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Usati toni drammatici per spiegare ai propri concittadini le motivazioni del voto

Appello agli elettori del candidato a sindaco Dino Bramanti

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A seguire l'appello agli elettori del candidato a sindaco Dino Bramanti:
Caro elettore messinese,
mai avrei pensato di dovere scrivere un appello dai toni drammatici per una campagna elettorale a sindaco. Sento sulle mie spalle tutto il peso del prossimo futuro di Messina. Avere oggi avversario il professore Saitta, l’ingegnere Sciacca o il mio amico Accorinti mi avrebbe reso un uomo comunque sereno. Avrei potuto vincere o perdere. Messina dall’esito del voto avrebbe avuto programmi diversi e un sindaco diverso, ma comunque uno sguardo limpido sul futuro. Oggi non è così. Messina deve scegliere: Bramanti, e la coalizione di centrodestra che rappresenta; o De Luca, e tutto quello che questo uomo è. Dice di avere fatto bene il sindaco, ma tace il fatto che sul suo modo di farlo ha subito procedimenti giudiziari con tanto di arresto ed ancora è sotto processo. Un millantatore che ha trasformato l’azione giudiziaria in una persecuzione. Un bugiardo seriale che ha fatto passare per assoluzione totale la caduta di uno solo dei capi d’imputazione a suo carico per prescrizione del reato. C’è chi, archiviato il primo turno elettorale, vedendo sconfitta la parte per la quale aveva votato, adesso si trincera dietro logiche di disimpegno, o dietro la frase: “Tanto sono tutti gli stessi”. No, io non sono la stessa cosa di Cateno De Luca. è un insulto che non accetto. La mia storia è altro, la mia candidatura nasce da ben altri presupposti ed è scevra da qualsiasi tipo di interesse che non sia quello dello sviluppo della mia amata città. Io mai da sindaco assumerei i comportamenti odiosi che hanno portato il mio avversario sotto processo. Non è questione di moralismo, è una questione di decenza. De Luca è un’onta per la politica. Il mio appello è rivolto a tutti, a chi non mi ha votato, a chi è indeciso, a chi pensa di non andare a votare. A chi mi trova distaccato. A chi mi rimprovera di non aver parlato alla pancia dei messinesi come forma di attrazione del consenso, o di non aver fatto proclami da fantascienza. A chi mi contesta di essere stato troppo gentiluomo e non aver mai replicato ad attacchi di bassa lega, che squalificano chi li ha fatti. A tutti costoro io ricordo che domenica è un bivio: tra il futuro e lo show, tra la concretezza e un teatrino. I messinesi dovranno scegliere se aprire le porte ad un programma concreto, che guarda in alto e crede nelle straordinarie potenzialità della nostra terra, o un copione di battute da osteria che nulla lascerà ai miei concittadini se non deserto. Mi appello ai moderati, a quanti quotidianamente operano per il bene della città e per costruire famiglie e imprese solide qui, dove sono nati e cresciuti. A quanti sanno che non c’è mai notte troppo lunga che non consenta all’alba di arrivare. A quanti credono nei miei stessi valori di condivisione, dialogo, pace. Domenica chi vota senza informarsi delle gravi questioni che riguardano De Luca commette un grave errore. Domenica chi vota rispondendo di pancia a comizi di pancia commetterà un errore che pagheranno le prossime generazioni. Domenica conteranno i voti, e anche i silenzi. Domenica scriviamo la storia di Messina. E ognuno deve scegliere da che parte stare. Ho un obiettivo su tutti: lasciare in eredità ai miei figli una città per la vita. Fidatevi: non vi tradirò. Perché mai tradirei i miei figli.
venerdì 22 giugno 2018


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