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Sii può fare realmente il giornalista per mestiere ed in modo professionistico?

Il giornalista oggiI: una professione d’elite!

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Il giornalista è colui che per professione scrive o collabora alla redazione di un giornale. Bellissima affermazione!!! Ma la realtà da noi è veramente questa? Insomma si può fare realmente il giornalista per mestiere ed in modo professionistico? Tante domande a cui non riusciamo a rispondere… Il perché delle non risposte a mio avviso risiede in una miriade di fattori. Innanzi tutto per diventare un giornalista con qualifica, bisogna necessariamente svolgere la professione in modo esclusivo e continuativo. Per l’iscrizione nell’elenco dei professionisti (art. 29) sono richiesti: l’età non inferiore ai 21 anni, l’iscrizione nell’albo dei praticanti, l’esercizio della pratica per almeno 18 mesi ed il superamento di una prova di idoneità professionale a Roma, oltre ovviamente una laurea meglio se specifica. E qui nascono i primi problemi. E’ veramente difficile trovare un giornale o una televisione che ti permetta di lavorare continuativamente per 18 mesi in una redazione e con retribuzione. In genere si dovrebbe disciplinare il tutto con un contratto (anche a tempo determinato) che regoli il rapporto professionale ed economico tra editore e giornalista... Allora proverò a dirvi la realtà in cui ci muoviamo.Il giornalismo nasce perché qualcuno ha voglia di dire qualcosa, in seguito diventa strumento di dibattito e il cronista diventa militante. Si inizia senza chiedere denaro al fruitore del giornale poi pian piano ci si accorge che il lettore è disponibile a spendere una piccolissima somma di denaro per leggere tutte le ultime novità . In questa maniera si allarga il pubblico e cresce il giornale. La prima motivazione che spinge il giornalismo è politica, dire delle cose senza però rimetterci dei soldi. Il passo successivo è l’imprenditoria giornalistica come la conosciamo adesso.Siamo in un momento storico in cui le comunicazioni sono sensibilmente più veloci rispetto al passato. Nei giornali spesso troviamo notizie che già conosciamo perché le abbiamo sentite in TV o lette su internet. Questi due media negli ultimi tempi stanno riscuotendo un forte successo e ottenendo molta credibilità. Ma ciò ha il suo lato negativo; nei nuovi media chiunque può comunicare alla maniera del giornalista e può essere paragonato ad un professionista per il lavoro comunicativo che svolge. Questo meccanismo sta aiutando ad eliminare l’intera categoria professionistica perché in questa ottica il mestiere del giornalista può essere svolto da chiunque. Un ragazzo giornalista in tv o sul web è sostituibile con un altro che può ricoprire la stessa mansione. Una volta il giornalista era insostituibile; ogni giornalista possedeva individualmente delle conoscenze e delle relazioni con persone che lo portavano ad essere al posto giusto nel momento giusto. Il fatto che tutti possiedono gli strumenti per comunicare getta ombre su un altro fondamentale aspetto del giornalismo: la credibilità. In sostanza di solo giornalismo non si vive. Una professione d’elite!Infine vorrei porre l’attenzione sulla scuola di giornalismo avviata dall’Università di Palermo. Essa sforna piu' della meta' dei praticanti 'd'ufficio' degli istituti di formazione al giornalismo riconosciuti dall'Ordine, la piu' grande 'fabbrica' di giornalisti del Paese. Palermo e' capoluogo di una Regione alla quale spetta un'altro primato, quello della disoccupazione e della precarietà.' Per risolvere tutto l'Ordine dei giornalisti di Sicilia ha avviato ormai da anni tale scuola con corsi per ''Giornalismo e Uffici stampa e Giornalismo multimediale'' Fioccano poi corsi di formazione e mini lauree anche nelle universita' di Enna e altre cittadine siciliane. Come dire, se mi si allaga la cantina, corro giu' ad aprire i rubinetti. E questi rubinetti sono ampiamente spalancati a Palermo dove, (dati ufficiali Odg.it) e' stato fabbricato ben il 58,06% del totale dei praticanti delle scuole che all'ultima sessione d'esami si e' presentato all'Ergife di Roma. La Sicilia, quindi, dove il mercato editoriale e' praticamente morto in mano a un paio di editori e dove si contano tre o quattro testate di rilievo, sforna piu' giornalisti professionisti di citta' come Milano o Roma, ovvero due delle citta' con piu' testate e con piu' uffici stampa d'Italia. Fate voi!Statistica candidati per SCUOLA.LUISS 1 3,23%
LUMSA 5 16,13%
BOLOGNA 1 3,23%
PERUGIA 2 6,45%PALERMO 18 58,06%
URBINO 3 9,68%
SASSARI 1 3,23%
TOTALE 31 100 %
venerdì 19 ottobre 2018

Enzo Gallo

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