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Petizione popolare dissesto Capo Alì

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Messina - Il Comitato No FRANE-NO PRECARIETA’  lancia la petizione popolare sulle  frane di Capo Alì e il dissesto idrogeologico e stradale della zona della riviera jonica messinese, continuando così la battaglia per la tutela del territorio.  Lo annuncia Giacomo Di Leo, coordinatore del Comitato NO FRANE-NO PRECARIETA’, primo firmatario dell’istanza che sarà protocollata  alle Procure di Messina, di Reggio Calabria, di Palermo e agli organi competenti (A.N.A.S., Sindaco di Alì Terme, Dott. Carlo Giaquinta, Sindaco di Itala, Avv. Antonino Crisafulli, Sindaco di Scaletta Zanclea, Dott. Gianfranco Moschella, Protezione Civile, Genio Civile, R.F.I. ). Tra i primi firmatari anche l’attivista del Comitato Divieto Francesco Aloisi, che si è sempre battuto insieme al Comitato Divieto per la risoluzione definitiva del problema. Dopo l’archiviazione da parte della Procura di Messina in data 09/12/2016, dell’esposto denuncia presentato dal Comitato No Frane e dal Comitato Divieto di Scaletta Zanclea, Di Leo spiega le preoccupazioni che hanno portato a questa nuova iniziativa, che vede coinvolti oltre che singoli cittadini dei comuni limitrofi a Capo Alì anche celebri artisti siciliani e nazionali. L’arrivo della stagione delle piogge, caratterizzato da un clima tropicale con improvvise “ bombe ” d’acqua e con alcuni torrenti della riviera ionica ancora pieni di detriti, segnatamente le conseguenze di queste “tempeste”  d’acqua su Capo Ali’ ci fa presagire un autunno-inverno inquieto.  Per porre rimedio a tale situazione incresciosa,che circa un anno fa’ culminava con una frana che travolgeva un automobilista, rimasto ferito,  da tempo i comitati della zona si battono per una soluzione strutturale del Problema.  Ad un anno dalla tragedia, dopo l’esposto depositato dai Comitati “No Frane…” e “ Divieto”, presso la Procura della Repubblica, nulla è cambiato, infatti, la manutenzione di tale tratto stradale è rimasta precaria e insufficiente. In questi mesi, come Comitati, abbiamo monitorato tutto il tratto stradale oggetto di tali insidie, appurando con rammarico che le reti paramassi che dovrebbero proteggere il costone, sono state rattoppate in maniera superficiale e precaria lasciando così persistere un pericolo perpetuo che potrebbe essere causa di tragedie evitabili. , gli scriventi hanno più volte proposto la realizzazione di gallerie paramassi esterne, per mitigare il pericolo. Un canale di scolo (per convogliare e drenare le acque reflue) sarebbe propedeutico per la realizzazione delle gallerie artificiali, gallerie che abbiamo prontamente già fatto disegnare da esperti e ovviamente una buona piantumazione in cima al costone rocciosa di Capo Alì. Rinnoviamo pertanto con questa petizione popolare gli obiettivi di lotta già fissati in questo ed altri documenti,  nell’augurio che finalmente gli organi competenti intervengano con le opportune ed incisive soluzioni strutturali, mettendo da parte soluzioni tamponi, che si traducono solo in speculazioni e perdita di tempo prezioso per mettere in sicurezza il costone roccioso e conseguentemente gli automobilisti, i ciclisti e i pedoni che da lì transitano .

Giacomo Di Leo e Mariano Russo per il Comitato NO FRANE-NO PRECARIETA’

(FotoSklynews.it)



sabato 14 settembre 2019


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