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Il solito gioco cinico dell’amministrazione: se le cose non vanno come vuole, crea un problema per incolpare gli altri

ATM, messinAccomuna scrive alla Regione e diffida Sindaco e liquidatori sugli stipendi

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 A seguire la nota sull'ATM di messinAccomuna che scrive alla Regione e diffida Sindaco e liquidatori sugli stipendi :
Il solito gioco cinico dell’amministrazione: se le cose non vanno come vuole, crea un problema per incolpare gli altri e fingere che l’unico modo per risolverlo sia …fare quello che vuole l’amministrazione. Lavoratori e famiglie diventano “scudi umani” per centrare i propri obiettivi. è già accaduto coi contrattisti, ora tocca ad ATM.L’amministrazione non ha predisposto un piano di liquidazione approvabile e ha tentato di eludere forme, pareri e competenze di legge. Il Consiglio ha respinto la proposta. E il sindaco, anziché riformulare una delibera legittima, coi pareri dovuti, decide di tentare l’avvio inedito della liquidazione coatta amministrativa, senza il preventivo accertamento in sede terza (il Tribunale?) della sussistenza dei requisiti oggettivi. Sul “contratto di servizio” è stata ripresentata in tre giorni una delibera; sul “piano di liquidazione” no. Un conclave notturno e una lettera temeraria inviata alla Regione (su cui messinAmbiente ha controdedotto – v. allegato); poi il fumo negli occhi del “cambio di passo”, distraendo città e Consiglieri, e su ATM vuoto atmosferico e “silenzio stampa”. Finché, in vista della ormai prossima conclusione dell’ultima farsa, il Sindaco urla che non sono stati pagati gli stipendi perché il Consiglio ha respinto il “piano”, i creditori ATM si sono sentiti “abbandonati dal socio unico” e la banca ha chiuso i rubinetti.No Sindaco, la diffidiamo a non prendere in giro lavoratori, città e Consiglio. Lei di “salti mortali” per recuperare risorse non ne sta facendo. Aveva promesso 9 milioni di rimborso sul mutuo pagato da ATM, ma non ha scucito un centesimo. Invece si ritrova in tasca, grazie a chi l’ha preceduta, oltre 11 milioni dovuti dalla Regione. La Corte d’Appello ha negato la sospensiva chiesta da Palermo. Vuol dire che quel denaro è moneta sonante. E le smonta il gioco. L’azienda ha risorse da far valere ed è sconcertante l’insofferenza con cui la sua amministrazione tratta importanti crediti. è contrario ai doveri di tutela dei diritti dei creditori.Avete provato ad “affamare la bestia” per poi scagliarla contro i “nemici”, ma la bugia ha le gambe corte. Avete tutte le risorse per agire. E lei, Sindaco, ha un dovere: presentare atti legittimi e sottoporli a una discussione aperta e rispettosa delle competenze del Consiglio. Il resto è rumorosa arroganza, prodotta da chi (per limite psicologico) non sa gestire realtà articolate e complesse.
sabato 25 gennaio 2020


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