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Cuzzola risponde alle preoccupazioni della presidente del Consiglio Barrile

“Messina tornerÓ a risplendere“

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Messina tornerà “in bonis” ed a “splendere” come merita, afferma l'assessore al Bilancio Enzo Cuzzola in una sua nota, in cui rispondendo alle perplessità espresse dalla Presidente del Consiglio Barrile a seguito dell'ennesima comunicazione della corte dei conti, spiega i vari punti che erano ritenuti di criticità.
Continuiamo, forse per mera speculazione da campagna elettorale, a presentare la situazione finanziaria del comune di Messina quasi alla “catastrofe”, provocando un danno concreto alla immagine di questa “nostra” bella Città.La lettura della delibera di Corte Conti, del 31 ottobre scorso, relativa al rendiconto 2015 ed al preventivo 2016/2018, se può impensierire il “profano”, richiede agli addetti ai lavori una corretta ed attenta analisi. Come avevamo fatto in occasione della “convocazione”. In primo luogo perché, rammento, l’analisi dei Giudici contabili è riferita a documenti “vecchi” ormai di oltre due anni e nel frattempo ne è passata di acqua sotto i ponti, di azioni amministrative e di numeri in bilancio.Quella notificata nei giorni scorsi, é la delibera del 31 ottobre, che già conosciamo. adesso entro il 28 febbraio bisogna andare in consiglio per illustrare quanto già fatto e programmare quanto ancora da fare, per migliorare gli equilibri per come raccomandato dai giudici contabili. Nel frattempo, riformuleremo il piano dimostrando, in atti, una consistente riduzione della massa debitoria. Ora vero è che Corte Conti non ha mai visto di buon occhio la norma sulla procedura di riequilibrio, soprattutto per la lentezza della stessa ed i continui interventi normativi che di fatto ne ritardano gli effetti, ma è altrettanto vero che il legislatore non poteva ignorare che detta procedura, senza una parametrazione, cosa che ha fatto con l’ultima legge di bilancio, alla spesa corrente, finisce per ridurne drasticamente la stessa, togliendo servizi alla cittadinanza, costretta a pagare gli errori “gestionali” del passato. Ora tenuto conto che le entrate previste nei piani, come peraltro per il comune di Messina e come affermato da Corte Conti, sono di difficile conseguimento, gli obiettivi vengono garantiti, come avvenuto a Messina, attraverso una contrazione della spesa, che per noi vale circa il 17% annuo. Evidente quindi che l’allungamento a venti anni della durata del piano comporterà la possibilità di tornare ad erogare ulteriori servizi per un importo annuo pari all’8,5% della spesa e non è poco, ferma restando la garanzia degli equilibri di bilancio, ormai ripristinati nel preventivo 2017, quindi documentabili e non più, semplicemente, asseriti, come in occasione della convocazione in Corte Conti.Corte Conti critica poi il mancato stanziamento, nel preventivo 2016, della quota di ripiano del disavanzo trentennale per 3,215 milioni. Come “asserito” in udienza detto mancato stanziamento è stato rimediato nel consuntivo 2016, quindi, oggi, in “atti”, quindi “documentato”. Rimane la difficoltà, correttamente evidenziata dai magistrati contabili, di far decollare il riconoscimento e pagamento dei debiti fuori bilancio, fronte sul quale dobbiamo darci una mossa, dato che malgrado si sia “organizzata” la procedura, tracciandola e specificandola con specifiche e diverse delibere di indirizzo, non siamo riusciti a far approvare al Consiglio, entro le fine dell’anno, nemmeno le prime transazioni. Dobbiamo tornarci, spesso, almeno per il riconoscimento ed il pagamento dell’importo accantonato che oggi diventa di circa 18 milioni.Corte Conti poi indica come il reiterarsi del ricorso alla anticipazione di cassa, il fido del tesoriere per intenderci, poi non restituito a fine esercizio sia un pessimo indice per gli equilibri di cassa dello stesso. Oggi per la prima volta (gli estratti conto parlano) siamo riusciti a chiudere in positivo, grazie all’approvazione, nell’anno, di tutti i documenti contabili previsti, il che ha consentito di incassare dallo Stato, come sappiamo, la rata annuale di 80,5 milioni.Questi sono “fatti”, rappresentati negli “atti” contabili. Se continuiamo su questa strada, Messina tornerà, presto, “in bonis” ed a “splendere” come merita.
sabato 6 gennaio 2018


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