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197° Anniversario Istituzione Forestale

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Il 15 ottobre 1822 Carlo Alberto di Savoia, re di Sardegna e Duca di Savoia, istituisce l’Amministrazione Forestale per la custodia e la tutela dei boschi nel Regno di Sardegna, organizzando l’attività in modo capillare per ogni provincia del Regno. Nel Regno d’Italia la sensibilità e l’attenzione per la “forestale” si afferma nel 1869 con la nascita del Regio Istituto Forestale di Vallombrosa (FI). Forse uno dei primi successi dovuti al Reale Istituto Forestale, si deve il contrasto del dissesto idrogeologico ed all’emanazione del regio decreto nr. 4239 del 2 dicembre 1877. Nel 1910 con la legge Luzzatti – 2 giugno 1910 nr. 277 – viene istituito il primo corpo forestale: il Corpo reale delle foreste, posto alle dipendenze del ministero dell’agricoltura. Nel 1926, con il regime fascista, il Corpo Forestale subisce la prima soppressione e viene istituita la Milizia Nazionale Forestale. Durante la seconda guerra mondiale la Milizia Nazionale Forestale è distolta dalla sua funzione tecnica di controllo ed è impiegata nel conflitto. Forse un corpo forestale non era più utile, considerando la necessità di legno che indusse a disboscare interi territori. Dopo la guerra, con il decreto legislativo del 12 marzo 1948, soppressa la Milizia Forestale, viene fondato ilCorpo Forestale dello Stato. Nasce così il primo corpo di polizia civile militarmente organizzato, costituito da personale tecnico con funzioni di polizia. Nel 1970 a causa delle recrudescenze miliziane, alti funzionari del Corpo sono coinvolti nel cd “golpe Borghese”. Dopo anni, le assoluzioni riportarono gli accusati ed il Corpo alla dignità sempre difesa dagli uomini e dall’Istituzione Repubblicana. Nel 1981, con la legge nr. 121, il Corpo Forestale dello Stato venne inserito tra le forze di polizia dello Stato. Da qui una lunga serie di successi che portano all’affermazione dei compiti e funzioni del Corpo, sino alla nascita dell’idea di regionalizzare il Corpo, per una maggiore speditezza delle azioni, lasciando però la regia ed il coordinamento allo Stato. Ma questa idea non venne accettata dai cosiddetti poteri forti, e da qui che inizia una lunga agonia del Corpo Forestale dello Stato, alimentata dai crescenti attriti fra questo e i corpi forestali delle regioni e province autonome. La memoria non aiutò a ricordare le origini sarde.Tutto ciò indebolì azione e compiti ed alimentò i primi tumultuosi venti che fecero intravedere (ma solo pochi lo intravidero) un futuro non roseo della gloriosa Istituzione. Così il fantasma della ghigliottina della soppressione avanzò non visto. La discutibile necessità della riduzione economica dei costi dei Corpi di polizia voluta dal governo Renzi, invece di declinarsi nell’accorpare le diverse forze di polizia articolandone le competenze in dipartimenti, partorì la soppressione di un Corpo, quello dedicato alla tutela dell’ambiente. Così l’1 gennaio 2017 il Corpo Forestale dello Stato venne cassato ed il personale trasferito – anche di autorità – in varie altre istituzioni, anche militari come l’Arma dei Carabinieri.

Dal 2017 l’Istituzione Forestale continua a vivere nei corpi delle regioni e province autonome, articolate, a differenza Corpo Forestale dello Stato, per competenze territoriali. Oggi, forse, grazie al Corpo Forestale di Bolzano, al Corpo Forestale di Trento, al Corpo Forestale del Friuli Venezia Giulia, al Corpo della Sardegna, al Corpo Forestale della Sicilia ed al Corpo Forestale della Val d’Aosta, c’è ancora una possibilità di rifondare l‘Istituzione Forestale Italiana (Corpo Forestale Italiano Federato). Non sarà facile né semplice – ne siamo convinti – non solo per le difficoltà relativa alle alchimie politiche, ma anche – e forse più – per la stupida presa di posizione degli ex del Corpo Forestale dello Stato con ancora potere politico che, nascondendosi (in buona o mala fede) sotto la inutile speranza della rinascita del Corpo Forestale dello Stato, si ostinano ad ostacolare l’unica possibilità esistente : “ la nascita di una Federazione Forestale – nazionale ed autonomie regionali e provinciali.

L’Associazione Nazionale Forestali Italiani (A.N.Fo.I.) con lo spirito Forestale e con la convinzione che solo l’unità dei Forestali possa costituire un valido sostegno per la “causa Forestale”, ha voluto organizzare un incontro per i 197 anni dell’Istituzione, ed ha dato appuntamento a tutti i Forestali d’Italia, e chiunque guarda e frequenta monti, boschi e la natura in genere, sotto le fronde “du iliciu di Carrinu”, nei boschi del demanio forestale del Parco dell’Etna, in agro del comune di Zafferana Etnea.

“U iliciu di Carrinu” è un albero di leccio di circa 700 anni, inserito negli alberi monumentali d’Italia nel 2014, su proposta dell’allora comandante del Distaccamento forestale di Zafferana Etnea commissario Sebastiano Cavallaro. Da 197 anni l’Istituzione Forestale difende e tutela l’ambiente, (da qualche centinaio di anni prima della nascita di qualsiasi associazione ambientalista delle varie declinazioni).

Lo scioglimento del Corpo Forestale dello Stato ha colpito tutti i Forestali (del corpo cassato e degli altri corpi), in tutti pare abbia suscitato indignazione per la distruzione di quelle competenze a difesa del territorio e dell’ambiente nel suo complesso, ma non si capisce perché fra i Forestali ci siano tante divisioni (spesso nascoste dietro i loghi di diverse associazioni o, peggio, dietro ridicoli snobismi e pretese di primogenitura quasi una specie di “razzismo verde”). Eppure parrebbe utile che tutto il movimento Forestale si unisse, magari – fra le tante idee – sostenere un progetto che sia politicamente accettabile e giuridicamente realizzabile, come ad esempio una federazione (corpi esistenti e corpo azzerato) che potrebbe favorire il rilancio, la rinascita di un Corpo Forestale Italiano, quindi il ritorno all’attività di tutela del territorio, delle indispensabili competenze e professionalità per difendere l’Ambiente in Italia.

(Giovanni Tornesi)

domenica 13 ottobre 2019


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