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Lavori in corso

70 settimana liturgica: L´uomo al centro

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Sono in corso i lavori della 70 settimana liturgica, che vedono la partecipazione di oltre 500 persone da tutta Italia. A dare l'avvio, dopo i saluti Istituzionali, la prolusione di Fr. Enzo Bianchi, fondatore e già priore di Bose.
La società di oggi, ha spiegato, si caratterizza, non per un ateismo, ma per una indifferenza. Per molti  Dio è qualcosa di indifferente, che non è come dire non lo conosco, ma mi è indifferente. Quindi, si può rispondere a  questo interrogativo, sottolineando alcune questioni, ovvero: Primo punto che il cristiano non può oggi evadere la storia, ma è necessario che sia oggi fedele al Vangelo, pur cosciente di essere una minoranza, pur cosciente che il mondo tira da un'altra parte, senza cercare l'audience o senza andare dietro l'aria che tira. Atteggiamento tipico di quello che magari oggi  avviene in tanti campi della vita, ma andando a recuperare la fedeltà al Vangelo. Secondo punto: Qual è la fedeltà al Vangelo? La fedeltà al Vangelo è la fedeltà all'uomo. La nostra religione, infatti, è la religione per eccellenza di umanità. Dio, infatti, si è fatto uomo, quindi l'uomo è al centro. La liturgia, dunque, che è il tema di questa settimana, deve toccare il cuore dell'uomo, ma soprattutto passare dal rito, ovvero quello che significa mettere in piedi una celebrazione, all'attenzione concreta verso l'uomo di oggi, nella sua fragilità e nella sua debolezza, sfaccettato a 360° (per il video integrale della prolusione clicca qui).
La giornata successiva è stata caratterizzata dagli interventi di don Pasquale Basta, che si è soffermato sulla necessità che la liturgia sia il luogo dell'autogratificzione dell'uomo
Tante volte può capitare, ha detto, che ci si fermi alla persona che presiede l'Eucarestia, che ci si fermi all'esteriorità, anche bella, dei paramenti, ovvero di quello che può attrarre di più, ma alla fin fine è il luogo della glorificazione di Dio. Non è, quindi, un teatro sacro e, in quanto tale, è il rimedio all'egocentrismo, non l'uomo al centro, ma Dio, che ci santifica e poi l'uomo rende gloria a Dio. 
Su questo si è agganciato Padre Ildebrando Scicolone, nella seconda comunicazione, riprendendo il tema della santità. 
La santità, infatti, non è una conquista umana, ma un dono che ci viene regalato da Dio attraverso i sacramenti dell'iniziazione cristiana, che sono nel loro ordine teologico: il Battesimo, la Cresima e poi l'Eucarestia. Questo dono di Dio è necessario che venga alimentato, coltivato e sviluppato per raggiungere la sua pienezza. In particolare,
ha sottolineato Scicolone, noi siamo santi, ma non beati. Nel senso che siamo resi santi dai sacramenti che riceviamo, ma la beatitudine  è qualche cosa che si sviluppa e si raggiunge progressivamente. La Liturgia è il luogo dove Dio continua ad alimentare dentro di noi la santità. (per gli interventi integrali clicca qui)
Ad arricchire i lavori oggi la presenza di tanti vescovi e in particolare di Mario Meini, Vicepresidente della conferenza episcopale siciliana, che presiederà la messa in Cattedrale alle 18.30, in rappresentanza anche dei Vescovi che non hanno potuto prendere parte all'evento.
martedì 27 agosto 2019

Marilena Faranda

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