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Continua lapolemica tra Uil e Atm

Tripodi:alle intimidazioni la Uil risponderà colpo su colpo. Replica dell´ATM e controreplica delsindacato

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Alla presenza dello “stato maggiore” della Uil Messina con in testa il segretario generale Ivan Tripodi, quello organizzativo Pasquale De Vardo, i segretari della Uiltrasporti Michele Barresi, della Uil Fpl Pippo Calapai e della Uiltec Carlo Caruso, il Sindacato messinese ha denunciato con forza, in un’affollata conferenza stampa svoltasi nella sede di viale San Martino, il pesante clima di intimidazione portato avanti dal sindaco De Luca nei confronti di delegati e dirigenti della Uil su cui è emersa una risposta forte e . Questi alcuni fatti concreti che certificano la denuncia della Uil: quindici giorni di sospensione dal servizio e dalla retribuzione per il segretario aziendale della Uiltrasporti in Atm e tre lavoratori iscritti da qualche mese alla Uil licenziati da un’azienda che cura la lettura dei contatori dell’acqua per conto dell’Amam. 
Sono questi fatti gravissimi che evidenziano il pesante ed inaccettabile clima di intimidazione che colpisce la UIL, i suoi dirigenti ed iscritti: un clima nei confronti del quale la Uil risponderà colpo su colpo senza farsi intimorire e sostenendo, in tutti i modi e ad ogni livello, i lavoratori coinvolti da questi provvedimenti. La “punizione” inflitta al lavoratore sindacalista è stata motivata per aver semplicemente espresso sui social il legittimo diritto di critica sindacale, e più in generale il diritto costituzionale alla libera opinione, verso atti posti in essere dall'Atm dell'era Campagna/De Luca. Un clima di repressione ormai palese all'interno dell'azienda, dove si respira da mesi un'aria pesante per delegati e iscritti a quelle sigle sindacali forse scomode perché non allineate con i diktat e le decisioni del sindaco De Luca.  
Il caso più eclatante è, appunto, rappresentato dalla procedura disciplinare inflitta al segretario aziendale della Uiltrasporti Paolo Frigione, accusato di aver criticato su fb l'operato dell'azienda e al quale è stata immediatamente applicata la sanzione con la decurtazione di 15 giorni di paga nello scorso dicembre, ancor prima di poter avere la possibilità di difendere le proprie ragioni secondo le tutte procedure previste dal codice disciplinare: una procedura assurda che alla faccia del principio della presunzione d’innocenza vigente in Italia ha causato l’immediata irrorazione della “punizione” con un vero e proprio processo sommario basato su un regio decreto del 1931. 
Confidiamo nel giudizio del Collegio di disciplina interno al quale abbiamo fatto ricorso e che arriverà in questi giorni e di certo difenderemo i nostri associati e delegati facendo ricorso ad ogni strumento giuridico. Occorre, pertanto, evidenziare e stigmatizzare l'evidente clima intimidatorio di chi applica sanzioni pesantissime ai dipendenti, causando loro danno morale e materiale, prima di consentirne la difesa e ancor più, al danno la beffa, tutto per semplici opinioni espresse sui social, agone di scontro politico ben più aspro per antonomasia usato dallo stesso Sindaco De Luca. Allo stesso modo appare alquanto strana la coincidenza che ha visto il licenziamento di tre lavoratori, da poco tempo iscritti alla Uil, da parte dell’azienda ATA che è l’impresa che si occupa, su commessa dell’Amam, della lettura dei contatori. Insomma, fatti gravissimi nei confronti dei quali desideriamo formalmente e pubblicamente investire S.E. il Prefetto di Messina la dott.ssa Librizzi. Ovviamente, a scanso di equivoci, desideriamo ribadire che non basterà di certo questo clima a intimorire e limitare l'azione di difesa dei lavoratori, nonché di critica e denuncia che è da sempre nel DNA di un sindacato libero come la Uil Messina. In tal senso, è opportuno evidenziare subito altri particolari, finora celati, riguardo la liquidazione di Atm che si aggiungono ai tanti che abbiamo portate a galla in questi mesi. La consulenza tecnica d'ufficio disposta dal Tribunale di Messina redatta e consegnata ufficialmente lo scorso 11 dicembre 2018 di fatto dà ragione ad Atm nel ricorso presentato contro la Regione Sicilia e l'assessorato delle Infrastrutture e trasporti per il riconoscimento delle differenze sui contributi chilometrici erogati all'azienda trasporti di Messina dal 2012 al 2016 per un ammontare richiesto di 13 milioni di euro. 
