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Parte da Messina la protesta, siciliana e di tutto il sud, della CUB

I docenti della GAE siciliani dicono basta alle promesse

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Hanno affollato le strade di Messina i precari della GAE di tutta la Sicilia aderenti alla CUB, in attesa di entrare di ruolo dal 2000, per dire basta ad un continuo avvicendarsi di governi che fanno solo promesse da campagna elettorale, con la manifestazione "Oltre lo stretto, Oltre il precariato". La situazione per Messina e per tutta la Sicilia è ancora più grave, come spiegano coloro che hanno manifestato nella nostra città, invece, di andare a Roma, arrivando fino alla Prefettura per poi concludere con un comizio a Villa Mazzini. 
La Cub scuola università e ricerca e la Cub, spiega il segretario Franco Tomasello, hanno aperto una vertenza sulle politiche scolastiche, sulle politiche sociali, sugli appalti Consip, sull'internalizzazione servizi scolastici. Vogliamo, anche, dire basta con le classi pollaio, diciamo immissioni ruolo subito, diciamo una politica a sostegno delle infanzia, tempo pieno, tempo prolungato e rispetto dei diritti del disabile. Abbiamo vinto diverse cause al Tar Sicilia su questo, ad esempio, credo che il governo lo sappia, che ci sono classi con più 20 alunni. O questi obiettivi li raggiungiamo subito, altrimenti sarà un confronto duro con il Ministro. Diciamo che c'è una disponibilità alla discussione del governo, mentre prima c'era una chiusura totale. Adesso c'è una certa agibilità, proveremo a vedere se si riuscirà a convergere tra le politiche vertenziali e l'idea di Governo, Confidiamo soprattutto nel Movimento 5 Stelle ,molti dei presenti sono stati elettori del M5S e chiedono il rispetto degli impegni assunti durante la campagna elettorale. Secondo il sindacato, si può decretare il fallimento della buona scuola. La buona scuola, continua Tomasello, è morta e sepolta, abbiamo impugnato il procedimento sulle immissioni in ruolo davanti alla CEDU, alla Corte di Giustizia Europea e come primo dato: la Corte riconosce i nostri diritti, l'Europa riconosce i nostri diritti e quindi il nostro ricorso è ammissibile. 
Speriamo che il Governo non ci costringa a continuare l'azione giudiziaria.
mercoledì 25 luglio 2018

Marilena Faranda

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