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Gli effetti dell'inquinamento del nostro pianeta

Le bizze del clima

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Con tutti i casini che di questi tempi riempiono i nostri discorsi, telegiornali, stampa locale e nazionale, ecco, a tutto questo ci mancava solo lo scompiglio climatico e sta benedetta primavera che fino a qualche giorno fa ha giocato a nascondino prendendoci in giro. Gli stormi cinguettanti che da sempre arrivavano a darci la buona novella, sono stati abbattuti o falcidiati da temporali, tuoni, allagamenti, fulmini e nevicate e grandinate. 
E i superstiti, sconvolti e infreddoliti, si sono rifugiati nei sottotetti delle nostre case o dietro le caldaie o fonti di calore per resistere all’inatteso gelo. Insomma abbiamo dovuto prendere atto che “sic et simpliciter” la Primavera si sia dimenticata di arrivare Ecco, con questo quadro oggettivo, in tanti se non i più, hanno continuato a blaterare di riscaldamento, di effetto serra, ghiacci sciolti e buchi nell'ozono, e quindi che il Pianeta dobbiamo salvarlo dal fuoco e fiamme. Sull'altro versante Invece, ci sono quelli che - come si usa ormai dire parlano con la “pancia” - sono incavolati neri e non condividono i disordinati cortei formati da ragazzi vocianti frasi fatte e sconnesse. Si è trattato di manifestazioni organizzate da gruppi di ragazzi/e delle scuole medie, urlanti frasi fatte, delle quali i più, probabilmente non ne conoscono l’esatto significato ma il cui scopo principale a mio modesto parere, è stato quello di trovare la “buona”ragione per saltare qualche giorno di scuola con la scusa di dovere imprecare a squarciagola contro il “clima che ci sta soffocando”. Ma figuriamoci. Ma quale caldo torrido; guardiamoci intorno, i grilli ancora non cantano e i fiori nel mio balcone non sbocciano. Un mese di Maggio così gelido come quello che è appena andato a farsi f….re non ce lo ricordavamo da tempo immemorabile. Le truppe “gretine” fingono di non sapere che la Primavera, oltre che essere una stagione, rappresenta un particolare stato d’animo. I predicati sfracelli del caldo risultano smentiti dai numeri e i numeri ci hanno documentato temperature di + 10 e –tre nei prima 5 mesi dell’anno. Onestà e senso della realtà vorrebbero si ammettesse che mesi molto freddi o caldi fuori stagione, tornano periodicamente e che vociare di processi degenerativi del clima, al primo starnuto atmosferico, sia un’esagerazione tesa a creare discussioni e inventare tempeste. Il clima di questo inizio di Giugno mi pare ci stia convincendo a depositare stivali, sciarpe, giubbotti e berretti e che sia finalmente arrivata la Stagione dei 30 gradi all’ombra, dopo che Marzo Aprile e Maggio ci hanno elargito un sonoro “maramao”. La ritardata bella stagione, il primo caldo di Giugno ha fatto venire alla mente di noi anziani, il “barista ciociaro Bastiano” e la famosa frase “Fusse che fusse la vorta bbona” del grande Nino Manfredi nel Programma TV “Canzonissima” nell’anno 1959. Sicuramente assisteremo ancora a manifestazioni denominate KLIMATET la cui origine è stata l’iniziativa spettacolare posta in essere in quel di Stoccolma da una sedicenne studentessa (con qualche patrocinatore interessato alle spalle) , tale GRETA Thunberg. Questa ragazza, un bel giorno è stata fatta mettere all’ingresso della Scuola che frequenta, agitando un manifesto con la scritta: “SKOLSTREJK FOR KLIMATE”. Una ragazza della quale – immagino - tutti abbiano pensato (ma il politically/correct ha le sue ipocrite leggi) che a certa età e meglio occuparsi o dibattere di problemi che abbiano compatibilità con le difficoltà legate allo studio e all’apprendimento piuttosto che a presunti problemi climatici. Di questa giovane studentessa, giova anche ricordare (per dovere di cronaca e onestà intellettuale) che è documentato soffra di: “disturbo da deficit di attenzione operativa” ovvero che abbia difficoltà ad adeguare il comportamento all’età. Sia come sia, la giovane Greta è stata accompagnata in vari Paesi Europei e in Italia, le è stato organizzato l’incontro - sia pure, “en passant” - con il Papa. Insomma una serie di eventi tesi a produrre solo rumore e che sicuramente non sposteranno di una virgola gli “eventi climatici”, perché di quelli se ne occupa “madre natura”. Ma non quella che ci propina Bonolis a Ciao Darwin. In ogni caso è meglio non dimenticare l’antico saggio detto che recita: “ Bon tempu e malu tempu non dura sempri un tempu”. 
mercoledì 5 giugno 2019

Antonino Marino cittadinodimessina

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