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Nota del "Comitato cittadini contro l'inceneritore del Mela"

Raffineria e malattie nella valle del Mela

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“Il profilo di salute delineato nella valle del Mela risulta particolarmente coerente con la presenza di una raffineria di petrolio […] almeno alcune delle principali criticità sanitarie riscontrate” possono costituire “un vero e proprio danno sanitario correlabile più probabilmente alla presenza della raffineria“. 
Sono queste, in estrema sintesi, le conclusioni inequivocabili a cui è giunta l’analisi dei dati epidemiologici della valle del Mela e delle evidenze scientifiche sulle cause più plausibili. Un’analisti condotta dal dott. Pasquale Andaloro, già consulente dell’OMS ed attualmente consulente della rivista scientifica “Epidemiologia e Prevenzione”, in una relazione recentemente pubblicata sul portale del Comune di Pace del Mela. Nell’ambito del progetto SENTIERI (Studio Epidemiologico Nazionale dei Territori e degli Insediamenti Esposti a Rischio da Inquinamento) dell’Istituto Superiore di Sanità è stata effettuata una revisione della letteratura scientifica in merito alle possibili associazioni tra patologie e specifiche fonti inquinanti. Da tale revisione si evince che le raffinerie di petrolio risultano associate in maniera plausibile ad almeno sei specifiche patologie: tumore al polmone, malattie respiratorie, malattie polmonari acute, asma, malformazioni congenite, mortalità infantile per condizioni morbose perinatali. Vanno inoltre aggiunte le nascite pretermine, che, sebbene non considerate nel progetto SENTIERI, presentano anch’esse robuste evidenze scientifiche di associazione con le raffinerie. Ben sei di queste sette condizioni morbose associabili alle raffinerie risultano in eccesso nella valle del Mela. E, cosa ancora più importante, almeno due di tali condizioni morbose risultano associate in maniera specifica alle raffinerie e non ad altre fonti inquinanti presenti nella zona, come le centrali elettriche e gli impianti siderurgici. In particolare l’eccesso di malformazioni congenite nella valle del Mela, salito alla ribalta della cronaca nazionale nelle ultime settimane (noi ne abbiamo dato notizia già l’estate scorsa) trova cause plausibili, secondo la letteratura scientifica, solo nelle raffinerie di petrolio, se si escludono l’alcol e il fumo passivo, di cui non vi è alcuna evidenza di eccessi nella valle del Mela.Pertanto la presenza della più grossa raffineria di petrolio della Sicilia (se non d’Italia) appare nel complesso la causa di gran lunga più probabile per il quadro sanitario delineato nella valle del Mela. Un’ipotesi che sembra rafforzata anche dalla frequenza più che doppia di acromegalia rispetto al resto della provincia e da un recente studio che correla l’acromegalia all’esposizione ad idrocarburi. Non sono poi escluse relazioni causali con le altre numerose criticità sanitarie riscontrate nella valle del Mela: dagli eccessi di tumore della tiroide a quelli di tumore del sistema nervoso, passando per linfomi e tumore alla mammella, ecc…Un quadro che potrebbe peggiorare ulteriormente se A2A dovesse spuntarla nella propria battaglia legale contro il Piano Paesaggistico e la bocciatura dell’inceneritore. Un’eventualità da impedire ad ogni costo e su cui non bisogna abbassare la guardia. La relazione del dott. Andaloro comunque non vuole essere fine a se stessa. Nelle conclusioni si evidenzia come i danni o i pericoli per la salute pubblica emersi richiedano “misure di prevenzione primaria da parte degli amministratori e delle autorità sanitarie locali. Tali misure consistono principalmente nelle prescrizioni sanitarie di cui agli art. 216 e 217 del Testo Unico delle Leggi Sanitarie. Tali prescrizioni non possono non tradursi in una significativa riduzione dei limiti emissivi.Ciò permetterebbe di conseguire certamente considerevoli miglioramenti nei profili di salute della popolazione residente nella valle del Mela“.Le “prescrizioni sanitarie” erano già state espresse l’anno scorso nell’ambito del rinnovo dell’autorizzazione della Raffineria di Milazzo. Ma poi, all’ultimo minuto, vennero accantonate. Un accantonamento abusivo contro cui è stato presentato un ricorso cruciale, che andrà in decisione il mese prossimo. Se il ricorso, sollecitato dalle associazioni e fatto proprio da sette comuni della valle del Mela (Pace del Mela, S.Pier Niceto, Monforte S.Giorgio, Gualtieri Sicaminò, Condrò, S.Lucia del Mela e Merì), uscirà vittorioso, le prescrizioni sanitarie potrebbe diventare realtà, concedendo finalmente alla valle del Mela un ambiente più salubre. In caso contrario, bisognerà che i Sindaci di Milazzo e San Filippo del Mela si assumano le proprie responsabilità: spetterebbe infatti a loro chiedere un nuovo riesame dell’autorizzazione al fine di inserire le necessarie prescrizioni sanitarie
sabato 9 febbraio 2019


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