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Chi inquina deve pagare

SIN Milazzo: valori oltre 100 volte i limiti di riferimento

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Di recente l’On. Ella Bucalo (Fratelli d’Italia) avrebbe chiesto l’esclusione del milazzese dalle aree SIN (Siti di interesse nazionale per le bonifiche), in quanto i dati sull’inquinamento del suolo e delle falde sarebbero più che “rassicuranti”. Questo almeno stando a quanto riportato dalla stampa locale. Dal sopralluogo ministeriale effettuati nelle aree del SIN di Milazzo, ed in particolare nell’area di proprietà della Raffineria di Milazzo, emerge una realtà ben diversa. Stando a quanto pubblicato su Peacelink, per quanto riguarda l’inquinamento del suolo sarebbero stati riscontrati valori anche molto superiori ai limiti di riferimento (fino a 50 volte!) per idrocarburi pesanti e leggeri, BTEX, composti organici aromatici, piombo alchili e metalli pesanti. Tanto per fare un esempio, in un campionamento il mercurio avrebbe raggiunto valori di 250 mg/Kg contro i 5 mg/Kg della soglia di riferimento.

Le falde acquifere non sarebbero messe tanto meglio, anzi.
Particolarmente allarmante in questo caso l’inquinamento da MBTE (metil-t-butil-etere, impiegato come additivo per la benzina verde) con un valore riscontrato di 2350 μg/l, oltre 117 volte il valore di riferimento di 20 g/l. Molto alti anche i valori di diversi metalli pesanti (con valori fino a 104 volte i limiti di legge), Alifatici clorurati cangerogeni, benzene, tetracloroetilene, tricloroetilene, Dicloropropano, Idrocarburi totali, IPA, PCB e fluoruri. Si tratta di valori indicativi di un inquinamento molto pericoloso per la salute dei cittadini, in quanto capace di risalire la catena alimentare fino all’uomo. E questo è niente: il sopralluogo è stato effettuato diversi anni fa e non tiene conto del grave sversamento di idrocarburi da un serbatoio della Raffineria avvenuto l’anno scorso. Altro che uscire dal SIN, bisognerebbe semmai sollecitare che i responsabili vengano costretti urgentemente alle necessarie bonifiche!

Appare quindi chiaro come la richiesta dell’on. Bucalo sia stata, nelle migliore delle ipotesi, alquanto miope e superficiale. Ma cosa comporterebbe nello specifico l’uscita dal SIN chiesto improvvidamente dall’on. Bucalo?  Non solo l’addio alle bonifiche, ma anche l’uscita dagli studi epidemiologici “Sentieri” dell’Istituto Superiore di Sanità. Studi che hanno permesso di riscontrare come praticamente tutte le patologie per le quali vi è evidenza scientifica di associazione con le raffinerie (malformazioni congenite, mortalità perinatale, tumore al polmone, malattie polmonari, asma, ecc…) siano in eccesso nella valle del Mela. Tali eccessi impongono misure di prevenzione primaria (cioè di rimozione delle potenziali cause) da parte delle competenti autorità sanitarie locali, vale a dire i Sindaci di Milazzo e San Filippo del Mela. Tali misure consistono in limiti più restrittivi espressi con specifiche prescrizioni sanitarie, capaci di ridurre sensibilmente il carico inquinante della Raffineria. Misure che però i due Sindaci non sembrano intenzionati a prendere. Non sarà che gli studi Sentieri sono quindi diventati troppo scomodi? E’ forse per questo che qualcuno vuole escludere Milazzo e la valle del Mela dalle aree SIN? (

lunedì 15 aprile 2019


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