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Commenti a caldo di alcuni consiglieri comunali, dopo i risultati elettorali

Tutti vincitori:Trischitta persiste nel candidarsi a sindaco

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Dopo la sbornia delle Elezioni regionali del 5 novembre, si cominciano a vedere gli effetti: amari risvegli per Giovanni Ardizzone, presidente uscente ARS; Santi Formica, Forza Italia, schiacciato all'interno di una lista con tanti candidati di spicco, fra cui, lo stesso Nino Germanà, che, seppur rimandato a casa, si posiziona nella lista come il primo dei non eletti; stessa situazione per il PD Giuseppe Laccoto, che con una piccola inflessione di voti rispetto alle elezioni del 2012 si posiziona il primo dei non eletti nella sua lista; il "povero" Beppe Picciolo; che pur essendo da solo riuscito a raggranellare 10.242, non è riuscito a far scattare il seggio per la sua lista. Deluso anche Ferdinando Croce, che, come new entry, impegnato costantemente sul territorio cittadino, si sarebbe aspettato un consenso più ampio; riconfermate alcune posizioni, come i tanto chiacchierati voti della famiglia Genovese, che dallo zio Franco Rinaldi, con un inflessione di poco più di un migliaio di voti, sono passati  a Luigi Genovese. Abbondantemente premiato l'impegno dell'onorevole del Movimento 5 stelle, Valentina Zafarana, che rispetto alle regionali del 2012 guadagna circa 6.000 voti, che, con lei, porta a Palermo il suo compagno di battaglia Antonio De Luca.  Ritorna a Palermo l'on. Cateno De Luca, che, con qualche voto in più, questa volta alleato con l'UDC, riesce a far scattare il seggio. A rappresentare Messina alla Regione, con un ampio consenso di voti, per Forza Italia,  ci sarà anche Tommaso Calderone; nello stesso schieramento con la lista di Musumeci, Giuseppe Galluzzo, e per la coalizione Fratelli D'Italia e Noi con Salvini, Catalfamo Antonio. Nel PD l'unico a guadagnare un seggio, con un ampio consenso accademico, Francesco De Domenico.  Donna di partito Bernadette Grasso, che, nonostante l'inserimento nel listino del presidente, porta voti al partito, aumentando le preferenze rispetto al 2012, pochi voti per la consigliera comunale Elvira Amata, che però guadagna lo stesso il seggio in quanto presente nel listino. 
Già all'indomani delle elezioni si annunciano i primi ricorsi come ad esempio quello di Laccoto, che, accusando il direttore generale dell'Università De Domenico, di non essersi dimesso dal suo incarico già durante le elezioni, sta valutando di invalidare la sua nomina. 

Abbiamo sentito anche il capogruppo di FI al Consiglio Comunale, Giuseppe Trischitta, che si dichiara vittorioso per il Trionfo della Destra e di Nello Musumeci, nonostante la sconfitta del riferimento politico Formica, nello specifico ci dice: 
Vince il Centro Destra, momento storico per la Destra siciliana, vince Nello Musumeci, un uomo di destra come me, non un uomo di Centro Destra, un uomo che proviene dal movimento sociale come me e che ha il mio stesso percorso, ovvero Movimento Sociale, Alleanza Nazionale e poi sempre Destra. Abbiamo rischiato di dare in mano la Sicilia a Cancelleri, che non aveva nessuna esperienza, mentre abbiamo un uomo di grande competenza amministrativa, un uomo su cui, molti della sinistra, non hanno speso tante parole per dire che era stato condannato a morte dalla mafia e per nove anni è stato scortato, in quanto, come amministratore, non si lasciava intimidire da nessuno. Una persona che, quando il Comandate provinciale dei carabinieri si è congedato, è andato a salutarlo, per congratularsi perché non aveva mai avuto un indizio d'illegalità fatte da lui. Vince la Destra anche a Messina, perché, Calderone è un ex Missino ed ha lo stesso percorso politico di Destra, Fratelli D'Italia prende due seggi ed anche Galluzzo che è di destra viene eletto ed io mi preparo ad essere Candidato a Sindaco, e c'è la mia disponibilità a candidarmi nel collegio. Certamente, precisa il consigliere, non ci sarà il veto del gruppo Genovese, perché non mi farò mettere il veto da chi veniva dal PD ed è entrato nel partito, perché, negli anni passati, quando nel partito non c'era nessuno, io sono sempre rimasto e ho tenuto alto il nome di Forza Italia, per cui non permetterò mai che l'ex segretario del pd ponga il veto sulla mia candidatura. Il risultato di Formica non è stato ottenuto, perché era al sesto mandato, e negli anni i deputati perdono consenso, ma era una persona a cui ho dato il mio consenso ed il mio impegno che lo avrei votato, e poi era un candidato che proveniva anche lui dal Movimento Sociale, e mi è sembrato  coerente aiutarlo, gli ho dato 500 voti su Messina. Formica è sempre una risorsa per il partito, una persona onesta e leale. Questa débâcle, però, non mi coinvolge personalmente in quanto io ero già candidato, ho già la mia lista ed il mio percorso politico sta andando avanti. Io ritengo di essere candidato, poi sceglierà Forza Italia, se mandare in candidatura il capogruppo che c'è stato sempre o scegliere un candidato fra quelli dell'ex PD che sono transitati in Forza Italia. Era inevitabile che M5S fosse il primo partito in Sicilia, come lo è in Italia, ma anche altri partiti in passato hanno avuto successo, mi ricordo Pannella, ma col tempo se non c'è una solidità di base vengono meno. Con Musumeci, i Cinque Stelle non saranno più il primo partito, perché la Sicilia migliorerà di molto, anzi la mia candidatura ne sarà rafforzata, perché il Presidente della Regione è di destra come me e, quattro deputati di Destra, non penso che non saranno d'accordo ad avere un candidato di Destra come me. Io non mi candido per diventare Sindaco, ma per vincere e migliorare questa città.

