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Il consigliere delPd rinnova la propria contrarietà al provvvedimento varato in Giunta

“Messina Patrimonio S.p.A“, Gioveni: inutile doppione di tre Dipartimenti, che andrebbero potenziati

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Molte perplessità aveva sollevato la decisione della Giunta di varare una nuova società partecipata per la gestione del Patrimonio comunale, alle osservazioni di carattere politico circa un'ennesima fonte di spesa incoerente con le dichiarazioni preelettorali di De Luca, con la seguente nota del consigliere Libero Gioveni rinnova la propria contrarietà al provvvedimento:
"Lo avevo annunciato durante il dibattito e le votazioni del "salva Messina" che non avrei votato a favore della nascita della nuova società partecipata che gestirà il patrimonio immobiliare del Comune, e così farò coerentemente quando la delibera arriverà in Consiglio Comunale!".
Il consigliere comunale Libero Gioveni preannuncia il suo voto contrario alla delibera che dovrebbe dare il via alla nascita della "Messina Patrimonio S.p.A" per gli stessi motivi che ha spiegato in Aula nel novembre scorso. 
Nonostante le motivazioni espresse dall'Amministrazione De Luca (che rispetto per la bontà degli obiettivi che intende raggiungere) sull'utilità della società che si dovrebbe occupare della gestione, valorizzazione e dismissione del patrimonio immobiliare comunale - spiega Gioveni - queste non mi convincono nella misura in cui rimango convinto che si tratterebbe di creare una sorta di doppione del Dipartimento Patrimonio e del Dipartimento politiche della casa in primis e, in parte, anche del Dipartimento Urbanistica. 
Non ho di certo la benda agli occhi e sono consapevole che soprattutto i primi due Dipartimenti al momento non esprimono quelle potenzialità e quegli obiettivi da cui invece Palazzo Zanca dovrebbe trarre beneficio - chiarisce il consigliere - ma ciò non significa che non possano ancora farlo attraverso il potenziamento del personale e un lavoro sinergico che coinvolga anche la Polizia Municipale, al fine di stanare i tanti inquilini "furbetti" e recuperare così le cospicue morosità pregresse di cui l'Ente non può fare a meno. Infine - conclude Gioveni - a fronte anche di nuove spese che inevitabilmente inciderebbero sulla collettività per la nomina di un nuovo CdA, non può essere considerato a mio avviso un motivo imprescindibile per la costituzione della società il fatto che non si sia mai effettuato un serio e completo inventario dei Beni, ritenendolo comunque fattibile in house; piuttosto per ridurre il gape negativo fra i fitti attivi e gli oneri della manutenzione, si proceda speditamente con un corposo piano di alienazione degli alloggi ERP, specie quelli che per la loro vetustà cadono a pezzi.
mercoledì 20 febbraio 2019


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