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Dossier Pendolaria di Legambiente sul trasporto regionale

In Sicilia si viaggia in “terza classe“

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Una regione che viaggia in “terza classe” dove i tagli sono stati dell’1,4 per cento in otto anni mentre le tariffe sono aumentate dell’11,4 per cento. è questa l’immagine della Sicilia del trasporto ferroviario che emerge in modo ancora più drammatico dal rapporto di Legambiente “Pendolaria 2018” presentato oggi. In un’Italia fanalino di coda in Europa per trasporto locale su ferro la Sicilia è in coda per tempi di percorrenza, anzianità dei treni e investimenti oltre ad essere tagliata fuori dall’Alta velocità e servita per i collegamenti a lunga percorrenza da Intercity sempre meno efficienti.

Così in una regione di cinque milioni di abitanti con grandi flussi di pendolari, i clienti delle ferrovie sono calati dai 50.300 del 2009 ai 37.600 attuali. Legambiente fotografa un Paese spaccato in due dove i passeggeri crescono lì dove i servizi vengono potenziati e crollano dove non si investe da decenni. Così mentre tra Firenze e Bologna ogni giorno sfrecciano 162 treni a 300 chilometri orari (anche con 35 minuti di percorrenza) con un tasso di crescita di dieci convogli in più ogni anno, la Palermo-Ragusa viene coperta da tre treni al giorno (con un cambio) in 4 ore e mezza, mezz’ora in più rispetto a due anni fa. Legambiente nel report cita poi il caso “estremo”: le undici ore e dieci minuti con tre cambi che dovrebbe affrontare l’impavido passeggero per raggiungere Siracusa da Trapani in treno. Ma ciò che emerge dal dossier è soprattutto un dato, che la situazione del trasporto ferroviario siciliano continua a peggiorare malgrado le decennali promesse di maggiori investimenti. Su 1490 chilometri di linea, 1300 rimangono a binario unico e solo 801 elettrificati. Anche nell’anzianità dei treni la Sicilia è da record con un’età media di 19 anni e mezzo e quasi il 60 per cento dei 174 treni con più di 15 anni di servizio.
venerdì 1 febbraio 2019


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