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Decisione scellerata che spacca il paese in ricchi e poveri

Per la Sinistra anche la Sicilia tra le Regioni penalizzate

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I Consiglieri comunali del Centro sinistra, hanno indetto una conferenza stampa, per sottolineare il loro disappunto rispetto ad una proposta di regionalismo differenziato varata dal Governo che potrebbe spaccare il paese  oltre al fatto che potrebbe essere incostituzionale, ed hanno concretizzato il loro punto di vista con una proposta di delibera da approvare in Consiglio comunale, affinché il sindaco De Luca porti avanti delle azioni di protesta. 
Come si legge tra l'altro nel testo della delibera:

Considerato che, seppur le previsioni degli "Accordi tra Stato e Regioni Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna" in esecuzione del "regionalismo differenziato" ex art. 116 Costituzione si applicheranno alle sole Regioni a Statuto ordinario, tuttavia le conseguenze sull'equilibrio complessivo dell'ordinamento statale avranno effetti conseguenti di diretta applicazione su tutto il territorio nazionale, comprendendo le Regioni a Statuto Speciale, quale la Sicilia, ivi considerando il contributo alla fiscalità generale e la partecipazione all'equilibrio contabile e di bilancio dell'intero ordinamento. Che, fatte salve le applicazioni del "regionalismo differenziato" alle sole Regioni a Statuto ordinario, i principi che soggiacciono alle previsioni costituzionali di perequazione e di coesione sociale interessano direttamente e indistintamente i cittadini della Repubblica prescindendo dalla formula ordinamentale delle Regioni in cui essi si trovino a essere residenti. Ritenuto Opportuno che sia condotta un'analisi approfondita dei potenziali danni che l'attuazione della riforma del "regionalismo differenziato" in violazione dei principi costituzionali potrebbe comportare nei confronti del Comune di Messina, demandando al Sindaco di intraprendere tutte le azioni politiche e legali atte a tutelare l'Ente da tali danni, sollecitando altresì l'intervento di ANCI e della Regione Siciliana. E' altresì opportuno e necessario che il disegno di riforma definito "regionalismo differenziato" non penalizzi gli Enti locali che si trovino in condizioni di capacità fiscale e reddituale minori rispetto agli altri contesti urbani nazionali, di fatto rischiando di cristallizzare ed acuire le già significative diseguaglianze sul territorio nazionale, segnatamente Enti come il Comune di Messina. E' opportuno e necessario che, ai fini del mantenimento della coesione sociale e della tutela di eventuali rischi di diminuzioni di stanziamenti dello Stato a favore degli Enti con minore capacità fiscale e reddituale, ogni trasferimento di nuove facoltà amministrative alle Regioni debba avvenire solo dopo la definizione in Parlamento dei "livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale", come espressamente previsto dall'art. 117, lettera "m" della Costituzione. Tutto quanto sopra premesso, considerato, atteso, rilevato, constatato e ritenuto PROPONE DI DELIBERARE - Prendere ,atto che, sulla base della proposta di "Accordo preliminare tra Stato e Regioni Lombardia. Veneto ed Emilia Romagna" in tema di "regionalismo differenziato ex art. 116 Costituzione", appaiono evidenti anomalie nell'attuazione della riforma del federalismo fiscale rispetto ai principi costituzionali e che risulta opportuno condurre un'analisi approfondita dei danni effettivi che l'attuazione della riforma citata potrebbe comportare anche indirettamente nei confronti del Comune di Messina nell'anno 2018 e nelle annualità successive, nonché verificare tutte le possibili azioni da porre in essere a tutela dell'interesse dell'Ente Locale de quo. - Dare atto che la presente deliberazione non comporta alcun impegno di spesa. 
Questa proposta di delibera vuole essere da sprone, affinché tutte le città prendano esempio da Messina. Nonostante la regione Sicilia non viene toccata direttamente dagli “Acordi tra Stato e Regioni Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna” in quanto a Statuto speciale, viene intaccato, però, il fondo perequativo, danneggiando l’intero sistema a favore delle regioni più ricche: in questo modo chi ha di più avrà ancora più risorse, invece di aiutare chi ha di meno, che non avrà più fondi a cui accedere, come precisato in conferenza stampa
Sentito qualcuno dei consiglieri degli M5S, in linea con la posizione  di opposizione mantenuta al governo nazionale su questo argomento, si dicono disposti a discuterla e approvarla, se non oggetto di polemica sterile contro il governo giallo verde.      
lunedì 15 luglio 2019

Marilena Faranda

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