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Assessore Signorino presenta itinerari ed escursioni in trekking

Messina valorizza fortezze su Peloritani

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 "La nostra città punta sempre di più sul turismo di qualità e per questo vogliamo valorizzare la fruizione dei monti Peloritani e i "forti" messinesi: un sistema di oltre 20 costruzioni militari di rara bellezza e di grandissimo valore paesaggistico che sono diventati dei veri contenitori culturali, ospitando al loro interno eventi musicali, spazi espositivi, aree museali, percorsi naturalistici, a piedi e con fuoristrada, di straordinaria bellezza". A dirlo l'assessore comunale al Turismo di Messina Guido Signorino presentando itinerari tra i forti messinesi da proporre ai visitatori ed escursioni in trekking sui monti Peloritani.
 "Costruiti nella seconda metà dell'800 per difendere lo Stretto da attacchi nemici, - ha precisato il prof. Vincenzo Caruso, referente Coordinamento Forti dello Stretto - i Forti di Messina sono oggi delle magnifiche terrazze da cui ammirare uno dei panorami più belli al mondo. Messina, con il suo porto naturale, per la sua posizione geografica privilegiata ha assunto nei secoli un posto di rilievo dal punto di vista storico, militare e strategico nel Mediterraneo. Le dominazioni susseguitesi hanno dotato la città dello Stretto di una serie di fortificazioni che la rendono unica tra le città marinare d'Europa. Dall'epoca spagnola fino al periodo umbertino, le opere fortificate di Messina sono un segno del passato, che costituiscono oggi un provato esempio di valorizzazione turistica finalizzata ad una ricaduta economica positiva sul territorio".
"Unici per tipologia per la loro posizione strategica e paesaggistica - prosegue Signorino - una volta recuperati e resi fruibili alla collettività dagli Enti e dalle Associazioni che li gestiscono, d'intesa con il Comune di Messina, i Forti dello Stretto sono un patrimonio eccezionale per la nostra città".I Forti, facenti parte del Piano Generale di Difesa dello Stato (denominati talvolta umbertini perché edificati sotto il Regno di Umberto I), vennero quindi realizzati sulle colline, completamente invisibili dal mare, con terrapieni a ridosso delle murature e dotati di potenti artiglierie. Con l’inizio della realizzazione delle strade militari, nel 1883 si diede inizio ai lavori di costruzione delle fortezze che vennero completati nel 1914. I forti che si affacciano sullo Stretto furono armati con potenti obici da 280 mm, cannoni da 149 e da 75 mm, ad eccezione dei forti di montagna, Antennamare, Campone, Ferraro e dei Centri (costa siciliana) armati solo con artiglierie di piccolo calibro perché avevano invece una funzione di controllo su eventuali attacchi di fanteria provenienti dalla piana di Milazzo.
lunedì 13 novembre 2017


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