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Consiglio comunale

Scuole: La Tona un´ordinanza provocatoria per smuovere le cose

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Ogni giorno il sindaco Cateno De Luca esce con qualcosa di nuovo, fra questi, atti che spesso dividono l'opinione pubblica. In questi giorni all'attenzione dell'opinione pubblica, e in particolare del pubblico di facebook, c'è l'ordinanza "simbolica" di chiusura per 7 giorni delle scuole in attesa che i presidi gli consegnino tutta la documentazione attestante la stato delle rispettive scuole, e l'ultima lettera di precisazione del sindaco metropolitano De Luca, che ha fatto balzare sulla sedia i più e che per la brevità dei tempi, fino alla riapertura delle scuole prevista il 12 settembre, se dovesse riuscire ad ottenere tutta la documentazione in tempo, farebbe elevare il primo cittadino alla qualifica di "Presidente della Repubblica".
Sulla questione
abbiamo interpellato il consigliere di Sicilia Futura, Pietro La Tona, preside dell'istituto Minutoli e presidente dell'ambito 13. 
Io gli ho chiesto, dice La Tona, una nota di chiarimento, come presidente della conferenza dell'ambito 13 città di Messina,in quanto come preside dell'Istituto Minutoli, rappresento tutte le scuole di Messina, perché l'ordinanza sindacale 162 per Istituti Comprensivi, la "1" degli istituti superiori aveva un po' generato dubbi e perplessità, in ordine al fatto che la chiusura riguardasse integralmente tutto ciò che si svolge all'interno delle scuole, oppure se si riferisce esclusivamente alla popolazione scolastica, cioè alle attività didattiche in senso proprio. E' stata questa la richiesta di chiarimenti ed è stata questa la nota di chiarimento del sindaco che, appunto, ha detto che l'ordinanza non riguarda tutte le attività, anche perché, se le segreterie venissero totalmente fermate si rischierebbe di non potere fare gli organici, di non potere richiedere i docenti di sostegno cioè di non potere fare tutte quelle attività propedeutiche che si svolgono proprio in questo periodo e che consentono l'avvio dell'anno scolastico. L'ordinanza, invece, chiaramente è una ordinanza tra virgolette cautelativa, se vogliamo provocatoria, serve per accendere i riflettori sulle scuole e per far sì che, in particolare, gli uffici del Comune e della ex Provincia, ora Città metropolitana, si attivino al più presto per redigere insieme a noi, dirigenti scolastici, un fascicolo scuola per scuola in cui si possa verificare finalmente quali sono i documenti esistenti, quali, invece, bisogna ancora redigere e, soprattutto, cominciare a fare anche dei percorsi di adeguamento che sono previsti dalla normativa stessa. La normativa sulla certificazione di prevenzione incendi, però, non dice che, nel momento in cui la scuola non ha il certificato sulla prevenzione incendi, debba essere chiusa, dice invece che  si devono mettere in atto tutta una serie di accorgimenti nelle more di realizzare i lavori necessari. Bisogna appunto far sì che ci sia presente un carico inferiore di carta, che non ci siano armadi nei corridoi, cioè che ci sia tutta la serie accorgimenti che servono a ridurre il rischio incendio, ma non significa chiudere le scuole. Per quanto riguarda invece la certificazione per il rischio sismico, fermo restando che tutte le scuole dovrebbero averlo in origine, sin dalla fase di collaudo, ma non è detto che ce lo abbiano, ma in ogni caso per andare a fare una verifica della vulnerabilità sismica, non la si può fare attraverso un'ordinanza o attraverso una verifica positiva, ma bisogna fare dei carotaggi. Bisogna incaricare una ditta, un laboratorio autorizzato che fa i carotaggi, verifica se le strutture in ferro cemento siano idonee e solo dopo mesi si può emettere un certificato che dica se quell'edificio è sismicamente idoneo oppure no. Non è, però, un percorso che si fa attraverso una semplice ordinanza, chiaramente l'ordinanza ha voluto porre l'attenzione sul problema. Come dirigente scolastico, come presidente dell' ambito 13, come consigliere comunale componente della commissione scuola e politica culturale, ho plaudito a questa iniziativa perché è un'iniziativa shock che fatta in questo periodo non crea particolari disagi, ma smuove le acque. 
La chiusura possiamo, quindi, dire che era una chiusura simbolica, perché comunque attività didattiche non ce ne sono? 
Certo, comunque bisognerà al più presto mettere insieme tutta questa documentazione in modo da consentire che ci sia una revoca dell'ordinanza a determinate condizioni, attraverso dei percorsi, come dire, progettati, programmati, che nel corso di un periodo accettabile possono risolvere determinati problemi per evitare che tale problema ci sia ancora a settembre. Se l'ordinanza di chiusura fosse ancora vigente al 12 settembre sarebbe veramente un problema, poi è chiaro che ci sono delle situazioni particolari che andranno affrontate singolarmente, perché da quello che mi dicevano e quello che ho letto, ci sono delle scuole, ad esempio qualche Comprensivo, ha dei problemi seri, soffitti, cornicioni, allora in quel caso non si dovrebbe aprire. 
Per quanto riguarda i casi di cui ci parlava in cui a settembre non si dovesse arrivare con i certificati in regola anche per quanto riguarda l'aspetto strutturale: Che succede? Chi si prende la responsabilità di fare tornare egualmente i ragazzi a scuola?
Non è un grosso problema perché si possono programmare queste cose, si possono scadenzare, fare un percorso e ovviamente avviare gli interventi. Molto più grave sarebbe se ci fossero chiaramente delle indagini che dicessero che quella struttura non è sismicamente idonea, ma ci vogliono delle indagini sicuramente, non si può stabilire da una generica ordinanza.Sostanzialmente l'ordinanza è stata fatta in via cautelativa e ci sta, ma se dovesse trasformarsi in una vera e propria ordinanza contingibile e urgente, non può avere quei presupposti. Il presupposto di un'ordinanza contingibile e urgente deve essere il pericolo imminente: come ad esempio un'allerta meteo, ovvero un'alluvione; un pericolo igenico sanitario, ad esempio la peste; oppure c'è un'indagine strutturale, attraverso dei carotaggi, che ti dice quella scuola non è idonea, perché il cemento è depotenziato, perché il ferro è ammalorato. Non si può fare un'ordinanza contingibile e urgente sulla base di un sentito dire o di un'osservazione visiva. Ovviamente l'ordinanza è in via cautelativa che serve a smuovere le acque e ben venga che si smuovano le acque.
martedì 7 agosto 2018

Marilena Faranda

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