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Secondo appuntamento dell’iniziativa “Laboratorio per Messina 2018” con Tonino Genovese e Ivo Blandina

Il MCL e le proposte per “Messina 2018“

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Il dialogo con la città oggi parte dalle forze associative, dai corpi intermedi, non più dalla politica”. 
Interviene così il presidente provinciale del Movimento Cristiano Lavoratori di Messina, Fortunato Romano, all’apertura del secondo appuntamento del “Laboratorio per Messina 2018”, un ciclo di dieci incontri promossi dal MCL per analizzare il presente e costruire il futuro della città con l’obiettivo di consegnare a chi si candida alle amministrative di giugno 2018 un’agenda di governo con priorità e proposte. 
Interpretare un momento di grande difficoltà – continua Fortunato Romano – e contestualmente dare ascolto e voce ad una città che per troppo tempo non è stata ascoltata. Con questi incontri vogliamo mettere insieme competenza e responsabilità rimettendo al centro il cittadino perché si possano programmare interventi strategici per lo sviluppo e il benessere della comunità”. 
L’incontro di ieri sera in una gremita sede provinciale in via Romagnosi 2, ha visto gli interventi di Ivo Blandina, Ex Presidente di Confindustria Messina e attuale Presidente della Camera di Commercio e Tonino Genovese, Segretario generale CISL Messina. 
Al centro il dialogo con i cittadini e i temi fondamentali per lo sviluppo di Messina, con un’attenzione rivolta in modo particolare al tema del lavoro che in città diventa sempre più precario. 
Come sottolineato dal segretario Cisl Tonino Genovese, “se c’è un lieve incremento del dato occupazionale, nei primi sei mesi di quest’anno sono stati avviati al lavoro 11.648 lavoratori, dall’altro bisogna constatare che circa l’81% degli avviati sono a tempo determinato, e questo conferma la debole efficacia del Jobs Act nella nostra provincia. Analizzando più approfonditamente è la fascia compresa tra i 45 e i 65 anni di età quella che ha trovato lavoro. Sulle aziende c’è un aspetto positivo, ovvero le ditte individuali diminuiscono a fronte di un aumento delle forme societarie. Un calo si registra nei settori dell’agricoltura, dell’industria e dell’edilizia, diminuiscono anche le aziende commerciali di ben 696 unità. Aumentano invece tutte le aziende dei servizi, dell’assistenza e supporto alla persona”.
Una lieve ripresa sembra esserci ma manca ancora l’assenza di prospettive per un lavoro produttivo, mancano le opportunità di creare lavoro, manca la produzione. La nostra provincia è ancora indietro su molti fronti ed alcune cause di questo blocco possono essere imputate alla grave arretratezza infrastrutturale ed imprenditoriale. 
Il mondo delle imprese reagisce e gli effetti a livello occupazionale lo dimostrano, sottolinea Ivo Blandina, seppure con qualche limite. Il dato drammatico sulla cancellazione di imprese nel 2016 è confortato e ridimensionato dai dati del 2017, anche se parziale. Ci sono verità che riguardano la crisi profonda del settore manifatturiero e dell’edilizia, con un aumento della disoccupazione e con un riflesso insopportabile sul settore terziario e non solo”. 
è necessario e responsabile, dunque, trovare soluzioni, il tempo delle parole è finito, servono azioni concrete per rimettere linfa ad un territorio potenzialmente ricco di opportunità. 
Foto di Antonio De Felice
martedì 12 dicembre 2017

Cristina D'Arrigo

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