il Cittadino di Messina - quotidiano e settimanale on-line: l'informazione gratuita ovunque tu sia.

Rispetto della biodiversità

Tutelare lo Stretto di Messina

Stampa
Recenti studi del Cnr e del Talassografico hanno evidenziato la necessità di sviluppare interventi di tutela sia degli habitat sia degli organismi a rischio estinzione o in condizioni di precario equilibrio con un rapporto ambientale dettagliato.Da molti anni si parla del fatto che le acque del Mediterraneo si stanno tropicalizzando per l’aumento della temperatura globale dei mari. Sebbene il Mediterraneo rappresenti soltanto lo 0,7% della superficie marina dell'Oceano mondiale, la sua biodiversità risulta straordinariamente elevata, soprattutto nelle acque dello Stretto di Messina. Infatti recenti studi portati avanti in sinergia dall’ università messinese con altri atenei italiani, ha portato a scoprire che la fauna marina sta cambiando con migrazioni di specie una volta destinate solo a mari tropicali. Ultimamente è anche stato catturato un baby esemplare di Cetorhinus maximus (squalo elefante). Un evento straordinario, sia perché prima testimonianza registrata lungo il versante ionico dello stretto sia perché la presenza di un piccolo esemplare conferma che il Mediterraneo non è solo area di alimentazione ma anche zona di riproduzione per questo animale. Qui si concentrano infatti lo squalo elefante e martello il pesce vacca e la verdesca. Speciale menzione merita poi la presenza, subito a nord del promontorio di Scilla, di grandi colonie di corallo nero del Mediterraneo (Antipathes subpinnata), delle vere e proprie foreste fra le più estese al mondo. Mentre, costruisce il nido la tartaruga marina Carretta carretta. E per poter comprendere il funzionamento dell'ecosistema marino, la sua risposta ai cambiamenti naturali e a quelli indotti dalle attività umane, è nato un centro di eccellenza per lo studio della biodiversità marina a Catona, in provincia di Reggio Calabria, nella sede regionale denominata ex-Ciapi. Grazie ad un Accordo di programma tra Regione Calabria e Istituto per l’Ambiente Marino Costiero (Iamc-Cnr) di Messina, Università Mediterranea di Reggio Calabria, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), e Università di Siena, Cagliari, il Centro coordinerà tutti i progetti scientifici mirati alla tutela della biodiversità marina. L’elemento di forza sarà la sinergia tra il mondo della ricerca e le Amministrazioni locali che potranno attuare misure tecniche di conservazione sulla base di dati scientifici.
mercoledì 23 gennaio 2019

Enzo Gallo

    Vai a pagina
    segui il meteo