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In manette l´autore della rapina al bar Cucè

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Come si ricorderà dalla cronaca della rapina, avvenuta il 21 dicembre.scorso, ecco, in breve, la ricostruzione dei fatti: Travisato ed armato di taglierino aveva minacciato il titolare di un esercizio commerciale del centro cittadino (il bar Cucè) chiedendogli la consegna di quanto custodito in cassa. Succedeva intorno alle 6.45 circa del 21 dicembre scorso. Il malcapitato, che opponeva resistenza alla richiesta venendo conseguentemente aggredito e colpito alla testa con un piatto in ceramica, costatogli un trauma cranico con ferita lacero contusa, riusciva tuttavia a mettere in fuga l’aggressore. L’attività di indagine dei poliziotti della Squadra Mobile della Questura di Messina veniva immediatamente avviata. Sul posto anche i poliziotti della Scientifica che rilevavano tracce ematiche, verosimilmente riconducibili a ferite riportate dal rapinatore durante la colluttazione, lungo il percorso seguito dallo stesso per fuggire. La visione delle immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti in prossimità dei luoghi interessati dal fatto di reato lo riprendevano ancora col volto scoperto immortalando anche il mezzo con il quale aveva raggiunto e si era poi allontanato dall’obiettivo preso di mira per mettere a segno il colpo. Dai controlli effettuati dagli operatori la macchina, una Smart di colore blu, risultava nella disponibilità di Balsamo Emmanuele trentasettenne messinese e non casualmente veniva rinvenuta non poco distante dalla sua abitazione. All’interno presentava tracce di sangue nonché un’irregolarità nella proiezione della luce abbagliante evidenziata già in sede di analisi delle immagini video. Oltre a procedere al sequestro dell’autovettura gli agenti conducevano presso gli uffici di polizia l’uomo che appariva con una vistosa ferita da taglio nella parte sinistra della fronte sulla quale non forniva alcuna giustificazione. I poliziotti perquisivano l’abitazione ed all’interno ritrovavano gli indumenti indossati dal prevenuto giusto quella mattina di dicembre: un pantalone di tuta ed un paio di scarpe beige. I risultati delle investigazioni venivano riferiti alla Procura della Repubblica del Tribunale di Messina che, condividendone gli esiti, chiedeva ed otteneva dal GIP, l’ordinanza di applicazione della misura cautelare in carcere eseguita nella giornata di ieri.
sabato 12 gennaio 2019


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