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Cittadini riuniti a Palazzo Zanca

CMdB contro il catenomoto sulle Partecipate

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Il Movimento Cambiamo Messina dal Basso, dal giorno dell'insediamento del Sindaco De Luca, che aveva già annunciato in campagna elettorale la privatizzazione delle società partecipate si è chiesto: oggi le partecipate registrano un aumento degli utili, riduzione dei costi e nuovi investimenti, perché privatizzarle adesso? Per darsi una risposta ha creato la piattaforma"Partecipate!" 
L'attività del  gruppo è iniziata con delle "colazioni", nelle 3 società partecipate,
che gestiscono i principali servizi pubblici: ATM, Azienda Trasporti; AMAM, distribuzione idrica e Messinaservizi Benecomune, raccolta e rifiuti, per avere un confronto diretto con i lavoratori- così come spiega la portavoce di Cmdb, la quale sottolinea che la battaglia contro le privatizzazioni non è qualcosa di ideologico, ma  significa rivendicare i  propri diritti: con l'aumento dei costi dei servizi essenziali cosìcche' non tutti potrebbero usufruirne e un'altra conseguenza sono i tagli dei posti di lavoro. Conseguenze che in questi giorni si stanno concretizzando. 
Nel Salone delle Bandiere di Palazzo Zanca è stato organizzato , una assemblea cittadina  molto partecipata, moderata dall'ex assessore Filippo Cucinotta, in cui sono intervenuti, tra gli altri: l'ex assessore Daniele Ialacqua, l'attivista Antonella Leto , coordinatrice del Forum per l'Acqua Pubblica e i Beni Comuni e Raffaella Casciello,della segreteria nazionale del gruppo DeMa.
Bisogna sfatare il mito delle Privatizzazioni, afferma l'ex assessore Ialacqua, non è vero che le privatizzazioni si fanno ovunque, li dove sono state fatte si è perso il controllo, da parte dei cittadini del servizio, che ora è in mano a multinazionali o "camere oscure". Ad esempio, nel settore dei rifiuti è ben noto che vi sono da sempre infiltrazioni mafiose, com'è che De Luca non ne parla e vuole cedere una società con un capitale sociale di 300 mila euro, che diventeranno milioni. Non è necessariamente vero che col fallimento di MessinAmbiente si dovrà per forza liquidare la nuova società costituita, infatti, secondo art. 14 comma 6 del decreto Madia non vi possono essere doppioni, ma la MessinAmbiente non è una società in house, inoltre, ha solo gestito il servizio senza affidamento, solo con ordinanze contingibili e urgenti. Ialacqua ha quindi parlato di un servizio in forte calo quale quello del trasporto pubblico, che con la precedente amministrazione era molto apprezzato dai cittadini.
Non è mai un percorso valido, afferma la Leto, privatizzare i servizi comunali, dal referendum 12 giugno 2011 contro la privatizzazione dell'acqua, pienamente vinto con 27 milioni di italiani che hanno votato per la gestione pubblica dei servizi essenziali, non si è fatto altro che disconoscere quel risultato referendario. Questo avviene oggi con la città di Messina, dove il sindaco vuole cancellare l'operato della precedente amministrazione, e si verifica anche alla Regione, come abbiamo constatato noi, che come comitato ci siamo impegnati per l'acqua bene comune. Abbiamo visto come il ponte Morandi, affidato alla gestione del privato, abbia portato ad una tragedia di vaste dimensioni. Pertanto, si può affermare che privato non è sempre meglio. Inoltre, non vedo perché i lavoratori non dovrebbero essere stabilizzati e stare sempre nel precariato.
A seguire l'intervento della Casciello, la quale parla dell'esperienza napoletana antesignana, ovvero l'aver creato una società pubblica per l'acqua. Abc (Acqua Bene Comune). Noi abbiamo dovuto studiare, perché non ce n'era un'altra, studiosi, universitari e tecnici ci hanno lavorato. Una Spa fa profitto, una società pubblica, come abbiamo fatto noi, diventa gestore di un servizio di qualità. 
Questo non è stato solo, però, un incontro autoreferenziale per riprendersi i meriti di quanto precedente fatto, ma anche un'occasione per confrontarsi con tante realtà cittadine, sindacati e non solo.
Presente anche il segretario UIL, Michele Barresi, il quale interviene sottolineando che già da quando si è insediato De Luca ha mandato a casa 44 lavoratori all'ATM +14 all'AMAM. Lui dice precari, per me sono lavoratori che adesso sono a casa e gli altri che ancora sono in servizio sono messi alla gogna mediatica, tuona il sindacalista.
Il Primo cittadino interviene, soprattutto, su un'azienda che si stava riprendendo l'ATM, una società funzionante, che casualmente da 36 milioni di euro oggi, in un mese, si ritrova con
72 milioni di euro. Senza tenere conto che sui 36 milioni si stava rientrando, e frutto di crediti esigibili, e gli altri 34 milioni erano già nel piano di riequilibrio, però, dire così sui social fa audience. Si arriverà, così, ad una parcellizzazione della società.
Siamo andati in commissione mobilità, gli Assessori  e i dirigenti non potevano partecipare( in attesa del regolamento del Consiglio Comunale), tutto questo per la democrazia, e ce la siamo cantata da soli. C'è da dire, però, che finora non ho visto nessun consigliere chiedere conto al Sindaco. Per quanto riguarda la Messinaservizi il Sindaco De Luca sta pregando per il fallimento della MessinAmbiente che porterà ad una tegola di 100 milioni sul Comune e penalizzerà 538 lavoratori . Se il giudice farà fallire MessinAmbiente, automaticamente, De Luca lo prenderà a pretesto per privatizzare la nuova società Messinaservizi.
Mi auspico che voi riuscirete a fare da capofila, essendo un occhio vigile su questa amministrazione, in particolare sulle partecipate- conclude Michele Barresi. 
A parlare della politica di De Luca, l'ex Amministratore della Messinaservizi Beniamino Ginatempo: lasciando perdere che noi stavamo già adoperando,  ad esempio per l'approvazione mai avvenuta prima, del bilancio prima dei termini.
Detto questo, se il Sindaco il 29 giugno scrive di voler liquidare la Messinaservizi, ci chiediamo come farà ad ottenere i risultati entro i tempi richiesti, senza poter fare gli investimenti necessari? Quale banca gli farebbe un mutuo la cifra concordata era 300 mila euro, senza garanzia e sapendo che è una società in liquidazione? Pertanto, anche la Messinaservizi si trasformerà in una nuova MessinAmbiente. De Luca, infatti, ha dichiarato: se non si raggiungono gli obiettivi tutti a casa, questo farà si che la privatizzazione sarà un passaggio obbligato. 
Alcuni degli interventi ipotizzano che la velocità a cui ci ha abituato De Luca, non sia altro che un metodo per impedire il controllo sui suoi provvedimenti. Il movimento, comunque, non si ferma e si impegna a farsi portavoce delle problematiche delle partecipate, mobilitando  la cittadinanza.
venerdì 21 settembre 2018

Marilena Faranda

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