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La giovane attrice messinese Giulia Ramires si racconta

“Chi ama questo mestiere deve spingersi oltre. Rischiare!”

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La nostra Messina non smette mai di regalare al mondo grandi talenti. Ne è ulteriore prova Giulia Ramires, la giovane ventisettenne che da tre anni si distingue nel mondo dello spettacolo. La sera del 4 Gennaio è stato trasmesso su Rai 1 il film “Wine to love” che l’ha vista recitare a fianco di Ornella Muti. Un’esperienza che non rappresenta un punto di arrivo, ma un “trampolino di lancio” per un’attrice che ha, ancora molto, da donare al suo pubblico. 
L’abbiamo intervistata in esclusiva per voi, per conoscere meglio lei, le sue esperienze professionali e i suoi sogni nel cassetto: 
Quando e come è iniziata la sua carriera da attrice? 
Innanzitutto, vorrei ringraziare “Il cittadino di Messina” per questa intervista. 
La mia carriera di attrice è iniziata da non molto tempo. Circa tre anni fa. Dopo aver preso la laurea in Scienze dei Beni Culturali a Roma mi sono dedicata, interamente, al mio mestiere. Certamente, durante i miei studi universitari, ho potuto affiancare differenti scuole teatrali, ho frequentato un‘accademia di cinema e seguito privatamente dei maestri.  
La sera del 4 Gennaio è stato trasmesso su Ra1 “Wine to love”, film che la vede recitare al fianco di Ornella Muti. Come ha accolto e vissuto questa esperienza professionale di grande rilievo? 
Si, il film è stato trasmesso in prima serata su Rai uno il 4 gennaio, ma è stata fatta una prima cinematografica il 18 dicembre al cinema Adriano di Roma e contemporaneamente è uscito in varie sale in tutta Italia, sino al 19 dicembre. Si tratta di un’uscita speciale di soli due giorni, una nuova formula di marketing cinematografico. 
Per quanto riguarda la mia esperienza sul set, che dire! Sono stata catapultata in questa atmosfera così velocemente che non ho avuto il tempo di “assorbirla” completamente. Mi trovavo a Parigi e avevo appena finito di girare delle scene nel seguito del cult cinematografico “Neuilly sa mère” di Djamel Bensalah. La telefonata mi ha spiazzato, non me lo aspettavo: dopo un provino la tua vita continua, vai avanti, fai altri progetti, passa del tempo ... se si dovesse pensare ossessivamente a come andrà non si vivrebbe bene questo mestiere, fatto per lo più di sconfitte che di vittorie. Ma quando le vittorie arrivano è sempre una sorpresa incredibile. 
Approfitto per citare i primi versi della poesia “Il cuore che ride” di Charles Bukowski: 
 « La tua vita è la tua vita.  
Non lasciare che le batoste la sbattano nella cantina dell’arrendevolezza.
Stai in guardia. 
Ci sono delle uscite. 
Da qualche parte c’è luce… »  
La luce prima o poi arriva, ma non bisogna aspettarla seduti a braccia conserte. Bisogna continuare a lottare e sostenere ciò che si fa, anche se la via sembra scura e tortuosa. 
Ornella che, peraltro, si è presentata con il suo vero nome Francesca, è una donna meravigliosa. Io ho recitato quasi sempre al suo fianco e durante le due settimane di soggiorno, ho avuto modo di conoscerla meglio, in quanto, come saprete tutti, durante un set ci sono delle grandi pause, tempi dilatati dove non fai granché se non aspettare che arrivi il tuo momento. E alterni allo studio della tua parte anche momenti di scherzo, fatti di semplicità dove si sta insieme, si parla e ci si confronta. Francesca è dotata di spiccato senso dell’humor e di grande saggezza. Ricordo che spesso tra una risata e l’’altra ci suggeriva delle perle di saggezza, sulla vita, il mondo, gli esseri umani. Ed io ho cercato di cogliere al massimo le sue parole e di osservarla come fa un allievo con la sua maestra. Ma il tutto nel modo più naturale e spontaneo possibile
Ornella Muti è, senza dubbio, una grande attrice. Ha avuto modo, nel corso della sua pur breve carriera, di confrontarsi con altri grandi dello spettacolo o con altre personalità che ritiene abbiano avuto un’influenza determinante su di lei e sulle sue scelte professionali? 