Un passo determinante nella causa che l'Atm nel dicembre 2016 aveva presentato per il riconoscimento delle differenze tra quanto erogato dall'assessorato e quanto effettivamente dovuto per i chilometri percorsi. Un ricorso che l'amministrazione De Luca, nei tanti "dossier" presentati al Consiglio Comunale e alle parti sociali, in più occasioni ha dato per inutile e perso in partenza. Nella relazione tecnica invece il Tribunale riconosce che dal 2012 l'ATM e il Comune di Messina avrebbero diritto ad un rimborso che si aggira tra un minimo di 2.5 milioni ad un massimo di 9 milioni più IVA rimandando al Giudice competente, la dott. Mirenna, l'ammontare esatto. Di certo occorre attendere la sentenza finale ma la consulenza del Tribunale è chiara e conferma quanto abbiamo sempre sostenuto in merito ai contributi chilometrici riconosciuti in minore misura ad Atm rispetto al dovuto che ha penalizzato ingiustamente le casse dell'azienda in questi anni. Fa di certo specie che, se la sentenza confermerà in toto o anche in misura ridotta quanto riconosciuto dal CTU, queste somme andranno a sommarsi nei bilanci di Atm dal 2012 al 2016, crediti che ovviamente non erano stati al tempo conteggiati e che renderanno gli stessi bilanci di quell'Atm che l'amministrazione De Luca ha portato alla liquidazione non solo in pareggio ma addirittura in notevole attivo. Inoltre, riguardo la delibera comunale 72/C del 23.11.2018 appare chiaro il fatto che la liquidazione è stata votata dal Consiglio pur in assenza dell’ultimo bilancio Atm del 2017 che non è allegato neppure al bilancio comunale consolidato del 2017 votato in consiglio con delibera n. 92 del 17 dicembre 2018 sebbene nel documento si allineino i bilanci di tutte le partecipate. Sulla legittimità della delibera di liquidazione di Atm pertanto la Uil punta i riflettori ed invita il Consiglio Comunale ad una urgente riflessione in autotutela. 
La delibera non segue le procedure imposte dall'articolo 50 dello Statuto di Atm in quanto il Consiglio non ha disposto nell'atto neppure il termine temporale entro il quale deve concludersi la procedura di liquidazione che di fatto potrebbe protrarsi all'infinito. Una delibera, insieme ad altre, votata con troppa fretta ed approssimazione viziata dal falso problema del Durc che avrebbe impedito il pagamento degli stipendi ai dipendenti di una Atm che era urgente liquidare nei programmi dell'amministrazione De Luca. 
 La liquidazione nei fatti nulla risolveva e a nulla è servita ai fini del Durc, che non era un problema prima e non lo è adesso che, come previsto, è tornato regolare a seguito del piano di rottamazione dei debiti già in cantiere dal maggio 2018. Ma ultima perla è la delibera 74/C del 23.11.2018 che ha visto l'approvazione in consiglio del contratto di servizi di trasporto pubblico locale di Atm per gli anni 2019/2020. Nel contratto si stabilisce che Atm, presumibilmente la nuova Spa di cui non si ha neppure lo straccio un piano industriale, produrrà 4.2 milioni di Km su gomma e 350 mila di servizio tranviario all'anno ma senza stabilire nel contratto votato a quali costi il Comune pagherà il servizio lasciando in bianco (!!!) gli spazi all'art. 24 della delibera votata. Non ci stupisce che nel parere favorevole allegato alla delibera dei dirigenti dell'area economico finanziaria si rimandi l'aspetto economico al bilancio previsionale 2019/2020 che tradotto dal burocratese vuol dire "tranquilli è solo aria fritta". Insomma, una vicenda complessiva che ci consegna l’orgoglio di appartenere alla UIL, un Sindacato che difende, senza e senza ma, la dignità dei lavoratori e dei suoi militanti.
Nota del presidente dell'Atm Pippo Campagna.
