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Liquidazione della Messinaservizi Bene Comune e privatizzazione del servizio

Rimandato dal Consiglio il “funerale” della Messinaservizi

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Sempre tempi contingentati quelli che l'Amministrazione De Luca propone per votare gli atti portati in aula. E' per questo che, stavolta, di fronte ad una scelta importante per la città, il Consiglio comunale gioca d'anticipo e chiede una seduta straordinaria, prima ancora che venga portata in aula la delibera di messa in liquidazione della Messinaservizi Bene Comune, ovvero la privatizzazione del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti
La prima firmataria per la richiesta della seduta di confronto fra Consiglieri, Amministrazione e CDA della partecipata, che dovrebbe essere liquidata, è la Consigliera del PD Antonella Russo, la quale, ricordando la storia della nascita della partecipata, di cui lei stessa è stata anche protagonista, pur non condividendone il percorso, ha posto molti quesiti alla presenza dell'Assessore Musolino e del presidente del CdA Lombardo, fra cui: E' certo che il Sindaco abbia fornito tutta la documentazione storica nel porre la domanda alla Corte dei Conti? Se si vuole liquidare l'azienda, perché continuare a farci investimenti? Quale sarà la sorte dei lavoratori nel caso di una conseguenziale privatizzazione? E come ultimo interrogativo: Vogliamo che il Sindaco chieda un ulteriore parere alla Sezione consultiva del CGA (Consiglio Amministrativo di Giustizia)
A tali interrogativi, l'assessore Musolino replica, citando nuovamente l'art. 14 comma 6 della legge Madia, precisa che la documentazione al vaglio della Corte dei Conti è stata inviata, in base al parere già formulato dal Segretario Generale, e comunica a muso duro, che i Consiglieri sono liberi di fare qualsivoglia richiesta di parere, ma la sorte della giovane partecipata è già segnata e, in questi giorni, l'Amministrazione predisporrà la delibera di liquidazione. Spiega che gli investimenti nella società sono, comunque, necessari per mantenere un servizio ad alti livelli, fino alla non immediata costituzione della società privata. Quanto ai lavoratori che, nonostante la clausola di salvaguardia, saranno ritenuti in esubero, saranno ricollocati nell'RSS. Tutto questo, spiega l'Assessore, è frutto di quelli che c'erano prima, che non hanno provveduto, quando si poteva, a ricollocare gli esuberi.
I consiglieri non gradiscono questo aut - aut dell'Assessore, degno dei metodi del "maestro", Sindaco De Luca e così: Rizzo e Russo per Libera me, Latona per Sicilia futura, Cannistrà per il M5S, Scavello per la Lega con Salvini e Gennaro del PD, hanno manifestato il loro disappunto di fronte ad una chiusura da parte dell'Amministrazione al confronto con l'Aula, evidenziando come tale provvedimento non fosse solo di natura giuridica, ma piuttosto si incontrasse con l'intenzione politica di voler privatizzare questo servizio. 
In particolare il Capogruppo del PD ha sottolineato la clemenza dell'Aula, che si non era avuta con la precedente Amministrazione nel non chiedere le dimissioni dell'Assessore Musolino, quando vi è stato il periodo di maggiore crisi nella raccolta dei rifiuti, anche per la maestria del Sindaco di spostare l'attenzione su altre problematiche. Se, però, si vorrà dare seguito ad una frattura fra Consiglio e Amministrazione si procederà con un'immediata richiesta da parte di tutta l'Aula delle dimissioni dell'Assessore. 
Se da un lato l'Assessore difende la posizione prettamente legalitaria dell'Amministrazione, facendo un passo indietro, si definisce possibilista alle verifiche, e il Presidente Lombardo chiarisce che, attualmente, i soldi saranno investiti: quanto a 4 milioni e mezzo in acquisto attrezzature e, quanto alle altre somme, in acquisto mezzi, ma solo in attesa del privato, perché la via già è segnata. Il segretario generale Carrubba, non ci sta che il suo parere venga messo in discussione. In particolare, fra il dispiaciuto e lo stizzito, precisa che è lei l'unico organo garante del Consiglio e, come tale, al di sopra delle strategie politiche e che il parere della Corte dei Conti, ente accreditato ad intervenire in merito, si è espresso in linea con il suo parere e che, probabilmente per legge e per competenze, non ci sono altri pareri da chiedere
A questa presa di posizione del Segretario generale il consigliere Rizzo, replica: Io, da avvocato, un atto lo disfo e lo rielaboro tante di quelle volte, perché non mi fido nemmeno di me stesso, per cui  non credo che chiedere ulteriori pareri voglia dire non rispettarla, zucchero non guasta bevanda.
Per accelerare i tempi, l'ordine del giorno, approvato all'unanimità dei presenti (19 Consiglieri), viene, comunque emendato, inserendo la necessità di attendere il parere del Ministero della Pubblica Amministrazione, già richiesto il 5 dicembre dell'anno scorso
Di fronte al fatto compiuto, la Musolino, non può fare altro che capitolare, almeno parzialmente: Chiederemo, comunque, al dirigente, per non perdere tempo, in quanto secondo noi avremmo già dovuto provvedere il 14 novembre 2018, data della dichiarazione di fallimento della MessinAmbiente, di predisporre la documentazione, ma ci impegneremo a non presentare la delibera in aula, prima che voi abbiate ottenuto il pare richiesto. 
Il funerale della Messinaservizi Bene Comune, risulta, per oggi, solo rimandato. 
giovedì 10 gennaio 2019

Marilena Faranda

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