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Lo ritengono un atto gravissimo, ingiustificato e senza precedenti nella storia democratica della città di Messina

I segretari generali di CGIL CISL UIL contestano il rinvio dell’incontro con il sindaco

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I segretari generali di CGIL CISL UIL Messina, Giovanni Mastroeni Tonino Genovese Ivan Tripodi, in considerazione dell’ennesimo e ingiustificato rinvio dell’incontro fra il sindacato confederale e il sindaco della città di Messina Cateno De Luca fissato per il prossimo 17 settembre, in una comunicazione hanno contestato tale rinvio
I segretari generali di Cgil, Cisl, Uil, che avevano richiesto in data 29 giugno il confronto con la nuova Amministrazione comunale, e in considerazione dell’aggravarsi di una serie di importanti tematiche per la collettività (Atm, Amam, Messina Servizi, mensa scolastica, servizio pulimento stabili comunali nonché continui e ingiustificati attacchi verbali mezzo stampa e social contro i dipendenti comunali non più sopportabili), ritengono gravissimo, ingiustificato e senza precedenti nella storia democratica della città di Messina l’ennesimo rinvio dell’incontro più volte fissato da parte del sindaco on. dott. Cateno De Luca.

Non si è fatta attendere la reazione dei lavoratori di Palazzo Zanca, attraverso un comunicato della Funzione Pubblica della Cgil, dopo l’ennesimo attacco del sindaco De Luca che li ha definiti ‘superflui’ e ‘zavorra’. Ecco il testo.

Per la FP CGIL le dichiarazioni rilasciate dal primo cittadino in sede di consiglio comunale, sono ‘uno schiaffo nei confronti di chi, quotidianamente e con sacrificio, si impegna per il buon funzionamento della macchina amministrativa’. Dopo l’accusa rivolta ai dipendenti comunali di essere abituati a chiacchierare troppo di fronte alle macchinette del caffè, alias dei fannulloni alla brunettiana maniera, il sindaco sceriffo, soprannome che siamo certi sarà per lui motivo di vanto, sferra l’ennesimo schiaffo al personale di palazzo Zanca, tacciato stavolta, di essere una zavorra». Questo l’appellativo, assolutamente inaccettabile, che il primo cittadino ha rivolto ai lavoratori della casa comunale in occasione dell’ultima seduta di consiglio. «De Luca – affermano il segretario generale della FP CGIL Francesco Fucile e la RSU Peppe Previti – si ostina ad attaccare il personale alle dipendenza del Comune senza purtroppo considerare i pericolosissimi effetti che le sue dichiarazioni sono destinati a determinare: non solo tra i cittadini-utenti, ma anche tra gli stessi lavoratori, la stragrande maggioranza dei quali, con impegno e dedizione, fanno il possibile per garantire il buon funzionamento della macchina amministrativa. Sembra che i dipendenti comunali, per il sindaco, siano buoni o cattivi “a seconda della convenienza”: sono buoni se “servono” a preparare, nel più breve tempo possibile, le carte e gli atti necessari a dare corpo ai suoi provvedimenti (vedi caso delibera Arisme), sono cattivi, o “superflui”, se invece non rispondono alle sue esigenze amministrative. Le affermazioni generiche e poco circostanziate di De Luca, troppo abituato a sparare nel mucchio pur di non deludere i suoi “elettori”, o sarebbe meglio dire i suoi followers, lo portano probabilmente a dimenticare di essere il sindaco di un’intera comunità – e non solo di una parte – composta anche da quei lavoratori che troppo facilmente finiscono nel mirino dei suoi attacchi verbali». Ai sindacalisti preme evidenziare come «pur approvando la strategia finalizzata a voler “estirpare” eventuali sacche di inefficienza, non è accettabile che il sindaco accusi i dipendenti, tanto di palazzo Zanca, quanto delle partecipate, di essere di scarso livello, sia in termini di qualità che di professionalità. E proprio restando in tema di livello, spiace constatare come fino ad oggi, nonostante le numerose inchieste giudiziarie che negli ultimi mesi hanno scosso la città, non ultima, appunto, l’operazione “Terzo livello”, il sindaco De Luca, che nel corso del suo intervento in consiglio ha denunciato la presenza di lobbies dietro alcune spese del Comune, non abbia trovato il tempo di rilasciare anche una sola dichiarazione rispetto a quanto emerso dalla indagini». In conclusione, la FP CGIL ricorda al primo cittadino «l’esistenza di appositi strumenti contrattuali utili ad intervenire nel caso in cui vengano rilevate concreti inadempienze da parte dei lavoratori. Lo “sparare nel mucchio”, finalizzato alla criminalizzazione generalizzata di tutti e di nessuno, non rientra certa in tale categoria. . Se avesse veramente a cuore il bene della città, dovrebbe confrontarsi e, dove possibile migliorare la formazione del personale. Ad oggi, invece, le parole e gli slogans si sprecano, mentre i fatti si manifestano con atti amministrativi monchi e a volte ingiusti».


giovedì 13 settembre 2018


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