigioso ritrovamento, grazie al frate Antonio Bonaccorso di cui, parte degli effetti personali, sono stati consegnati circa due anni or sono, dai parenti, al parroco di Santa Maria di Gesù Sup., padre Roberto Scolaro.Dopo un primo restauro effettuato subito dopo il ritrovamento, ci fu un secondo intervento, circa sei anni fa, sempre sul braccio destro del bambinello, come riferisce lo stesso p. Scolaro. (Fg.3) La statua, opera giovanile di Antonello Gagini (3), fu commissionata dal nobile Antonio La Rocca, messinese, Barone di Militello in Val Demone, procuratore ed economo del Convento di S. Maria di Gesù Sup., il 20 Agosto del 1499 (4). La statua doveva essere simile a quella già scolpita in Calabria per la Chiesa di Nicotera (CZ), (fg.5) che doveva essere di marmo bianco, alta 6 palmi (m 1,55 circa) e due dita, e con base alta una spanna (20 cm circa) dove si dovevano scolpire figure a piacimento dei frati, oltre a “doversi toccar d’oro e d’azzuolo (5) la statua dovunque meglio bisognasse, come allor costumavasi fare” (6)(2) Cenno dell’Istoria di Santa Maria di Gesù Superiore dedicata a Sua Santità Leone XIII” Messina – tip. Dei Tribunali, anno 1899. “Per onnipotenza divina, un giovane frate per nome Antonio Bonaccorso, nel febbraio del 1987, sognava che in un punto del torrente, scavando, si sarebbe trovata una bella e meravigliosa immagine. Propagò a tutti il sogno, tal che molti devoti si misero tosto all’opera e il due Marzo dello stesso anno ritrovarono in un sotterraneo dell’antico convento la smarrita statua della S.S. Vergine di Gesù, tale quale l’artista l’aveva scolpita, in tutta la sua interezza in tutto lo splendore delle sue linee. Dell’inchiesta fatta dai superiori locali risultò che la forza del fiume l’aveva trasportata a 10 metri di distanza dall’altare in cui si trovava e a sette metri di profondità senza recarle danno alcuno. 
La S.V.M. di Gesù fu trovata intatta e con le gioie che possedeva: solo il bambino che tiene al seno era monco di un braccio. Con successive ricerche anche questo fu rinvenuto, quindi la miracolosa statua, breri tempore, fu restaurata.”(3) Antonello Gagini , 1478 – 1536 Palermo. Sposato, in prime nozze, con la messinese Caterina, figlia del mazonius messanensis Pietro de Blasco e di sua moglie Agata.(4) G. La Corte Cailler, op.cit. pag.19. “Domenico Gagino (padre di Antonello) sin dal 1491 avendo un debito di onze 50 (L.637,50) col nobile Antonio La Rocca, messinese, il figlio Antonio, solidale nel debito, per atti di Notar Antonio Mangianti, il 20 Agosto, III indizione 1499 (con il calendario odierno, quell’anno corrisponde al 1500) si obbligava col creditore di scolpire una statua della Vergine pel Convento di S.Maria di Gesù Superiore, del quale era il La Rocca Procuratore ed economo.” (5) Color turchino cupo.(6) Gioacchino di Marzo: I Gagini e la scultura in Sicilia nei secoli XV e XVI, vol.1, pag.176. Palermo 1883;Nelle condizioni citate nel contratto (7) trascritto dal notaio Antonio Mangianti ( lo stesso notaio che raccolse le ultime volontà di Antonello da Messina), veniva stabilito che la statua doveva essere consegnata, nella stessa bottega dello scultore, il mese di Giugno dell’anno prossimo, al prezzo di onze 20 (L. 255), con congruo acconto da pagarsi dal La Rocca non appena arrivavano i marmi ordinati (8). Lo stesso La Corte Cailler nonostante la giovane età del Gagini e la soavità che lo stesso seppe manifestare nelle sculture successive, affermò che “l’insieme dell’opera benchè manchi di firma, è la prova più certa che si voglia richiedere” (9)Il La Corte continua sostenendo la tesi che i tocchi in oro e della tinta in azzuolo probabilmente sono opera del pittore Salvo d’Antonio della scuola di Antonello da Messina.La statua esistente nella chiesa S. Maria delle Grazie a Bordonaro è, invece del 1496, (fg 6) la prima realizzata a Messina dal Gagini.La Madonna col Bambino di Seminara fg(8) ci ricorda molto quella di RitiroOr dunque possiamo certamente affermare che la statua della Madonna col Bambino posta sul lato sinistro della navata della Chiesa di Santa Maria di Gesù Superiore è opera originale di Antonello Gagini.Commissionata nel ‘500, con atto del notaio A. Mangianti, dal nobile Antonio La Rocca al giovane artista; persa nell’alluvione del 1863 e miracolosamente ritrovata dopo 34 anni, nel 1897, restaurata per ben due volte, ora si innalza imponente su un alto piedistallo per accogliere le suppliche e le preghiere dei fedeli. 
  Giuseppe Previti Presidente della Fondazione di Partecipazione Antonello da Messina
venerdì 6 marzo 2020


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