Il presidente dell'Atm, Pippo Campagna, risponde alle varie tematiche trattate dal segretario generale Ivan Tripodi e dal segretario della Uiltrasporti Michele Barresi  nel corso dell’incontro con i giornalisti. «Ancora una volta – scrive Campagna - ci vediamo costretti a distogliere lo sguardo, per qualche minuto, dalle tante difficoltà dell'Atm per replicare ad una organizzazione sindacale che, trovandosi isolata, cerca di attirare su di sé l'attenzione lanciando accuse infondate, gravi nei toni e grossolane nel merito».Innanzi tutto respingiamo il tentativo della UIL Trasporti di condizionare l’attuale management, spacciando per intimidazioni a danno dei lavoratori quelli che sono invece doverosi provvedimenti disciplinari. Doverosi e necessari, vista la gravità  dei fatti contestati. Ed inoltre si fa osservare che il bilancio 2017, che la precedente amministrazione non era riuscita neanche ad approntare, è stato esitato da questo CdA registrando perdite per 3,6 milioni di euro che, ovviamente, vanno tutte ascritte alla precedente gestione. Lo stesso DURC è  oggi positivo solo grazie all’impegno dell’attuale management che ha imposto finalmente il rispetto degli obblighi di legge in materia di versamenti contributivi e fiscali”.
“Risibili appaiono, poi – continua Campagna – le considerazioni della UIL sul presunto effetto salvifico di una  CTU elaborata nella fase istruttoria del primo grado di un giudizio. Anche nella ipotesi più favorevole, l’esito di tale contenzioso non potrebbe mai risanare le enormi perdite accumulate dall’Azienda nel tempo in cui alla UIL e ad altri  sembrava che tutto andasse a meraviglia. Sulla situazione finanziaria rimandiamo alla lettura dei documenti anche più recenti approvati dai revisori dei conti. Ed infine, la liquidazione dell’Azienda è stata una scelta obbligata per la quale nessuno ha motivo di gioire e tanto meno questo CdA. Semmai qualcuno dovrebbe riflettere su ciò che, negli anni scorsi, si poteva fare e non si è fatto per evitarla. In merito, poi all’imminente sciopero che dovrebbe essere indetto dalle altre Organizzazioni sindacali si precisa che lo stesso in atto è stato sospeso, in quanto è stata avviata una fase di confronto propositivo sulle più importanti problematiche aziendali”, conclude il presidente dell’Atm.
La controreplica a firma del  Segretario generale UIL Messina Ivan Tripodi e delSegretario generale UILTrasporti  Michele Barresi:
LE PALESI FALSITA’ DEL COMUNICATO DELL’AZIENDA ATM IN RISPOSTA ALLA CONFERENZA STAMPA UIL
 Solo per amor di verità ed onde evitare inutili equivoci, costruiti artatamente, siamo costretti a replicare, basandoci esclusivamente su documenti concreti e fatti incontrovertibili, alle risibili ed insulse affermazioni del presidente dell’Atm riguardo le nostre denunce esposte nel corso della recente conferenza stampa.
 Proprio per smontare e certificare l’infondatezza delle dichiarazioni del presidente di Atm, analizziamo e commentiamo le sue testuali affermazioni riportate tra virgolette:
 1) "Ancora una volta ci vediamo costretti a distogliere lo sguardo, per qualche minuto, dalle tante difficoltà dell’Atm per replicare ad una organizzazione sindacale che, trovandosi isolata, cerca di attirare su di sé l’attenzione lanciando accuse infondate, gravi nei toni e grossolane nel merito."
 FALSO: la UIL Messina non è affatto isolata, come certificato dal sensibile aumento del numero degli iscritti nel nostro territorio, ed è in piena armonia con altre importanti organizzazioni sindacali insieme alle quali rappresenta un'ampia platea dei lavoratori di ATM. Contestualmente la UIL ha l’orgoglio di rappresentare il sentore comune dei cittadini messinesi profondamente delusi dalla fallimentare gestione della giunta De Luca e dalla pessima conduzione dell’Atm che ha letteralmente demolito il servizio di trasporto pubblico in città. 
 2) "Innanzi tutto respingiamo il tentativo della UIL Trasporti di condizionare l’attuale management, spacciando per intimidazioni a danno dei lavoratori quelli che sono invece doverosi provvedimenti disciplinari. Doverosi e necessari, vista la gravità dei fatti contestati." 
 FALSO: l’atto nei confronti di un lavoratore, autista modello, è chiaramente un segnale di grave intimidazione verso chiunque esprima liberamente valutazioni critiche o semplici opinioni di dissenso nei confronti dell’attuale gestione aziendale. Si è trattato di un atto pretestuoso e infondato come, certamente, sarà dimostrato nelle sedi opportune. Infatti, il commento su fb del nostro rappresentante sindacale fa riferimento all’affidamento da parte di Atm del servizio di soccorso bus a ditte esterne, avvenuto con una procedura giudicata poco trasparente che, per esempio, non trova alcun riscontro sul sito internet aziendale come sarebbe obbligo per un’azienda pubblica.
