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Contestato un post su Facebook del sindaco De Luca

Rsu, l´ex vice sindaco Signorino interviene sulle ipotizzate violazioni regolamentari. La replica

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A seguire la nota dell'ex vice sindaco  Prof. Guido Signorino al sindaco Cateno De Luca sulla denuncia postata su Facebook circa ipotizzate violazioni regolamentari sul conferimento dei rifiuti urbani:
Gentile Signor Sindaco,in uno dei proverbiali post che caratterizzano l’attività della pagina Facebook “Cateno De Luca Sindaco di Messina” lei ha pubblicato e commentato delle immagini con nomi, cognomi o identificativi di persone fisiche o giuridiche sotto il titolo (in verità non poco azzardato): “ECCO GLI ZOZZONI CHE HANNO ABBANDONATO I RIFIUTI IN VIA DEI VERDI”, lanciando una singolare sfida alla denuncia per violazione della privacy. Oltre alle etichette riconducibili ad alcune ditte, compaiono tre nomi di cittadini connessi ad attività universitaria: un docente universitario (io) e due laureate.Indipendentemente dalle sue intenzioni, che possono ben essere orientate esclusivamente a magnificare la sua azione amministrativa, connotata da tratti di gestione “da sceriffo” di cui ha ripetutamente ritenuto di fare vanto, l’esito di questa infelice comunicazione è stato quello di ingenerare l’idea che le persone o le ditte menzionate fossero responsabili di qualche violazione regolamentare.Poiché nel caso che riguarda le tre persone fisiche (ma in realtà nemmeno nel caso delle ditte) nulla può legittimamente condurre a tale conclusione, come misura minima di tutela della reputazione e dell’immagine mia e delle altre persone il cui nome è stato improvvidamente riferito, la invito a chiarire con la massima immediatezza, sullo stesso mezzo e con la stessa evidenza data alle fotografie, che non era sua intenzione suggerire che i nomi delle persone fisiche o giuridiche ritratti nelle immagini fossero da considerare responsabili di alcuna violazione di legge; la invito inoltre a rimuovere con altrettanta immediatezza il post e le foto dalla pagina Facebook dove sono attualmente in pubblicazione.In attesa di un suo riscontro, le porgo i miei saluti di cittadino, auspicando che le modalità e il linguaggio del confronto politico in città assumano nuovamente il carattere di civiltà gli sono propri e che nel suo residuo semestre di attività amministrativa voglia finalmente abbandonare toni e termini da continua campagna elettorale per dedicarsi alle importanti incombenze cui il suo ufficio le impone di attendere.
La replica del sindaco Cateno DeLuca:
“Alla lettera del prof. Guido Signorino rispondo con una domanda: A che titolo parla? Da docente – perché in quel caso ci ha già pensato l’Università a sottolineare la vicenda delle tesi abbandonate – oppure, come temo, da ex Assessore al Bilancio, silurato durante l’Amministrazione Accorinti?” A riferirlo è il Sindaco di Messina, on. Cateno De Luca, a seguito delle accuse del prof. Guido Signorino circa un post su Facebook in cui il Sindaco rendeva nota la discarica a cielo aperto in una via messinese, stracolma di rifiuti, tra i quali tesi universitarie, scatole e ingombranti vari.“Signorino ha perso l’ennesima occasione per tacere – aggiunge il Sindaco Peloritano. Non è la prima volta. Ricordo che l’ex Assessore al Bilancio mi accuso qualche mese addietro di mistificare la realtà circa la mia denuncia sui bilanci comunali falsati, sotto il suo mandato. In realtà ci ha pensato la Corte dei Conti ha supportare la mia denuncia, sbugiardando Signorino con due delibere che certificano la non veridicità dei bilanci del Comune di Messina, contestando violazioni contabili”.“Di che cosa stiamo parlando Signorino? Mi chiedo dunque – conclude De Luca – a che titolo mi attacchi? Forse da colui che ha il dente avvelenato, che per ripulire la sua immagine usa la mia? Nel post incriminato non c’è un attacco ad personam, solo una constatazione di fatto circa il degrado in cui versa una via da me amministrata, che piaccia o meno all’ex Assessore. Il suo auspicio circa i miei ultimi sei mesi di governo, infine, dimostra come sia in malafede, nella speranza che per lui si possano riaccendere le luci politiche della ribalta, mestamente spente dopo che è stato accompagnato alla porta”.
domenica 23 giugno 2019


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