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Votato in Consiglio un atto di indirizzo

Nota di Ivana Risitano(CMdB) sul tema della povertà educativa

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A seguire la nota di Ivana Risitano,Consigliera comunale di Cambiamo Messina dal Basso sul tema dell povertà educativa:
Ieri 19 febbraio in consiglio comunale abbiamo votato quasi all'unanimità (due soli astenuti) un atto di indirizzo per il contrasto alla povertà educativa
.
Da anni ci siamo ritrovati a dibattere il tema del famoso 36%: l'obbligo, cioè, per i Comuni in pre-dissesto, di non fornire gratuitamente alcuni servizi, stabiliti dalla normativa nazionale, ma di ricevere una quota di compartecipazione da parte dei cittadini. Abbiamo sempre rilevato come la rigidità della normativa non tenesse conto della diversità dei contesti, e non desse agli enti locali la possibilità di scegliere, in base alle caratteristiche socio-economiche del proprio territorio, quali servizi considerare essenziali e quali invece non necessari (i cosiddetti servizi a domanda individuale) quindi sottoponibili all'obbligo di compartecipazione del 36%.
Per anni, in commissione e in consiglio, ci siamo trovati nel paradosso politico di chiedere a gran voce che venisse mantenuto il servizio mensa e che le tasse per gli asili nido fossero sostenibili per le famiglie, e nel contempo prendere atto del non rispetto del vincolo del 36% e delle conseguenti multe subite dal Comune. Ma le riflessioni sull'iniquitá di questa normativa fatte dall'assessore Perna, unite all'impegno per il mantenimento delle mense dell'assessora Panarello prima e dell'assessore Alagna poi, e a quello dell'assessora Santisi per i diritti delle famiglie che usufruiscono dell'asilo nido pubblico, sono stati semi che nel tempo hanno portato frutto.
Dopo diverse sedute di terza commissione dedicate all'argomento, l'ufficio di presidenza (composto da Nora Scuderi, me e Carlo Cantali) ha sottoscritto, anche su input dell'assessore Alagna che ci ha informati della Campagna di Save The Children contro la povertà educativa, e con la disponibilità sua e dell'assessora Santisi a portare queste istanze nelle sedi opportune, un ordine del giorno col quale il Consiglio aderisce alla campagna, chiede al Governo di mettere in atto misure di contrasto alla povertà educativa e porre mano alla normativa sull'obbligo del 36%, e al Sindaco di farsi portavoce di queste richieste presso l'Anci.
Sappiamo che un atto di indirizzo non opera un cambiamento immediato: sappiamo anche, però, che la politica del Consiglio non può ridursi alla semplice pressione di un bottone per il voto, ma deve esser fatta anche e soprattutto di visioni, prese di posizione, lotte per una maggiore giustizia sociale.

martedì 20 febbraio 2018


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