Si assolutamente! Ho lavorato con Djamel Bensalah, con il quale siamo rimasti in ottimi rapporti. Egli mi ha diretta, come ho già precisato prima, in “Neuilly sa mère”. E' un regista incredibilmente preciso, che conosce perfettamente i tempi comici. Grazie a lui ho imparato tanto, mi ha esortato a credere sempre più in me stessa e nella possibilità di proseguire la mia carriera nel cinema francese! E ancora oggi quando ci vediamo le nostre conversazioni sono piene di umanità e ci si confronta sui vari progetti futuri. 
Un'altra personalità che mi ha sicuramente accompagnata e lo fa tutt’ora è Eros Salonia, un regista cinematografico messinese come me. Anch’egli si è dovuto allontanare dalla propria casa per creare la sua arte, in un terreno più fertile. Ci siamo conosciuti sul set di un mediometraggio parigino, e da quel momento è nata una vera e propria collaborazione artistica. Abbiamo unito le nostre forze per scrivere insieme un film girato quasi interamente in Sicilia, che mi vede protagonista assoluta per un’ora e mezza su un’isola deserta. Un film selvaggio, duro, poetico, nel quale ho lavorato “crudelmente” e grazie al quale ho imparato cosa significa recitare sentendo ogni parte del proprio corpo. Non posso rivelare molto altro sul film, perché è in postproduzione e in prossima uscita, ma posso dire che è un inno alla natura e alla sua maestosa imperturbabilità. 
Negli ultimi anni ho conosciuto varie personalità artistiche e non sempre su un set, ma aggiungo che un attore, anzi un artista tout court, apprende soprattutto i consigli e le riflessioni di chiunque, anche delle persone più semplici e improbabili. Gli esseri umani tutti hanno qualcosa da dare!
Dopo il grande successo di “Wine to love” guardiamo al futuro. Ha qualche sogno nel cassetto? Quali sono le sue aspettative future? 
Si ci sono tanti altri progetti futuri, e sono già impegnata in qualcos’altro. Ma non amo parlarne sino a quando non vi è alcuna ufficialità. D’altro canto, questo è un “mestiere misterioso”. 
Credo sia giusto tenere un segreto, custodirlo sino a quando non sia giunto il momento per rivelarlo! 
Ho delle aspettative future, c’è un tipo di cinema al quale ambisco. Un cinema impegnato, europeo: un certo cinema francese e tedesco. Apprezzo moltissimi registi italiani, mi piacerebbe lavorare con Luca Guadagnino o con Sorrentino. 
Adoro Lars Von Trier, un genio. I suoi personaggi sono sempre colmi di conflitti interiori, ambiguità, e imperfezioni!! 
Il “sogno Americano” lo abbiamo tutti noi!! Tuttavia, preferisco in questo momento limitarmi a osservare e studiare le loro tecniche, assorbirle, perché non dimentico la mia provenienza. Sono una Donna italiana e soprattutto siciliana. E voglio sfruttare in Francia la mia mediterraneità. E poi chissà se un giorno … potrò volare altrove! Ma intanto meglio mantenere i piedi per terra, e costruire tassello per tassello. 
Da giovane messinese che ha oltrepassato lo Stretto per ragioni lavorative, cosa direbbe ai suoi giovani concittadini desiderosi di intraprendere la carriera teatrale? 
Da messinese che lavora nel cinema, in questo momento anche se mi pesa dirlo, perché amo la mia terra, consiglio ai miei concittadini di prendere una bella valigia e partire. Gli artisti non sono fatti per stare in un unico posto. Gli artisti sono anime inquiete, che hanno bisogno di cambiamento costante. Chi ama questo mestiere deve spingersi oltre!!! Rischiare! E restando chiusi in una città non ci si può confrontare con un mondo ricco di differenze, di sfumature. L’attore è un enorme contenitore che va riempito di esperienze.
è ovvio che più viaggi più ti fai un’idea della gente, di come si muove, di come gesticola, di come guarda, di come si veste, di come pensa…. Consiglio ai giovani come me di non aver paura di cambiare, e di non restare troppo a lungo ancorati all’accademia. 
L’accademia, la scuola possono aiutare come base iniziale, ma poi è lì fuori che bisogna imparare!!


domenica 6 gennaio 2019

Alessia Vanaria

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