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L’amministrazione De Luca revoca la “Variante di Salvaguardia” perché il “Salvacolline” è contrario ai suoi indirizzi politici

MessinAccomuna stigmatizza la revoca della “variante di salvaguardia” e il ritorno alle vecchie logiche

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A seguire la nota di MessinAccomuna che stigmatizza la revoca della “variante di salvaguardia” e il ritorno alle vecchie logiche: 
L’amministrazione De Luca revoca la “Variante di Salvaguardia” perché il “Salvacolline” è contrario ai suoi indirizzi politici. Il primo esempio italiano di innovativa prevenzione tecnica del rischio (così riconosciuto dal Governo Nazionale e dall’Istituto Nazionale di Urbanistica) viene annullato
è finita l’onda emotiva del disastro di Giamplieri e sono tornati a imporsi con la nuova amministrazione gli interessi vecchi e le vecchie logiche. Il Consiglio, gli ordini professionali, i professionisti e la città reagiscano. La notizia è chiara: gli indirizzi dell’amministrazione De Luca in tema di salvaguardia del territorio e delle colline sono differenti o contrari a quelli derivanti dagli studi tecnici della “variante di salvaguardia” (il cosiddetto “salvacolline”) della precedente amministrazione. Sono dunque contrari a far discendere i vincoli edificatori dalla pericolosità del territorio, a cancellare l’edificabilità lì dove l’incrocio tra le mappe idrogeologiche e quelle sismiche evidenziano un livello eccessivo di rischio e al principio che per salvaguardare le colline e le vite umane in una città con alta concentrazione di piovosità e fenomeni estremi bisogna azzerare le volumetrie in relazione alla pericolosità dei siti e non ad altri criteri.Gli indirizzi del “salvacollne”, avevano fatto sì che la struttura di missione “Casa Italia” del Governo nazionale, considerasse la “variante di salvaguardia” di Messina un piano di avanguardia. Leggiamo nell’editoriale della rivista “URBANISTICA” N. 159-2018 che: “Il primo Rapporto della struttura di missione presentato nel giugno 2017 … valorizza il Piano d’azione per Messina come caso emblematico a livello nazionale per sperimentare strumenti, norme, linee-guida e buone pratiche in grado di fertilizzare piani, politiche e programmi di resilienza urbana con riferimento a: 1) Dimensione dell’esposizione, cumulazione e reciproca amplificazione dei rischi inerenti la sicurezza fisica del territorio e degli insediamenti umani, con particolare riferimento a quelli geomorfologico, idrogeologico, idraulico e sismico; 2) Integrazione delle carte dei rischi disponibili; 3) Potenzialità espresse da diversi percorsi di simulazione dei rischi attesi in grado di superare le tradizionali valutazioni ex-post, basate sui soli eventi già verificatisi”. In pratica, per la prima volta in Italia, uno strumento urbanistico (la variante di salvaguardia di Messina) passava dalla logica del “mettere di cancelli dopo che i ladri hanno rubato” a quella della prevenzione scientifica del rischio a tutela delle vite umane. Per questo è stata richiesta l’illustrazione della variante al convegno dell’Istituto Nazionale di Urbanistica del 2018.è contro questi indirizzi che l’amministrazione De Luca ha definito le sue politiche urbanistiche.è evidente che gli indirizzi dell’amministrazione De Luca sono sbagliati perché tutelano costruttori senza scrupoli e proprietari terrieri e non i cittadini, visto che aumentano il rischio idrogeologico nella città delle 39 vittime di Giampilieri e, pochi anni prima, delle vittime dell’Annunziata. Memoria corta, tragedie sopraffatte dagli interessi: lo si era visto dal fatto che il Consiglio si era rifiutato per oltre un anno perfino di guardarla, la variante di salvaguardia più avanzata d’Italia.Il Consiglio tuteli i cittadini e dica con chiarezza: “Giù le mani dalle colline!”. Non possiamo permettere che per riprendere un discorso serio di prevenzione debbano accadere nuovi disastri e si debbano piangere nuove vittime.
venerdì 11 gennaio 2019


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