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Inquinamento ambientale e distruzione o deturpamento di bellezze naturale. Sono le ipotesi di reato che hanno portato al sequestro della struttura turistica

Gela. Dune spianate per ampliare lo stabilimento. Sequestrato il Sikania- Resort.Nota Avv. Gullino

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Inquinamento ambientale e distruzione o deturpamento di bellezze naturale. Sono le ipotesi di reato che hanno portato al sequestro della struttura turistica Sikania Resort.
A eseguire il provvedimento è stata la guardia di finanza di Gela. Ravvisate diverse violazioni nelle prescrizioni disposte sia dal Comune di Butera che dall’assessorato regionale Territorio e Ambiente. Secondo le indagini, nell’ultimo decennio, il cordone dunale che esisteva nell’area sarebbe stato spianato in corrispondenza del resort con l’intento di ampliare lo stabilimento.
Per questo sono state denunciati Pietro Franza, legale rappresentante di Falconara e titolare della concessione edilizia, e Nardo Filippetti, legale rappresentante di Eden e attuale gestore del complesso.
Nella seguente nota le motivazioni della Guardia di Finanza:
La compagnia della Guardia di finanza di Gela ha eseguito nella giornata di ieri 16 gennaio un decreto di sequestro emesso della Procura di Gela, su richiesta del Pubblico ministero, dott. Ubaldo Leo, della struttura turistico alberghiera “Sikania Resort”.
 
Il sequestro preventivo è stato disposto a seguito delle accertate violazioni alle prescrizioni inserite nelle concessioni rilasciate sia dal comune di Butera che dall’Assessorato territorio e ambiente della Regione Sicilia. Ritenute integrate le condotte di inquinamento ambientale (art. 452 bis c.p.) e distruzione o deturpamento di bellezze naturali (art. 734 c.p.), è stata disposta l’applicazione della suddetta misura cautelare sull’intero complesso, al fine di impedire che il reato commesso porti ad ulteriori conseguenze e consentire, nel prosieguo, il ripristino per quanto possibile dello stato dei luoghi e dell’habitat gravemente deteriorati. A tal fine l’autorità giudiziaria procedente ha individuato la figura di un amministratore/custode giudiziario che avrà il compito di gestire la struttura alberghiera fino all’attuazione delle prescrizioni imposte. In particolare gli inquirenti hanno accertato come la realizzazione dell’area balneare del villaggio turistico sia avvenuta in violazione delle prescrizioni molto stringenti poste alla base delle concessioni poiché il sito interessato è ricadente all’interno di un’area sottoposta a vincolo naturalistico (s.i.c. ita 050011 – “Torre Manfria”).
 Fra i tanti vincoli vi era quello di non alterare l’equilibrio generale del sito dal punto di vista floro faunistico e paesaggistico e quello di preservare le caratteristiche formazioni dunali dall’erosione eolica e dal calpestio umano. La struttura, inizialmente gestita dalla società Falconara s.r.l. fu poi data in affitto, nell’anno 2014, alla società Eden s.r.l. di Pesaro. I diversificati accertamenti svolti (raffronto delle immagini satellitari rilevate dal 2006 ad oggi, esame delle planimetrie progettuali acquisite presso l’assessorato regionale territorio e ambiente di Palermo e l’ufficio del demanio marittimo di Caltanissetta, rilevamenti fotografici aerei) hanno permesso di accertare come, nel corso degli anni, il cordone dunale preesistente, la cui altezza in alcuni punti raggiungeva anche diversi metri e il cui andamento risultava continuo nel suo sviluppo longitudinale, fosse stato completamente spianato in corrispondenza della struttura alberghiera retrostante per ampliare, arbitrariamente, l’area destinata allo stabilimento balneare e come, le prescrizioni imposte dalle autorità competenti per la sua tutela, fossero state completamente ignorate.
Per tali condotte, sono stati denunciati Pietro Franza (legale rappresentante della società Falconara s.r.l., titolare della concessione edilizia rilasciata dal comune di Butera) e Nardo Filippetti (legale rappresentante della società Eden s.r.l., gestore del complesso turistico). L’attività è stata supportata da una perizia tecnica richiesta dall’autorità giudiziaria al fine di valutare la gravità dell’impatto ambientale. La valutazione dei consulenti ha escluso la possibilità di un danno irreparabile, per questo motivo i reati contestati non sono di più grave entità e soprattutto l’attività del villaggio turistico è stata affidata ad un amministratore giudiziario che curerà l’aspetto delle bonifiche necessarie. Questa nomina permetterà, qualora venga ripristinato lo stato dei luoghi nel rispetto delle prescrizioni imposte dalle concessioni, la normale operatività della struttura.
Riceviamo e pubblichiamo la nota dell’avvocato Gullino, difensore dell’imprenditore Pietro Franza, indagato nell’inchiesta della procura di Gela per presunte violazioni paesistiche.
Nella giornata di ieri 17 gennaiio è stato notificato un decreto di Sequestro preventivo del GIP del Tribunale di Gela avente ad oggetto una struttura alberghiera e dell’annesso stabilimento balneare denominato Sikania Resort, sito in territorio di Butera, per presunte violazioni paesistiche. La notifica del sequestro è stata effettuata alla Falconara SRL, di Messina, in quanto proprietaria, ed alla Eden Srl, di Pesaro, in quanto titolare della gestione del resort. Fermo restando che si avrà modo di dimostrare alla competente autorità giudiziaria, nei modi e termini di legge, la insussistenza di qualsiasi illecito, corre l’obbligo, sin d’ora, chiarire che le violazioni ipotizzate riguarderebbero le parti di territorio ricadenti nella concessione demaniale antistante al Villaggio turistico, detsinata alla balneazione, e non interessano certamente le aree nelle quali è stata costruita in passato (2006-8) la complessiva struttura turistica che invero ha da sempre rispettato tutte le norme in materia e le prescrizioni di legge e di regolamento imposte per questo tipo di sviluppo turistico. Tant’è che il Resort è aperto e funziona da quasi dieci anni, perfettamente inserito nell’habitat naturale del luogo, sottoposto più volte a controlli da parte delle autorità senza alcun esito negativo. Nel decreto di sequestro e nel verbale di esecuzione si chiarisce infatti che la misura è stata adottata per l’intero Villaggio e non solo per la parte antistante connessa alla balneazione, solo perchè quest’ultima avrebbe una “stretta interdipendenza funzionale con la prima”; delimitandosi, comunque, mediante l’apposizione di paletti e nastro continuo, i luoghi esatti della parte antistante il resort in cui sarebbero state individuate le predette violazioni. Violazioni che, in ogni caso, avrebbero comportato, anche secondo quanto si contesta nel provvedimento, un presunto danno non irreparabile, tanto che esse, fino all’agosto del 2015, non erano neppure considerate reato, essendo stato questo introdotto (con l’art. 452 bis del codice penale) solo nell’agosto 2015, diversi anni dopo, dunque, la realizzazione della struttura. Tanto si doveva a precisazione delle notizie divulgate dalla stampa, altrettanto doverosamente precisandosi che sia la proprietà che il gestore restano a disposizione dell’Autorità Giudiziaria e dell’amministrazione giudiziaria, per ogni esigenza di chiarimento e, se necessario, di intervento sui luoghi, per la ripresa dell’attività.
Avv. Alberto Gullino
mercoledì 17 gennaio 2018


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