 3) "Ed inoltre si fa osservare che il bilancio 2017, che la precedente amministrazione non era riuscita neanche ad approntare, è stato esitato da questo CdA registrando perdite per 3,6 milioni di euro che, ovviamente, vanno tutte ascritte alla precedente gestione". 
NON VERIFICABILE: il bilancio è un atto ufficiale e per la normativa sulla trasparenza deve essere pubblicato sul sito internet dell’azienda; ad oggi l’attuale amministrazione è palesemente inadempiente rispetto a questi obblighi di legge. Si commenta da solo il fatto che, dopo la denuncia della UIL, il presidente di Atm abbia improvvisamente snocciolato i numeri relativi a presunti debiti omettendo i numeri certi riguardanti i crediti del bilancio 2017. 
 4) “Lo stesso DURC è oggi positivo solo grazie all’impegno dell’attuale management che ha imposto finalmente il rispetto degli obblighi di legge in materia di versamenti contributivi e fiscali".  
FALSO: l’utilizzo strumentale del DURC è stato un falso ideologico ed oggi, lo stesso, risulta positivo perché si è verificato un intervento dovuto dell’amministrazione comunale che ha consentito di rispettare le scadenze della “rottamazione delle cartelle” definita nel maggio 2018.
 5) "Risibili appaiono, poi, le considerazioni della UIL sul presunto effetto salvifico di una CTU elaborata nella fase istruttoria del primo grado di un giudizio. Anche nella ipotesi più favorevole, l’esito di tale contenzioso non potrebbe mai risanare le enormi perdite accumulate dall’Azienda nel tempo in cui alla UIL e ad altri sembrava che tutto andasse a meraviglia". RIDICOLO: nessuno ha detto che il giudizio favorevole (che a quanto pare l’attuale management sembra paradossalmente non gradire) risana le enormi perdite accumulate nei decenni precedenti, ma questo chiarisce che l’interpretazione della legge da parte dell’azienda era corretto e la predisposizione di bilanci coerenti con la legge non avrebbe generato alcuna perdita. Invero i bilanci 2013-2016 hanno chiuso con attivi e la sopravvenienza di un eventuale giudizio positivo assorbirebbe in maniera più che compensativa le perdite asseritamente registrate nel 2017. 
 6) ”Sulla situazione finanziaria rimandiamo alla lettura dei documenti anche più recenti approvati dai revisori dei conti”.
CURIOSO: sono gli stessi revisori che hanno riconosciuto corretti i crediti censiti nei bilanci aziendali e veritieri i conti che registravano bilanci attivi. 7) "La liquidazione dell’Azienda è stata una scelta obbligata". 
FALSO: è stata una scelta sbagliata e solo ed esclusivamente politica, ottenuta agitando una motivazione pretestuosa (la necessità di ripulire il DURC), smentita con le motivazioni suesposte. 
 8) “Semmai qualcuno dovrebbe riflettere su ciò che, negli anni scorsi, si poteva fare e non si è fatto per evitarla".
FALSO: l’approvazione di bilanci aziendali in attivo, l’attivazione del contenzioso verso la Regione per far riconoscere il giusto rimborso del chilometraggio, la ridefinizione del piano di riequilibrio nell’orizzonte ventennale sono stati interventi strutturali che hanno realizzato un equilibrio. L’ingente debito del passato trova assorbimento nel piano di riequilibrio riformulato in chiave ventennale. E' opportuno fare parlare i numeri: 9 milioni sono i contributi non versati dalla Regione fino al 2016; 5 milioni sono i contributi per il 2017 e per il 2018; 6 milioni sono a titolo di iva non versata su tutti i contributi versati e non dalla Regione; 10 milioni sono il rimborso alla Azienda dovuti da parte del Comune per le rate di mutuo dell'immobile a carico di ATM per l’immobile. Ancora vi è l’IVA dovuta dal Comune su tutti i contributi versati fino al contratto di servizio come stabilito dalla Commissione Tributaria. 9) "In merito, poi, all’imminente sciopero che dovrebbe essere indetto dalle altre Organizzazioni Sindacali si precisa che lo stesso in atto è stato sospeso, in quanto è stata avviata una fase di confronto propositivo sulle più importanti problematiche aziendali". 
BENE, E’ OPPORTUNO CHE L’AZIENDA SI APRA A UN SERIO CONFRONTO CON I LAVORATORI, ad iniziare proprio dal clima di consociativismo che si respira in azienda. Pertanto, il Cda e il Direttore generale non si distraggano dal loro lavoro e lo svolgano con serietà, indipendenza e onestà intellettuale. 
mercoledì 9 gennaio 2019


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