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La Festa della liberazione a Messina, le dichiarazioni degli onorevoli del M5S

Il 25 aprile è ancora una ricorrenza di sinistra?

Foto Galleria Stampa
Dal 25 aprile 1946, su proposta del presidente del Consiglio Alcide De Gasperi, il re Umberto II, allora principe e luogotenente del Regno d'Italia, con decreto legislativo luogotenenziale, con una sfilata in piazza Vittorio Veneto fu dichiarata festa nazionale.
Perché proprio questa data?
Il 25 aprile 1945 è il giorno in cui il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia (CLNAI) – il cui comando aveva sede a Milano ed era presieduto da Alfredo Pizzoni, Luigi Longo, Emilio Sereni, Sandro Pertini e Leo Valiani (presenti tra gli altri il presidente designato Rodolfo Morandi, Giustino Arpesani e Achille Marazza) – proclamò l'insurrezione generale in tutti i territori ancora occupati dai nazifascisti, indicando a tutte le forze partigiane attive nel Nord Italia facenti parte del Corpo Volontari della Libertà di attaccare i presidi fascisti e tedeschi imponendo la resa, giorni prima dell'arrivo delle truppe alleate; parallelamente il CLNAI emanò in prima persona dei decreti legislativi, assumendo il potere «in nome del popolo italiano e quale delegato del Governo Italiano», stabilendo tra le altre cose la condanna a morte per tutti i gerarchi fascisti, incluso Benito Mussolini, che sarebbe stato raggiunto e fucilato tre giorni dopo.  
Per poi essere istituzionalizzata come festa nazionale il 27 maggio 1949, con la legge 260 ("Disposizioni in materia di ricorrenze festive"). 
Oggi, forse, c'è qualcuno che pensa che non sia stata una vera liberazione, tanto da ridurre questa festa nazionale, ad una mera festicciola di Sinistra. 
Una data che segna un evento importante per la nostra storia patria, ovvero, l’Italia liberata dai nazifascisti. Per onestà intellettuale nessuno può negare che il fascismo non abbia portato delle innovazioni, ma altrettanto nessuno può negare il terribile periodo che ha interessato il nostro paese negando le repressioni, le leggi razziali e, infine, l’invasione straniera tanto americana quanto più dei tedeschi arrabbiati per il nostro tradimento. 
Fa male, si pensi all’A.N.P.I. (Associazione Nazionale Partigiani Italiani), che oggi insieme alle autorità civili, religiose e militari, ha ricordato e celebrato il sacrificio di tanti civili che sono morti per liberare il nostro paese, oggi che si è costretti ad abbandonare l’Italia e che sta aumentando la sfiducia verso lo Stato non possiamo essere negazionisti verso la nostra storia, riducendola a festa di Sinistra, quando, invece, è la festa della libertà di esercitare i propri diritti.
A confermarlo anche la senatrice del M5S Grazia D'Angelo, presente alla manifestazione, alla quale abbiamo chiesto un'opinione sui festeggiamenti del 25 aprile che ha commentato:
Non una festa di sinistra, ma la festa della Libertà. Ovviamente si è importante ricordare. Ricordare diciamo la vicenda in sé, ma anche quello che c'è dietro, quindi la lotta di un popolo per la propria libertà e quello è un valore che penso non abbia né tempo né luogo. E' sempre un qualcosa di attuale e di lodevole da dover ricordare e valorizzare con queste manifestazioni, che possono sembrare obsolete, ma in realtà sono sempre un qualcosa che serve anche nel presente perché non dobbiamo mai dimenticarci che in questo mondo sono ancora presenti situazione in cui ovviamente molti soggetti sono privati della Libertà, molte popolazioni sono in lotta fra di loro, ci sono guerre in tutte le parti del mondo e quindi è sempre un tema attualissimo e dobbiamo proprio porre l'attenzione su questi temi per poter far sì che si possa tornare a parlare di libertà e veramente di lotta a tutte quelle che possono essere le forme di razzismo, di fascismo e di discriminazione nei confronti di qualsivoglia soggetto: per ragazza, per religione, per comportamenti sessuali e quant'altro. 
Le abbiamo, anche, chiesto un suo pensiero rispetto ai compagni di governo e di maggioranza in generale, che per l'ennesima volta si mostrano distanti dalle posizioni del M5S.
Noi abbiamo sempre detto, ha commentato la senatrice, che la nostra e non è un'alleanza bensì è una comunione di intenti e questi sono stati trasposti nel contratto di governo e noi a quello ci atteniamo. Abbiamo trovato dei soggetti con cui poter condividere un programma che è il programma di governo e su quello ci atteniamo per il resto sapete benissimo che il Movimento 5 Stelle non ha nulla a che fare con la Lega e sono due mondi che ovviamente non si avvicinano quasi mai tranne ovviamente che su alcuni argomenti. Tant'è che, spesso, come vedete ci sono opinioni, proprio distantissime su molti altri argomenti, che non fanno parte del contratto. 
Il 25 Aprile, ha ribadito, se ancora ce ne fosse bisogno, il capogruppo ala Camera del M5S Francesco D'Uvaè una data in cui i cittadini di Torino e di Milano si sono liberati prima dell'arrivo degli alleati, è una festa di tutti. Tra l'altro i partigiani non erano soltanto comunisti, c'erano tantissime persone: c'erano i democratici cristiani, ma c'era anche il Partito d'Azione e tanti altri. Non c'entra nulla con la festa della Sinistra è la festa di tutti gli italiani. Io sono italiano e la festeggio e come me dovrebbero farlo tutti quanti.  
Photogallery di: Antonio De Felice 
giovedì 25 aprile 2019

Marilena Faranda

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