La consigliera Daniela Faranda del gruppo misto, ex capogruppo di NCD e poi AP, molto vicina all'on. Germanà, commenta così il dato elettorale: Complessivamente sono molto contenta che Musumeci, una persona che io stimo molto, sia diventato Presidente della Regione Sicilia e sono certa che farà un ottimo lavoro. Credo che il Centrodestra si sia ricompattato e spero che non sia soltanto una meteora quella siciliana, ma che porti a un'unità anche sul piano nazionale e, quindi, per le prossime elezioni e anche per le prossime amministrative a Messina. Il dato certo è che Messina come sempre ha dato il maggiore apporto per l'elezione del Presidente Musumeci, quindi sono certa che ne terrà conto nella riorganizzazione dei suoi assessorati e non ci farà mancare il supporto, anche perché, avere un assessore messinese significa dare nuova linfa ad una città che sta morendo per via di molte ragioni, non ultima quella che io contesto a questa amministrazione: di non aver pensato, progettato e programmato per tempo, per cui noi oggi siamo agli sgoccioli di quello che abbiamo potuto fare, perché sono fondi che arrivano da vecchie programmazioni. Per quanto riguarda i singoli, ovvero, il mio riferimento che è Nino Germanà, ha avuto un bellissima affermazione. 11 mila voti sono davvero una bellissima affermazione, comunque, ha aumentato le sue preferenze in città e in Provincia, ha lavorato molto sul territorio, ha saputo essere molto presente. Anche il suo ritorno a casa ha influito, un ritorno meditato da tempo. Anch'io non mi sono mai staccata dalla mia idea e dalla mia identità, ho molto sofferto per il fatto che questa NCD, ovvero, Alternativa Popolare aveva preso una deriva che non era quella promessa dal leader Angelino Alfano, ora infatti potremmo chiamarlo NCS. Per questo ho deciso che, a prescindere da quello che avrebbe fatto poi Nino Germanà, ho deciso di abbandonare questa esperienza che non mi rappresentava più. E' stato, quindi, importante il ritorno in Forza Italia, tutta via credo che questo risultato sia stato frutto del suo lavoro e di tutti noi che siamo stati intorno a lui. Sono contenta del risultato, certamente resta l'amarezza di essere risultati terzi e di non aver potuto prendere per un soffio il terzo seggio. Certo la legge elettorale è strana, perché uno con undicimila preferenze resta fuori dall'Assemblea regionale e magari chi ne ha preso un terzo o un quarto rappresenta all'assemblea regionale i suoi elettori. Sono certa, comunque, che Nino Germanà continuerà la sua battaglia anche fuori, certo rimane l'amarezza di non aver potuto continuare questo percorso all'assemblea regionale, ma sicuramente ci saranno altre competizioni, ormai ci sono le elezioni prossime: prima si voterà alla provincia, poi si voterà al Parlamento nazionale e poi alle amministrative. Inoltre, voglio sottolineare che trovo scandalosa questa legge elettorale che abbassa la soglia di sbarramento al 3%, sicuramente votata anche da Forza Italia, ma tanto io non sono passata con FI, sono rimasta una Donna di centrodestra da sempre e dico che è veramente scandalosa, chiunque l'abbia votata, perché si sta snaturando tutto il ruolo della politica. Un dato certo è che a Messina sia il PD che FI hanno dato il meglio di sé, ottenendo due risultati ottimi con De Domenico nel PD e Luigi Genovese in FI, due fuoriclasse che hanno sbaragliato tutti, a discapito dei "vecchi".          


Per il capogruppo al consiglio comunale del PD Claudio Cardile, oggetto di canzonatura da parte di tutti i colleghi, la vittoria di De Domenico contro la "vecchia politica", non è una sconfitta, ma comunque è un grande risultato anch'esso frutto di un fisiologico rinnovamento, e commenta: Un exploit di un candidato nuovo che non ha mai avuto una storia politica, a me dispiace per chi non ce l'ha fatta, anche io l'ho appoggiato, ma oggettivamente dopo 3 mandati di Laccoto non si può dire che una figura nuova non sia un bene. De Domenico del resto aveva già un ruolo importante all'Università e lo ha lasciato per dedicarsi alla politica, perché no, se è una persona valida e io penso che lo sia. Il M5S oggi non solo è il primo partito della Sicilia, ma di tutta l'Italia. Il loro problema è la mancanza di dialogo con le altre forze politiche, da soli no, ma insieme ad altre forze politiche avrebbero potuto governare. Loro non riescono ad aprire il dialogo, perché vogliono solo protestare, cosa molto facile. Se si fossero accordati, ad esempio con Fava avrebbero preso i consensi necessari a battere Musumeci, ma non lo hanno fatto, perché è più facile protestare che governare, ed a mio avviso, loro non vogliono governare.

Un consigliere del gruppo misto ormai fuori dalla battaglia fra partiti, De Leo, commenta così questa débâcle elettorale di quasi tutta la vecchia politica: Molti dei consiglieri hanno perso i loro riferimenti politici, spero solo che i nuovi esponenti possano raccogliere ugualmente le istanze che vengono dai consiglieri. Un altro dato certo è che il PD dovrà fare un'analisi interna.
martedì 7 novembre 2017

Marilena Faranda

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