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Si concludono gli appuntamenti della biblioteca sul rapporto dei siciliani con la loro terra

La terra fecondata, il grano e la Sicilia tra mito e storia

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Si sono conclusi gli appuntamenti organizzati dalla Biblioteca Regionale Universitaria“Giacomo Longo” di Messina, in collaborazione con il Museo Cultura e Musica Popolare dei Peloritani e l’Associazione culturale Kiklos, per affrontare il tema della rapporto dei siciliani con la propria terra e, in particolare, con i “grani antichi” siciliani.
A moderare la giornata conclusiva dell’evento, titolato “La terra fecondata : il grano e la Sicilia – Mito, storia, tradizioni e green economy, il dott. Mario Sarica. 
A portare i saluti istituzionali il Dirigente responsabile della Biblioteca, Tommasa Siragusa; il Presidente della Confcommercio di Messina, dott. Carmelo Picciotto; il Presidente dell’Ucsi Sicilia, dott. Domenico Interdonato; il Presidente dell’Associazione culturale Kiklos, Salvatore Bombaci, i quali hanno posto l'attenzione sull'importanza di avviare un corretto ciclo alimentare per favorire la sostenibilità e la biodiversità. 
Degna di nota la relazione del dott. Sebastiano Blangiforti, funzionario presso la Stazione Consorziale Sperimentale di Granicoltura per la Sicilia, con sede in San Pietro di Caltagirone che ha parlato fra l'altro delle problematiche in cui incorrono gli agricoltori nel promuovere gli antichi grani siciliani, dovendoli difendere dai falsi pregiudizi creati appositamente dai produttori dei cosiddetti "nuovi" grani, che come ha ricordato non è altro che una differenziazione convenzionale. Si direbbe, infatti, che i nuovi grani contengano meno glutine per i celiaci e che, quindi, facciano meno male e che siano adatti per le colture bio, ma in realtà gli antichi grani siciliani sono migliori e più adatti a creare un ciclo di sostenibilità e un'agricoltura bio. Ha ricordato, inoltre, Blangiforti come la Sicilia sia ricca di grano, sia quello "duro", che quelli più "teneri". 
Si è proseguito con la presentazione e proiezione di un video sul ciclo del grano, realizzato dalla prof.ssa Maria Mancuso Fuoco, attraverso le opere pittoriche del padre Antonino, che vedeva sparire questa tradizione e decise di dipingerne le varie fasi. A corredo del video, in cui la professoressa ha spiegato ciascuna fase, il sottofondo musicale che i contadini cantavano durante il lavoro nei campi. 
A porre l'accento sulla biodiversità e sostenibilità l’ing. Francesco Cancellieri, responsabile per l’ambiente e biodiversità di Slow-Food Sicilia, che ha affrontato questi spinosi argomenti tramite la visione di due video: uno sul progetto e un video istituzionale sulla Biodiversità di Slow-Food.
 
Il dott. Sarica ha, quindi illustrato, il progetto "A scuola di Gusto", ovvero un progetto didattico di rigenerazione del grano, sponsorizzato dell’Associazione culturale “Don Minico”, dal Museo dei Peloritani e dall'Associazione Kiklos
A seguire, letture di brani scelti a cura dell’Associazione “Antonello da Messina”, che interpretati dall’attore Gianni Di Giacomo, ci hanno ricordato l'antico rapporto fra la Sicilia e il grano. 
A concludere un gruppo di cantori dei Nebrodi, che hanno fatto rivivere ai presenti, con i loro canti, il tempo in cui anche loro li intonavano durante il lavoro della terra per divertimento e per propiziare o ringraziare del raccolto, fra questi il più famoso e il Salve Regina.
La manifestazione si è conclusa con degustazioni a tema, dolci e salate, a cura dell’Ecomuseo del Grano di San Filippo Superiore con Nino e Angela Bebba e dell’esercizio commerciale del Maestro Pasticciere Ambasciatore del Gusto, Lillo Freni. 
Foto di: Antonio De Felice
sabato 29 giugno 2019

Marilena Faranda

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