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Con iuna nota diretta al sindaco Accorinti e alle autorità competenti della Regione

Garante per la Disabilità della Regione Siciliana, chiede il ripristino urgente del servizio

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La Dott.ssa Giovanna Gambino(nella foto), Garante per la Disabilità della Regione Siciliana, chiede il ripristino urgente del servizio al sindaco Accorinti. A seguire la sua nota diretta  Alla Regione Siciliana – Presidenza Alla Regione Siciliana – Assessorato della Famiglia, delle Politiche Sociali e del lavoro Per conoscenza Al Sindaco di Messina A Cittadinanzattiva Sede provinciale di Messina:
Oggetto: Avvenuta conoscenza di iniziative del Comune di Messina, finalizzate alTinterruzione del servizio di assistenza domiciliare a disabili gravi e gravissimi – Richiesta di intervento urgente per il ripristino del servizio.

In esecuzione del potere conferito dall’art.9 c.l lettera b) della legge regionale 10 agosto 2012, n.47, questa Autorità Garante segnala che nel Comune di Messina, terzo per popolazione nella Regione, la locale dirigenza amministrativa del settore servizi socio/assistenziali ha inopinatamente interrotto, nei confronti di diversi cittadini affetti da gravi disabilità, il servizio di assistenza domiciliare Questa Autorità ha infatti nelle scorse ore ricevuto, dalla sezione provinciale di “Cittadinanzattiva” (a cui la presente è inviata per conoscenza) un’ articolata segnalazione/dossier contenente anche copie di note e comunicati dello stesso Comune, da cui si evince la manifesta infondatezza delle ragioni addotte dal Comune per assumere tale posizione negatoria di diritti. Ed invero, come ampiamente noto, il tema della compartecipazione alla spesa per i servizi di assistenza domiciliare è stato ripreso, nel corso di quest’ultimo periodo, proprio a causa dell’inadeguatezza, della manifesta illogicità e della erronea applicazione di regolamenti illegittimi degli enti locali, (anche a causa del vuoto normativo regionale che si trascina da diversi anni sulla materia) e tutti i comuni dell’isola, anche in considerazione delle ben più gravi conseguenze derivanti da contenziosi per loro perdenti, hanno continuato ad erogare l’assistenza domiciliare anche in assenza di compartecipazione. Non è, peraltro, accettabile, da un lato, che il Comune suddetto subordini la ripresa del servizio al pagamento di somme arretrate di compartecipazione basate su calcoli che si appalesano non sorretti da alcun fondamento giuridico e dall’altro che si affermi pure, da parte della dirigenza di quel Comune, che le sentenze che hanno condannato gli enti locali al ripristino immediato del servizio per fattispecie di comportamenti amministrativi analoghi o comunque ascrivibili riguardino solo le prestazioni socio/sanitarie e non quelle sociali. Tale affermazione è assolutamente priva di fondamento. Ed invero, non può essere consentito che neH’ambito della stessa Regione possa, il terzo Comune dell’isola, negare il servizio di assistenza domiciliare quando, solo a titolo esemplificativo, anche nel comune capoluogo di regione tale servizio è giustamente e regolarmente erogato nelle more del “riordino” regionale della normativa. Tale insopportabile disparità di trattamento fra cittadini destinatari di identici diritti non può che essere fatta cessare senza ritardo da codesta Autorità Regionale, da cui si attende immediato intervento per il ripristino del servizio di assistenza domiciliare nel Comune di Messina. Si rammenta, peraltro, che i parametri di valutazione della “capacità economica” delle persone con disabilità non possono essere affidati a regole locali estranee al tessuto giuridico vigente al di là di ogni ragionevole dubbio, e che devono invece essere posti in essere, nelle more del “vuoto” legislativo regionale, principi più generali di prudenza amministrativa e atteggiamenti amministrativi non palesemente vessatori, come quelli che si evincono dalla lettura del carteggio qui fatto pervenire. E’ insopportabile apprendere, tra l’altro, che numerosi cittadini di quel comune, (probabilmente non a conoscenza della circostanza che se avessero impugnato i provvedimenti di richiesta di somme non dovute avrebbero ottenuto la prosecuzione del servizio e il risarcimento del danno) sono stati indotti a richiedere formalmente la cessazione dello stesso servizio perché non in grado, economicamente, di pagare le consistenti “rette” pretese daH’amministrazione. Ma vi è di più: una previsione di quota compartecipativa, quand’anche e se legittima nell’ambito della fattispecie attenzionata, deve essere comunque, nel concreto, oltreché ancorata a ben precisi e certi riferimenti di diritto (cosa che non si appalesa affatto nelle “ricostruzioni giuridiche” addotte dall’amministrazione comunale di Messina) anche sagomata alle reali capacità economiche dell’utenza, ed è assolutamente inaccettabile che tali elementari principi non siano stati osservati nella fattispecie che si segnala, con riguardo specialmente alle clamorose richieste di corresponsione di ingenti somme a vario titolo fatte pervenire alle persone interessate. S’ invita pertanto codesto Assessorato alle immediate attività conseguenti per il ripristino di elementari principi di uguaglianza fra cittadini portatori di identici diritti nell’ambito regionale. S’ invita nel contempo il Sindaco di Messina, a cui la presente è diretta per conoscenza, a sottoporre a verifica urgente l’operato posto in essere dalla dirigenza del settore socio assistenziali, con contemporanea emanazione di urgentissimo e correttivo atto di indirizzo tendente al ripristino, a vista, del servizio di assistenza domiciliare inopinatamente interrotto a diversi cittadini già sufficientemente vessati “a vita” dalla loro condizione.
martedì 14 novembre 2017


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