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L'intervento dell'on. Enzo Garofalo

Società Stretto di Messina, liquidata nel 2013, ma costa ancora 1,5 mln l´anno

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E’ opportuno “un ulteriore intervento del legislatore per giungere ad una più celere liquidazione” della società Stretto di Messina spa “dal momento che la mancata estinzione determina un rilevante onere finanziario per il mantenimento in vita della concessionaria, che la legge indicava in un anno”.
Il Ponte sullo Stretto non c'è, ma la società Stretto di Messina, nata per realizzare l'infrastruttura, presenta ancora un conto salato alle casse dello Stato: 1,5 milioni di euro all'anno. Lo ha evidenziato la Sezione centrale di controllo sulla gestione delle amministrazioni dello Stato della Corte dei conti, rimarcando in particolare come benché sia stata posta in liquidazione il 15 aprile 2013 la società risulta ancora oggi attiva nonostante il termine di un anno previsto per l'estinzione. Per questo -si rileva - "la chiusura della vicenda liquidatoria risulterebbe agevolata da un intervento legislativo".. La Corte dei conti passa in rassegna tutta la complicata vicenda della società e conclude che, "considerata l'assenza di attività, se non quella di resistenza in giudizio, affidata, peraltro, ad avvocati esterni, è necessario procedere ad un ulteriore abbattimento dei costi societari. Infatti, l'onere per il mantenimento in vita della concessionaria, sceso sotto i due milioni solo nel 2015, risulta ancora rilevante, essendosi attestata, per il 2016, sopra il milione e mezzo", con una previsione per il 2017 pari a un milione. La Corte ricorda poi i soldi già spesi fino ad oggi per l'infrastruttura mai realizzata. Complessivamente, fino al 2013, la spesa è stata di 312 milioni e 355 mila euro, di 75 milioni soltanto di studi di fattibilità, ricerche e progetti antecedenti all'approvazione del progetto, avvenuta nel 2003.
Corte Conti: Garofalo (Ap), Governo intervenga per ridurre costi Stretto Messina Spa  e affidi ad Anas o Fs la realizzazione del Ponte' (Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) -
Dopo la "bacchettata" della Corte Conti il Governo intervenga per ridurre i costi della societa' Stretto di Messina. Lo chiede Vincenzo Garofalo (Ap), vicepresidente della commissione Trasporti della Camera. 'Ancora una volta la Corte dei Conti bacchetta lo Stato sui costi per il mantenimento in vita di Stretto di Messina Spa, la concessionaria costituita per la costruzione del Ponte e posta in liquidazione nel 2013. Tre milioni e mezzo di euro solo negli ultimi due anni. Gia' lo scorso febbraio con una interrogazione parlamentare avevamo sollecitato il Governo ad intervenire con gli appositi strumenti per accelerare la definitiva liquidazione della societa'. Da troppi anni si trascina infatti questa situazione di cui a farne le spese sono soltanto i cittadini. Adesso pero', dopo le nuove critiche della magistratura contabile, il Governo non puo' pensare di rimanere immobile in attesa che si definiscano i contenziosi in essere, ma ha il dovere comunque di battere un colpo per ridurre quanto prima questi costi che rimangono enormi per la comunita'. Allo stesso tempo - conclude Garofalo - mi auguro che prenda finalmente in seria considerazione la possibilita' di affidare a Anas o a Ferrovie la realizzazione del Ponte'.
venerdì 24 novembre 2017

Dario Buonfiglio

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