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De Luca: “Ci siamo chiariti ma il procedimento resta, lo stipendio i dipendenti lo devono guadagnare”. Nota di messinAccomuna

Ex Gil, il Sindaco De Luca incontra il custode che ha tentato il suicidio

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“Stamattina ho ricevuto privatamente il custode del campo sportivo ex Gil, che stanotte ha minacciato il suicido.All’incontro era presente anche la moglie e la figlia. Ci siamo chiariti, fermo restando che c’è una procedura che sarà seguita e lui potrà difendersi nelle opportune sedi; di certo non staro con il fucile puntato. Una cosa però deve essere chiara: non posso permettere che le nostre strutture comunali versano in tali condizioni di degrado, né tanto meno che i dipendenti percepiscano lo stipendio senza svolgere le proprie mansioni. All’indomani del mio insediamento a Palazzo Zanca, ho incontrato tutti i dirigenti, ammonendoli e chiedendo loro di far funzionare le cose. è passato un anno e vengo sputtanato sui social sull’ex Gil che e sporco; sull’impianto di atletica leggera che è sporco; accusato di non saper fare il sindaco. Io il sindaco lo so fare. Non vorrei che passi il messaggio che De Luca è il carnefice e gli altri sianoagnelli sacrificali. è legittimo che io venga sputtanato sui social e non è legittimo che io intervenga contro soggetti i quali lo stipendio lo devono guadagnare? Di certo io non mi fermo”. A riferirlo è il Sindaco del Comune di Messina, on. Cateno De Luca.“Non sono intervenuto sul luogo del tentato suicidio – aggiunge il Primo cittadino – per un semplice motivo: l’Istituzione non si può mortificare. Fa parte del mio programma aprire come una scatoletta questo Palazzo e rendere pubblico tutto ciò che troviamo. Quando mi sono presentato ai messinesi, ho garantito una radicale opera di riordino della macchina amministrativa, troppo ingolfata da logiche clientelari, che ne rallentano enormemente gli ingranaggi, a scapito delle tasche e dei servizi al cittadino”.
“Dunque – conclude De Luca – ecco un avviso per i naviganti: se qualcuno ritiene di continuare a fare i propri comodi, senza essere beccato dico: il tempo è scaduto perché l’azione è ormai avviata, in relazione a quelli che sono i corretti rapporti da mantenere con la pubblica amministrazione e i tributi da pagare.
Nota di messinAccomuna:
 Nel “caso” del campo Salvo Santamaria (ex-gil) le affermazioni e i comportamenti del sindaco De Luca sono inaccettabili, fuorvianti e funzionali solo al raggiungimento dei suoi veri obbiettivi: regalare ai privati strutture e servizi pubblici.Nel mese di Maggio 2018 l'impianto era perfettamente in ordine e pulito. Da Giugno 2018 la responsabilità della gestione è della nuova Amministrazione, quindi De Luca se la prenda con se stesso. Troppo facile scaricare tutto sul custode. Dovrebbe piuttosto spiegare cosa ha fatto lui in un anno per gli impianti sportivi e lo sport messinese.A cominciare dalla valorizzazione di quegli impianti che la passata Amministrazione era riuscita, intercettando finanziamenti importanti, a ristrutturare e mettere a norma. Come mai ancora non sono stati affidati i 3 campi da tennis di Villa Dante, ricostruiti dopo 11 anni e pronti da un anno? Stessa situazione per l'Arena di Villa Dante, ristrutturata e messa a norma. A breve dovrebbero partire i lavori per il completamento del Palazzetto di Mili marina, che De Luca si è ritrovato pure finanziato con il Masterplan. Inoltre dovrebbero presto concretizzarsi i progetti (anche questi targati Accorinti-Pino), finanziati con il fondo "sport e periferie": ristrutturazione e messa a norma del Palatracuzzi, della piscina Campagna e del campo di rugby di Sperone.Se a un anno dal suo insediamento, dopo aver trovato una tavola pronta e imbandita, gli impianti sportivi appena rinnovati versano nella situazione di abbandono che lui denuncia e i lavori già finanziati non sono ancora stati avviati, la colpa è tutta sua e della sua totale disattenzione verso Messina.Anche gli impianti sportivi evidenziano un dato politico: a De Luca non importa nulla di Messina e dei messinesi. Gli interessa solo perseguire i suoi scopi elettorali. Una continua campagna in cui non si fa scrupolo di usare contro la legge il suo ruolo istituzionale, di giocare con la fascia di sindaco metropolitano, di assentarsi per tre mesi da Palazzo Zanca per cercare voti alla sua delfina, di mancare continuamente di rispetto a cittadini e lavoratori, di cercare affannosamente il recupero di un consenso perduto tramite blitz da sceriffo con stucchevoli selfie conditi di vuote e inefficaci minacce su FB. E non si rende conto che le manchevolezze dei lavoratori si affrontano nelle maniere lecite e corrette: coi richiami, con gli istituti di disciplina, con sanzioni proporzionate alle violazioni; non con atti terroristici e gogne mediatiche che seminano disperazione nelle vittime, come accaduto anche questa notte nel caso in questione. Farsi forte coi deboli (De Luca lo fa fin dal “blitz” contro i pensionati di piazza XX Settembre), raggirare i lavoratori assumendoli a tempo determinato anziché pieno, ricattare il Consiglio portando i bilanci sempre in concomitanza di strumentali urgenze sulla pelle dei dipendenti vuol dire dimostrare tutta la propria debolezza e incapacità. Vuol dire strumentalizzare, senza alcun rispetto, le persone per coprire con numeri da baraccone il fallimento di tutti i suoi annunci.
giovedì 11 luglio 2019


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